Con Mezzosangue, Postepay Rock in Roma 2016 chiude nel segno del rap

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Mezzosangue sbarca sul palco del prestigioso Postepay Rock In Roma per #TheItalianWay e chiude la stagione estiva dei grandi concerti.

Foto di VALENTINA VENDITTI

Per un giovane rapper romano avere la possibilità di chiudere la stagione estiva a Rock In Roma deve essere una grande emozione, ma Mezzosangue non ha tradito le aspettative e ha dato prova di saper prendere il palco e di saperlo padroneggiare alla grande, coinvolgendo il pubblico e scandendo le sue rime con passione e grinta. La tappa romana fa parte del tour Soul of a Superdrum che lo sta portando in giro per l’ Italia.

Inizia così tra le note di “Armonia e Caos”, un pezzo dal profondo significato e dalle sonorità intense e malinconiche  “forse non sapranno quanto hai fatto per me, forse non c’avranno l’arte avranno i numeri e se, così sarà io avrò fallito e sarò morto per te, come un soldato in una guerra di parole e di idee….” e su questa ultima frase il pubblico si infervora. La canzone fa parte dell’ ultimo album, Soul of a Supertramp, uscito nel 2015 prodotto da Beat e Squarta con l’ etichetta Hurricane Arts.

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Tra il pubblico ragazzi molto giovani o come me più maturi ascoltatori del rap. C’è grande attesa nell’ aria, il fronte palco si riempie sempre di più e si percepisce anche una certa curiosità sull’ esibizione di un ragazzo molto giovane ma dal grande talento. Devo dire che personalmente è stata una bella emozione assistere ad una tappa così importante della carriera di questo rapper, che ha sempre anteposto le sue liriche intense al suo aspetto, a dispetto di un mondo fatto di immagini da condividere e da apprezzare, lui che si è sempre presentato sul palco portando un passamontagna e proponendo il suo rap aggressivo, pessimista al limite del nichilismo ma profondamente intimista e riflessivo.

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Si continua con “Soul of a Supertramp” “Out of My Mind”, “De Anima”, “Silent Hill”, “Ectoplasmi” “Benoit Lecomte”. Mezzosangue sembra non volersi fermare, è un fiume in piena, i ritmi sono incalzanti, le rime sparate con forza e grinta e il pubblico agita le teste e protende le mani in aria, salta, si dimena, canta. Sembrano tutti rapiti, quasi in tranche, indecisi tra l’ascoltare e riflettere sul significato profondo delle rime (che durante un live hanno una cassa di risonanza ancora più amplificata) e tra la necessità di muoversi e scatenarsi sulla potenza dei bassi. Ma è su “Sangue” che c’è una vera ovazione, sembra quasi un inno, da cantare a squarciagola e con le mani che fanno su e giù come nei più classici concerti rap dove il coinvolgimento della gente è essenziale. Mezzosangue continua con “Musica Cicatrene” e qui anche quei pochi che non conoscevano le sue canzoni non possono astenersi dal cantare e dallo scatenarsi.

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Osservo i ragazzi ormai dalle retrovie, c’è chi fuma e beve e chi si abbraccia e si bacia, tra sorrisi e sguardi intensi, in questa calda notte romana Mezzosangue ci ha emozionato e ha toccato le corde più profonde della nostra anima, chiudendo degnamente la grande stagione estiva di Rock In Roma.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

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