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L’Amore Migliora La Vita. Teatro Golden, dal 25 ottobre al 20 novembre 2016.

COMUNICATO STAMPA

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dal 25 Ottobre  al 20 Novembre

ETTORE BASSI, EDY ANGELILLO,

ELEONORA IVONE, GIORGIO BORGHETTI

L’AMORE MIGLIORA LA VITA

scritto e diretto da

Angelo Longoni

una produzione

Pragma

   

Da martedì 25 ottobre sarà in scena, al Teatro Golden, la commedia scritta e diretta da Angelo LongoniL’amore migliora la vita” interpretata da Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone e Giorgio Borghetti.

Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata

da sembrare inutile.

In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che

fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.

Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello

potremmo avere se solo fossimo meno ottusi.

L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significato universale.

Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.

“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.

E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.

“L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio

quanto difficile da interiorizzare.

Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli

maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e

dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.

Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano

violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro

frustrazioni.

Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono

tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al

loro ruolo genitoriale.

SPETTACOLI

dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.

PREZZI

intero € 26,00 + € 4 di prevendita;  ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

TEATRO GOLDEN

Via Taranto, 36 00182 ROMA

www.teatrogolden.it

info@teatrogolden.it

Tel. 06.70.49.38.26

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Le Bal. Sala Umberto, 14 ottobre 2016.

Al Sala Umberto fino al 23 ottobre 2016.

Recensione di Flaminio Boni

Le Bal, fortunato format francese di Jean Claude Penchenat, a cui Ettore Scola si ispirò per il film Ballando Ballando del 1983, arriva al Teatro Sala Umberto di Roma con la regia di Giancarlo Fares per raccontare la storia d’Italia dal 1940 al 2001.

Raccontare, forse, non è il termine più appropriato, perché in Le Bal nessun personaggio parla,ma tutto è lasciato alla musica, al ballo, alle capacità espressive e alla forza comunicativa dei protagonisti.

Le Bal è espressione, felicissima e meravigliosa, di un teatro senza parole, un racconto che non è fatto di voci, ma di suoni, musica, gesti e movimenti del corpo che sono in grado di rappresentare gli eventi e le loro ripercussioni emozionali.

Dallo scoppio della seconda guerra mondiale fino al crollo delle torri gemelle, sedici attori e attrici ci fanno ripercorrere la storia dell’Italia, attraverso gli eventi più tragici e quelli più felici, evocando ogni volta non solo i fatti, ma facendo rivivere le mode delle varie epoche tutto attraverso le canzoni italiane che hanno interpretato la vita e i costumi della società nei loro mutamenti ed evoluzioni.

Tutto accade in una balera, luogo reale e allo stesso tempo simbolico pronto a trasformarsi in altro. Siamo alla fine degli anni ’30: le balere si riempiono di gente di varia estrazione, individui singoli che vogliono ballare, evadere, sognare e, magari, innamorarsi. In essi sono rappresentate le più svariate tipologie di essere umano. Umanità diverse che si incontrano: lo snob, l’elegante, la vamp, la sciocca, la lolita, l’irreprensibile, il vitellone, l’impacciato, la romantica… Mentre la musica va, avviene il gioco dell’amore: è tutto un guardarsi e girarsi intorno in un rituale di corteggiamento fatto di avvicinamenti, dinieghi, sguardi che si incontrano, altri che si evitano, mani che si sfiorano e corpi che si abbracciano nel ballo, fino al momento in cui si formano le coppie e sboccia l’amore.

Passa poco e in Italia arriva il Fascismo ed è il caso di dire che la musica cambia: infatti alle canzoni d’amore e spensierate, si sostituiscono gli inni e i canti dell’Italia fascista e quelli dell’Italia antifascista, che riuscivano ad aggirare la censura e venivano ballate di nascosto nelle balere. Scoppia la guerra: gli uomini devono dividersi dalle loro donne e partire per il fronte col reale rischio di non farvi ritorno e le donne sono costrette a rimboccarsi le maniche e andare a lavorare. Da qui al nazismo il passo è breve e tragico: la musica cambia ancora. E’ periodo di ghettizzazione, frutto dell’ideologia della razza ariana. E’ periodo di dolore e disperazione.

Poi i bombardamenti. Arrivano gli americani: è la liberazione! Gli americani portano, insieme alla libertà, molto del loro mondo. Arrivano così in Italia balli nuovi, mai visti, espressione di una libertà ritrovata e di vita nuova: il tip tap, il rock, il twist. Nascono anche le versioni italiane di queste musiche.

Passa il tempo, l’Italia si riprende. Arrivano gli anni ’60 e poi ’70, i primi movimenti femministi, l’emancipazione, l’uso delle droghe. Estasi e inferno. Arriva poi il boom economico degli anni ’80: ovunque è un luccichio di paillettes e un mettersi in mostra. E’ il momento del benessere e ognuno vuole goderne. Mentre la gente si diverte, alle sue spalle la classe politica costruisce una rete di contatti subdoli e pericolosi, creando un mondo basato sul clientelismo e la corruzione. Arriviamo agli anni ’90: ancora si respira il benessere del decennio precedente, ma, anche qui, anche ora, la musica sta cambiando: c’è meno voglia di stare insieme, ognuno si isola nel suo micro mondo. L’individuo avverte la necessità di tagliarsi fuori, alienarsi: si balla la techno, musica elettronica che diventa sempre più aggressiva, spesso sparata a tutto volume nelle cuffie. E’ l’isolamento.

Altro cambio scena: il mondo viene sconvolto dal crollo delle torri gemelle. La quotidianità di ogni essere umano viene stravolta e la realtà frantumata in migliaia di pezzi che non torneranno mai insieme.

Tutto questo è raccontato non con la parola, ma con il ballo e grazie alla potenza e all’intensità espressiva di questi bravi interpreti. Tutto è comunicato con gesti ed espressioni del volto e del corpo. Come bravi mimi questi attori usano tutta la loro fisicità per raccontare al pubblico una storia, la nostra storia, tra risate, momenti di nostalgia e spunti di riflessione.

E’ la musica stessa a farsi drammaturgia. Sono i volti e i corpi di questi bravissimi interpreti a farsi parola, mezzo di comunicazione, a volte leggeri come una carezza, altre forti come uno schiaffo.

Le Bal è uno spettacolo divertente, poetico ed elegante. Spesso a teatro come nella vita si usano tante parole senza esprimere nulla. Le Bal, invece, è la dimostrazione che si può dire molto anche solo con un gesto o la mimica facciale. E’ la dimostrazione che il senso, spesso, è nell’azione e non nella parola, in quello che si fa e non in quello che si dice. Le parole a volte sono vuote e volano via nel vento, le azioni, invece, restano e sono monumenti viventi dell’uomo.

La regia di Giancarlo Fares unisce con dinamismo, leggerezza e un tocco di raffinatezza quadri intensi e simbolici. Ogni azione segue all’altra con continuità e la precedente è legata alla successiva anche solo per il rimando di piccoli particolari. Anche i cambi scena, a cui spesso corrispondono i cambi costume, non sono interruzioni, ma vengono abilmente sfruttati come transizione tra un prima e un dopo. Giancarlo è qui anche capace interprete, in un ruolo buffo e divertente.

Nel fare un plauso generale all’impegno, alla bravura e alla resistenza fisica di tutti, capaci e saldi senza indecisioni fino alla fine, mi fa piacere citare alcuni elementi che mi hanno colpito maggiormente.

Maya Quattrini è una ragazza incredibilmente espressiva e padrona della propria fisicità. In lei mimica facciale ed espressività del corpo erano sempre allineate e in sincrono.

Francesco Mastroianni, di cui chi ha visto Jesus Christ Superstar conosce la voce profonda del suo Caifa, ha rapito il pubblico per la leggerezza con cui ha condotto il corpo nelle varie esibizioni tra un meraviglioso tip tap e un travolgente rock’n’roll e l’espressività carica e intensa.

Sempre per la loro comunicatività ho apprezzato l’uso della mimica facciale di Viviana Simone, Davide Mattei e Pierfrancesco Perrucci.

Bellissimi e impegnativi i costumi di Francesca Grossi ogni volta diversi e perfettamente aderenti alle mode degli anni raccontati.

Meritano una citazione anche le coreografie di Ilaria Amaldi anch’esse precise e puntuali rispetto al contesto storico e sociale.

LE BAL

L’Italia balla dal 1940 al 2001

L’isola trovata | Viola Produzioni

da LE BAL, una creazione del Théâtre du Campagnol

da un’idea e nella regia di

Jean-Claude Penchenat

con

GIANCARLO FARES, SARA VALERIO

ALESSANDRA ALLEGRINI

RICCARDO AVERAIMO

ALBERTA CIPRIANI

VITTORIA GALLI

ALICE IACONO

MATTEO LUCCHINI

FRANCESCO MASTROIANNI

DAVIDE MATTEI

MATTEO MILANI

PIERFRANCESCO PERRUCCI

MAYA QUATTRINI

MICHELE SAVOIA

PATRIZIA SCILLA

VIVIANA SIMONE

coreografie ILARIA AMALDI

uno spettacolo di

GIANCARLO FARES

Scenografie MARCO LAURIA | Costumi FRANCESCA GROSSI | Disegno Luci LUCA BARBATI

Sound Designer GIOVANNI GRASSO | Direttore di Scena ANNA MARIA BALDINI

Macchinista FABIO PALMIERI| Datore Luci GABRIELE BOCCACCI

Assistente alla regia ALESSANDRO GRECO | Sarta VERONICA IOZZI

Direzione di produzione MONICA CANNISTRARO GERMANA GIORGERINI

Ufficio stampa SILVIA SIGNORELLI| Concept grafico LIVIA CLEMENTI

grafica MARCO SPADONI | foto TOMMASO LE PERA

video backstage CLAUDIA FRITTELLONI

Trasporti TRANSMOVIE S.R.L. servizi per lo spettacolo

Realizzazione elementi di scena ALL’OPERA di Antonio Pastore

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XXVI edizione del Concorso Pianistico Internazionale a Roma dal 28 ottobre al 7 novembre 2016

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L’Associazione Culturale Fryderyk Chopin ha annunciato l’avvio della XXVI edizione del Concorso Pianistico Internazionale che si svolgerà a Roma dal 28 ottobre al 7 novembre 2016. Presenta la serata finale la giornalista Sonia Sarno

 Il concorso, giunto alla 26ma edizione, promosso dalla fondatrice e presidente dell’associazione chopiniana M° Marcella Crudeli pianista tra i maggiori interpreti per pianoforte del compositore polacco, costituisce l’unica rassegna nel suo genere che si svolge nella città di Roma ed è organizzata in collaborazione con la Fondazione Cuomo.

Già patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e dal Gran Priorato di Roma dell’ordine di Malta, il concorso si avvale, inoltre, del sostegno del Presidente della Repubblica e di Istituzioni ed Enti Locali.

Per iscriversi e partecipare all’edizione 2016 è necessario scaricare il bando e la modulistica dal sito www.chopinroma.it e inviare la domanda entro il 28 settembre; 5 sono le categorie in concorso:

  • solisti fino a 19 anni di età;
  • solisti fino a 25 anni di età;
  • in duo a quattro mani su un unico pianoforte;
  • in duo su due pianoforti;
  • solisti fino a 35 anni di età per il Premio Chopin.

Le eliminatorie dei partecipanti inizieranno il 28 ottobre, all’interno del Chiostro di S.Giovanni Battista dei Genovesi. I vincitori saranno premiati nella serata finale, ad ingresso libero, che si svolgerà il 7 novembre alle ore 20.00 presso il Teatro Quirino-Vittorio Gassman presentata dalla giornalista del TG1 Sonia Sarno.

Particolare attenzione verrà data ai giovani talenti provenienti dai paesi dell’ Europa dell’Est con un premio speciale da parte della Fondazione Cuomo, impegnata in numerosi progetti che coinvolgono la crescita e formazione dei giovani.

Il primo classificato al Premio Chopin riceverà anche un pianoforte a coda “B. Steiner” donato dalla EKO Music Group e dalla Fabbrini Pianoforti. Altri premi differenziati a seconda della categoria, oltre che alla possibilità di suonare in Italia ed all’estero per Festival e rassegne prestigiose, prevedono riconoscimenti come le medaglie donate ai primi tre classificati dalla Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera, somme di denaro offerte dagli sponsors (Poste Vita, Ambasciatore della Repubblica di Cina presso la Santa Sede, Rotary Club, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Inner Wheel-Club Roma).

La manifestazione che fino ad oggi ha attirato oltre 3.500 pianisti da 5 continenti si avvale di una giuria internazionale, ogni anno diversa, che nel corso degli anni, dimostrando serietà e credibilità, ha accresciuto la reputazione ed il prestigio del concorso attirando partecipanti di alto livello artistico.

Il concorso fa parte,  dell’Alink Argerich Foundation, l’organizzazione mondiale che raccoglie e regola i 130 concorsi pianistici più importanti al mondo e del IFCS di Varsavia – << con grande orgoglio e soddisfazione posso affermare che la manifestazionione è diventata ormai un trampolino di lancio per molti dei ragazzi che vi hanno partecipato>> – commenta il M° Crudeli che ne cura da 26 anni la direzione artistica.

La serata finale verrà interamente ripresa da Radio Vaticana e TelePace che registreranno il concerto di chiusura con la partecipazione dell’orchestra sinfonica “Nova Amadeus” di S.Sovrani e diretta dal M°. Nicola H.Samale.

Si ringraziano inoltre per il contributo: Liliana Gallo Montarsòlo, Adolfo Tagliero e Liana Locatelli.

Per maggiori informazioni conttatare:

Segreteria organizzativa

Paolo Masotti – Via Pierfranco Bonetti 88/90 – 00128 Roma (Italy)

Tel.: 0039 06 5073889 / mail: info@chopinroma.it

Addetto Stampa

Maria Cristina Silvestri – cell. 3383609302 / mail: mcristina.silvestri2@gmail.com

 Website: www.chopinroma.it

FB www.facebook.com/chopinroma

YouTube: www.youtube.com/user/RomaPianoCompetition

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Teatro Lo Spazio, presentata al pubblico e alla stampa la stagione 2016-2017

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Giovedì 22 settembre alle 18.00 incontro pubblico insieme ad attori, registi e autori degli spettacoli in programma. Tante e variegate le proposte anche quest’anno, con un filo conduttore che lega molti dei lavori inseriti nel cartellone alla tematica delle donne e alle loro storie personali.

FOTO DI FABIO SPAGNOLETTO

 Dalle donne di mafia, a quelle vittime di violenze, dalle donne dei potenti alle “fate disincantate” delle favole; donne sopravvissute a campi di sterminio o a bombardamenti o più semplicemente ad una storia d’amore finita male e banalmente ad un matrimonio fatto di ipocrisia. Tante storie di donne, verranno raccontate negli spettacoli in programma per la stagione 2016-2017. Come da tradizione, il teatro Lo Spazio prosegue nell’impegno sui temi d’attualità. Dopo una stagione dedicata alle tematiche della diversità e dei diritti civili, il cartellone 2016-2017, affronterà  il tema delle mafie. Lo farà attraverso il punto di vista delle donne, la mafia vista dai loro occhi e attraverso le loro storie di sottomissione e di ribellione, in alcuni casi pagata con la vita, il teatro Lo Spazio, cercherà di affrontare e far riflettere su quello che è la mafia e come la si vive da dentro.

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Mita Medici, presenta “Matrimoni ed altri effetti collaterali” in scena dall’8 al 13 novembre

 Dall’11 al 16 ottobre andrà in scena “Ogni volta che guardi il mare” di Mirella Taranto con Federica Carruba Toscano, per la regia di Paolo Triestino, un disegno poetico ed epico di Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta. Si racconterà anche la storia di Rita Atria, ragazza di 17 anni che si ribellò alla famiglia mafiosa e divenne testimone di giustizia, protetta da Paolo Borsellino, si suicidò dopo la morte di quest’ultimo. Sua madre devastò a colpi di mazza la sua lapide, come ultimo gesto di ripudio di quella figlia che osò ribellarsi al “codice d’onore” della mafia. “Rita Atria, un’adolescente contro la mafia” scritto da Federico Rallo e diretto da Caterina Venturini, vedrà la partecipazione proprio di Federico Rallo, ex mafioso oggi collaboratore di giustizia, impegnato nella divulgazione della cultura contro le mafie, anche attraverso il teatro, come ha spiegato il direttore artistico del teatro Francesco Verdinelli durante la presentazione della stagione teatrale il 22 settembre alle 18.00 proprio al Teatro in via Locri; insieme a lui, la giovane Maurizia Grossi nella parte di Rita Atria, Giuseppe Ruzzo e Maurizio Palladino.

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Paolo Triestino, regista di “Ogni volta che guardi il mare”, in scena dall’11 al 16 ottobre

Il lavoro andrà in scena dal 10 al 15 gennaio 2017.  Poi ancora sullo stesso tema “Viva Falcone” di e con Antonio Lovascio dal 18 al 23 ottobre, omaggio teatrale alla vita e al lavoro di Falcone e Borsellino, in maniera particolare nei loro ultimi giorni di vita; “I cento Pazzi” di e con Giovanni Guardiano, incentrato sul primo grande maxiprocesso per mafia della storia italiana (21-16 febbraio 2017) e “Come Fratelli” di Giovanni Libeccio sempre sui rapporti familiari all’interno della mafia (20 e 21 maggio 2017).  Le donne torneranno ad essere protagoniste nei lavori di  Simone Cristicchi e Ariele VincentiLe Marocchinate”, dove la Storia e drammi personali si fondono (25-30 ottobre) e “Ti Amo Maria, in Jazz” di Giuseppe Manfridi (1-6 novembre). Uno spettacolo particolare quest’ultimo dove si racconta la storia di un pianista jazz che incontra una donna, Maria, che ha fatto parte del suo passato e con la quale intende ricominciare, ma la storia prenderà una piega drammatica. Uno spettacolo dove musica jazz e tematiche forti come quella dello “stalking”, si confrontano come mai è successo prima. Dopo la piece teatrale ci sarà un concerto di musica jazz dal vivo. “Ti Amo Maria, in Jazz” di Giuseppe Manfridi, vede la partecipazione di Nelly Jensen, Marcello Micci e di un grande musicista come Max D’Avola, oltre che dello stesso Manfridi, che ha voluto scherzare sull’assenza del solo D’Avola di tutti i protagonisti dello spettacolo, alla presentazione dello stesso in occasione della conferenza stampa di presentazione del 22 settembre: “Mi auguro che D’Avola non ci darà buca la sera della prima, altrimenti trovare un altro sassofonista come lui all’ultimo momento, non sarà facile”.

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Laura Cioni, in scena con il monologo “Io Sono” il 22 dicembre, lavoro con il quale si è classificata 3a al concorso dei corti del Teatro Lo Spazio

Donne ancora protagoniste in “Ascoltami” di Antonella Granata (7-12 marzo 2017), “Conferenza al verticedi Robert David MacDonald, con Valerio De Silva e Annalisa Insardà (14-19 marzo 2017) dove si immagina, un incontro, nella realtà mai avvenuto, tra Clara Petacci ed Eva Braun, un gioco lucido ed analitico che va alla radice del concetto di dittatura e “Sotto un cielo azzurro”(in scena dal 18 al 23 aprile), dove si racconta la storia di Nina sopravvissuta al bombardamento del quartire di San Lorenzo a Roma. Protagonisti della piece Liliana Eritrei, Marina Locchi, Monica Cecchini, Camilla Bianchini, Lavinia Origoni, Simona Ciammaruconi,  Claudio Morici e Lorenzo Benvenuti.  Un’opera corale, che farà rivivere nuovamente un dialetto romano antico, che non esiste più, ma che era la lingua del popolo all’epoca dei fatti.

Mita Medici sarà poi protagonista di “Matrimoni ed altri effetti collaterali” insieme a Carlo Ferreri e Annalisa Insardà, diretti da Manuel Giliberti ( dall’8 al 13 novembre)

Non mancheranno grandi classici in cartellone come “Novecento” di Alessandro Baricco (24-29 gennaio), con Flavio De Paola e “Aiace” con Viola Graziosi e Graziano Piazza, tratto dal testo di Ghiannis Ritsos nell’adattamento di Matteo Borghi, dal 2 al 7 maggio 2017.

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Graziano Piazza e Viola Graziosi, saranno protagonisti di “Aiace” di Ghiannis Ritsos, in scena dal 2 al 7 maggio

Omaggi quindi a grandi autori come Wilde (dal 15 al 27 novembre “Ballata Notturna con Oscar Wilde”, che vedrà la partecipazione straordinaria di Pamela Villoresi come voce fuori campo); Bukowski (“Lo Zoo di Bukowski” dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017 diretto da Angelo Longoni) e Ionesco (13-19 febbraio 2017 “La Lezione di Ionesco” di Gian Renzo Morteo, con Fabio Galardini, Alessandra Allegrini e Simona Meola)

Durante la stagione sono previsti matinée per le scuole, rassegne, serate musicali, vernissage d’arte ed esposizioni.

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Francesco Verdinelli, direttore del Teatro Lo Spazio

Si comincia martedì 27 settembre alle ore 20.30 con la prima di “Asso di Monnezza- i traffici illeciti di rifiuti a Roma e dintorni” di e con Ulderico Pesce, un viaggio tra racconti vecchi e nuovi e vecchi scandali relativi ai rifiuti.

Il direttore Francesco Verdinelli ed il Direttore di sala Salvatore Militello  hanno annunciato all’inizio della presentazione come quest’anno l’orario d’inizio degli spettacoli serali sarà anticipato di 15’ rispetto alla passata stagione, con inizio tutte le sere alle 20.30 e che per la prima volta sarà attivata una campagna abbonamenti.

Tutte le info su spettacoli, orari, campagne abbonamenti e prezzi su www.teatrolospazio.it

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Gigi Proietti e gli intramontabili “Cavalli di Battaglia”

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Gigi Proietti ritorna nella Sala Santa Cecilia a distanza di un anno e mezzo circa da quando aveva inaugurato l’edizione di Luglio Suona Bene 2015 dando inizio allo straordinario successo di Cavalli di Battaglia (16 repliche sempre sold out).

Cavalli di battaglia è un excursus nel repertorio di Gigi Proietti: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale. Una contaminazione dei generi che caratterizzano i suoi spettacoli e che sono gli ingredienti del suo grande successo.

Un’occasione unica, dunque, per rivedere in scena l’artista poliedrico. Sarà accompagnato da un’orchestra di 25 elementi diretti da Mario Vicari, da un corpo di ballo, da Marco Simeoli e Claudio Pallottini, attori del suo Laboratorio che da diversi anni partecipano ai suoi spettacoli. Ci saranno anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell’artista, che sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la loro vis comica.

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“Vento” forte a Riano con Flamenco Tango Neapolis

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Un “VENTO” di latinità riempie le cave di Riano nei pressi di Roma per chiudere la rassegna “ TEATRO NELLE CAVE di questo anno.

Foto di GIAMPAOLO VASSELLI

La serata finale della rassegna, che  gli organizzatori e l’amministrazione comunale ha dedicato alla fondatrice Fernanda “NANDA” Adami, ha visto protagonisti il gruppo FLAMENCO TANGO NEAPOLIS con il concerto “ Viento da Napoli a Siviglia…. a Buenos Aires”.

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Il gruppo che vede Salvo Russo alla direzione artistica, nonché sul palco dietro al pianoforte, ha portato nella calda serata di Riano tutto il sapore del Mediterraneo con la sua caratteristica di fondere i suoni della tradizione partenopea con la latinità del Flamenco e del Tango.

Avevamo incontrato già i FTN nel concerto all’auditorium di Roma in compagnia dei Milagro Acustico di Bob Salmieri

( http://romasuonabene20.altervista.org/blog/il-vento-moresco-che-travolge-di-passione/ ) e anche in questa serata hanno incantato il pubblico presente con le loro sonorità e le danze dal vivo dei ballerini , Alessia Demofonti per il Flamenco e Daniela Demofonti e Lucas Gatti per il sensualissimo Tango.

Grazie agli arrangiamenti di Salvo Russo ( per chi non conoscesse bene il progetto) i testi questa volta erano comprensibili perché erano i classici napoletani rieseguiti con un “nuovo vestito”, per cui “ Cerasella” ci ha accompagnato in una milonga argentina, “Scalinatella” e “Guarracino” trascinato nella passione Flamenca.

Il progetto, che è anche racchiuso in un cd “VIENTO”  e che potete seguire on line (http://www.flamencotangoneapolis.com/ ), vede  naturalmente al suo interno anche composizioni originali dimostrando  il profondo lavoro di ricerca che il gruppo propone.

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Splendida la cornice delle Cave di Riano dal quale l’amministrazione ha ricavato un sito culturale dove propone teatro e musica ormai da nove edizioni con il progetto di creare un anfiteatro stabile che rivalorizzi il territorio e possa diventare punto di riferimento anche per il grande teatro nazionale.

Devo dire che per organizzazione e fascino questo sito, che strutturalmente mi ha ricordato una grande osservatorio naturale, lo merita davvero.

FOTOGALLERY A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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DANIELA DEMOFONTI & LUCAS GATTI

FLAMENCO TANGO NEAPOLIS:

SALVO RUSSO: pianoforte, voce, percussione e arrangiamenti

GIANNI MIGLIACCIO: chitarra flamenca, voce e percussioni

AGOSTINO OLIVIERO: violino, chitarra e OUD arabo

MARCO PESCOSOLIDO: violoncello

ALESSIA DEMOFONTI: flamenco

DANIELA DEMOFONTI & LUCAS GATTI : tango

 

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Lear – La Storia. Silvano Toti Globe Theater, 23 giugno 2016. Prima.

Recensione di Flaminio Boni

Lear il Re tracotante e superbo che domina gli uomini e sfida gli dèi. Lear; il Re che divide il proprio Regno tra le due figlie che lo adulano falsamente escludendo dal patrimonio quella che lo ama il giusto, con rispetto e devozione.

Lear, il Re che diventa folle per il dolore straziante nel prendere consapevolezza della propria umanità e quindi finitezza e suscettibilità all’errore; il Re che impazzisce nel rendersi conto che tutto quello che aveva costruito e creato era frutto di un’inesauribile desiderio di accumulare e di potere e che si sforza di mantenere tale potere e la deferenza che ne dovrebbe derivare anche nei momenti più cupi. Lear, il Re visionario che si affida ad un inconscio matto, a un nobile servitore camuffato e a un finto mendicante fintamente folle.

Vera follia che annienta, finta pazzia che aiuta.

Lear. La Storia è una tragedia, per la struttura narrativa e compositiva e per la vicenda stessa che racconta; forse la tragedia più drammatica di Shakespeare e che più rispetta la matrice di quella greca in cui destino, fato fortuna, come li si voglia chiamare, intervento degli dèi, quindi una volontà fuori dell’uomo e di lui più forte, inganno, complotto, follia, malattia, disobbedienza e ingratitudine trovano la loro più completa espressione, in cui la catarsi si compie senza distinzione tra bene e male, facendo vittime da ambe le parti. Il bene non vince sul male, ma solo alla fine lo sostituisce: affinché l’ordine naturale e supremo venga ripristinato, sono necessarie delle vittime, si richiedono sacrifici enormi e mortali.

La tragedia presentata ieri al Silvano Toti Globe Theatre di Roma e in scena fino al 3 luglio, vede uno splendido Mariano Rigillo nei panni di Re Lear.

L’adattamento (con la traduzione di Masolino d’Amico) e la regia di Giuseppe Dipasquale sono complessi e articolati, faticosi in alcuni punti del primo atto, ma, allo stesso tempo, hanno il grandissimo pregio di rispettare e mettere in evidenza il valore altamente simbolico e allegorico dell’opera del Bardo.

Lo si vede da subito: la scena iniziale è meravigliosamente suggestiva. Lear stanco e vecchio, sdraiato in un letto, viene accolto dalle figlie che lo vestono degli abiti gloriosi del suo potere mentre in sottofondo un lento stillicidio crea una melodia suadente. La divisione del regno tra le due figlie è materialmente rappresentata dalla veste e dalla corona che si frammentano in due parti uguali.

Il simbolismo si muove oltre, portando in scena le due figlie crudeli, ingrate e ingannatrici, interpretate da due uomini a rappresentare la concezione maschilista del potere e a porre  maggiore distanza tra loro e Crudelia, figlia devota e rispettosa, che ama nella giusta misura.

Il primo atto, però, è faticoso; dopo un inizio suggestivo si avvertono delle difficoltà drammaturgiche e mancanza di ritmo. Nel secondo atto c’è una stupefacente ripresa: la narrazione stessa e i dialoghi si fanno più serrati e la drammaticità, prima veicolata attraverso dialoghi asciutti, esplode ora nei sentimenti e, soprattutto, nella follia di Lear.

Rigillo interpreta una follia realistica, tirandone fuori una tenerezza e arrendevolezza incredibili. Lear diventa un vecchio bambino, come un uomo qualunque, un uomo semplice in bilico tra lucidità e pazzia. Egli sveste Lear della sua prepotenza e protervia per ricoprirlo di umanità, dolore, disperazione e consapevolezza.

Un altro padre, ingannato e disperato, è Gloucester, interpretato con padronanza e sensibilità da un grande Sebastiano Tringali.

Meravigliosa l’interpretazione di Luigi Tabita nei panni di Regana, una delle figlie di Lear: ha dato un piglio forte e crudele, mettendone in mostra astuzia e una vena di sadismo. Postura e sguardo erano strettamente connessi all’interpretazione, ma, soprattutto all’intenzione.

Brava Silvia Siravo nei panni di Crudelia: nonostante stia poco in scena, riesce a far avvertire la presenza e l’importanza del proprio personaggio.

Buona prova anche per David Coco, Edmund, il figlio infedele di Gloucester, che trama contro tutti per raggiungere il potere. Grande presenza e carattere forte, anche se a volte, troppo caricato.

Bene Giorgio Musumeci nei panni di Edgar, il figlio ingiustamente esiliato, il finto matto, che resta fedele al padre sempre senza mai offenderne il nome. Una prova interessante, anche fisica, in un’interpretazione che richiede la capacità di mantenere i cambi di registro.

Bene, a seguire, Filippo Brazzaventre (Kent), Enzo Gambino (Duca di Borgogna), Roberto Pappalardo (Goneril).

Meno calzante e coinvolgente Anna Teresa Rossini nei panni del Matto, inconscio e alter ego di Lear. Direi un personaggio al quale non viene dato tutto il respiro che potrebbe avere privandolo di colore.

Ho trovato scarso l’uso della partitura musicale: efficace laddove presente, se ne sente la mancanza come un vuoto.

Se, come riportato nelle note di regia, “il momento alchemico è dato dalla tempesta, nella quale il disordine degli elementi prova a trovare la sua ricomposizione”, dov’era questa tempesta? Non c’era suono che ricordasse pioggia, tuono e vento. Forse l’intenzione era quella di lasciare l’opera ad un livello più intimistico e personale, rappresentando più la tempesta che si scatena dentro l’uomo che quella degli elementi naturali, ma un collegamento, un richiamo tra l’uno e l’altro mondo avrebbe reso un maggior impatto emotivo.

Infine, bellissimi i costumi di Angela Gallaro e il trucco, in particolare per Tabita/Regana.

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Notre Dame de Paris – Il crollo del Tempo delle Cattedrali. 17 giugno 2016.

Recensione di Flaminio Boni

Notre Dame de Paris torna in Italia e lo fa, sicuramente, alla grande, con un enorme successo di pubblico.

Lo spettacolo di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, con la regia di Gilles Maheu e le coreografie di Martino Muller debuttò a Parigi nel 1998 per poi girare praticamente in tutto il mondo.In Italia arrivò nel 2002 grazie al grandissimo produttore David Zard. La versione italiana fu affidata a Pasquale Panella ed è così che è tornata ad essere rappresentata in Italia dopo dieci anni di repliche quasi ininterrotte e quattro anni di pausa.

Faccio subito una precisazione che lascerà “sconvolti” molti di voi: pur riconoscendone i grandissimi meriti e soprattutto l’altissimo valore e la immensa novità che apportò nel panorama del “musical”, Notre Dame de Paris non mi appartiene, non rientra nelle mie corde.

Ho molto amato il cantautore Riccardo Cocciante per alcune delle sue storiche canzoni, ma non ho mai retto più di due o tre canzoni consecutivamente per quel suo stile, inconfondibile, ma troppo grave. Per questo motivo non mi sono mai voluto avvicinare a Notre Dame de Paris, nonostante fossi già appassionato di “musical”.

Col tempo questa passione è cresciuta e con essa la curiosità di vedere questo spettacolo a cui così tanta gente è affezionata in maniera totale ed esclusiva. Non posso certo dire di non conoscerlo; nel tempo tra dvd e contributi su youtube mi sono informato.

Anche oggi che finalmente ho potuto vederlo dal vivo, posso tranquillamente dire che Notre Dame de Paris non è il mio genere di spettacolo. Non perché non sia un musical, ecco perché sopra ho scritto la parola sempre tra virgolette, bensì un’Opera moderna, anzi la prima Opera moderna, ma perché, pur amando l’Opera, non mi ritrovo nello stile di questo spettacolo, così simile alle litanie della veglia pasquale!

Mi sono avvicinato alla mia prima esperienza dal vivo di Notre Dame de Paris con grande entusiasmo e curiosità e ho riconosciuto l’enorme spettacolo che è, ma, semplicemente, non fa per me.

Tra le altre cose, l’ho trovato uno spettacolo vecchio: sicuramente magnifico ed imponente (che poi anche lì è da vedere), ma datato, rimasto congelato a quindici anni fa.

Amo i classici, davvero, anzi sono uno di quelli che difende la tradizione, ma quello che sicuramente manca a questo spettacolo è qualcosa che gli dia una luce nuova. Capisco il format, capisco gli obblighi da rispettare, ma trovo che (e qui scatterà l’anatema) riproporre il cast originale, nonostante l’eccellenza di alcuni elementi, sia stata una mera operazione commerciale per andare incontro ad un pubblico di super affezionati che, però, spesso e per la maggior parte, non hanno spirito critico.

Ritengo che dare la possibilità a più o meno nuovi e giovani talenti di farsi conoscere attraverso questo immenso spettacolo sarebbe stata una grande opportunità per loro e un valore aggiunto che avrebbe potuto portare una ventata di aria fresca in un’opera che, nonostante gli anni di fermo, è comunque statica.

Inoltre, avevo sentito molto parlare dell’ampio uso che si fa nello spettacolo del playback ed ero rimasto piuttosto deluso e sconcertato dalla cosa. Intendiamoci, ci possono essere momenti di particolare affaticamento o improvvisi malanni che costringono ad utilizzare il playback, ma qui si parla di prassi consolidata. Fermo restando che esistono cover per i protagonisti, tra l’altro tutti attori e attrici validissimi e conosciuti nel mondo del musical, ero piuttosto deluso di dover spendere tutti quei soldi per il biglietto, per ascoltare alcune voci come in un  disco.

Poi, appena è cominciato lo spettacolo, ho ringraziato che alcuni brani fossero in playback!

Lola Ponce è entrata in scena già con l’affanno, completamente senza voce, steccando più volte e con un atteggiamento di totale disinteresse nei confronti di quello che stava facendo; Matteo Setti sembrava più interessato a farsi contemplare che ad interpretare il proprio personaggio e Leonardo di Minno era decisamente fuori fase tanto, a volte, da diventare invisibile sulla scena.

Fortuna, però, che c’erano grandi professionisti a compensare questi pesanti difetti. Primo fra tutti l’insuperabile Vittorio Matteucci, intramontabile con la sua grinta, la sua energia e quella sua voce così potente e calda e la sua capacità di trasmettere emozioni che attraversano lo spazio tra palco e platea irradiandosi tutto intorno e colpendo lo spettatore; Graziano Galatone, un gigante su quel palco, dotato di grande presenza e forte personalità e con una voce incredibilmente forte e coinvolgente; Giò di Tonno, straordinario nella sua interpretazione così carica di drammaticità; Tania Tuccinardi, novità in questo cast, decisamente all’altezza dello spettacolo e dei suoi colleghi.

Fiore all’occhiello di questo spettacolo sono comunque gli eccezionali ballerini e acrobati, raggi di luce immensa in una narrazione cupa e pesante, professionisti di grande talento che si donano fisicamente completamente alla scena.

Corpi in continuo movimento, sempre presenti, che passano da una parte all’altra del palco danzando e volando a corpo libero o appesi alle campane di Notre Dame (coreografia magnifica e difficilissima), arrampicandosi con leggerezza sulla parete di fondo tra bastioni e gargoyle, improvvisando meravigliose coreografie nel brano Cuore in Me.

Ragazzi e ragazze che non si risparmiano e che rendono questo spettacolo sorprendente.

Ho apprezzato molto la scenografia in movimento di Christian Ratz, comunque semplice, ma efficace e il perfetto disegno luci di Alain Lortie; bellissimi i costumi di Fred Sathal.

Notre Dame de Paris è sicuramente uno spettacolo straordinario, va riconosciuto; ma il pubblico va rispettato ed educato.

So che la stragrande maggioranza degli spettatori è innamorata del cast originale e che non vedeva l’ora di rivederlo in scena e so che non si accorge del playback, ma, visto anche l’alto costo dei biglietti, ritengo doveroso e giusto dare sempre uno spettacolo basato sulla più alta professionalità visto che attori e cantanti di alto livello non mancano.

Per tutti questi motivi, nonostante alcuni aspetti di eccezionalità, Notre Dame de Paris non è il mio spettacolo.

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Teatro Golden, presentazione stagione 2016/2017.

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STAGIONE TEATRALE

2016– 2017

 

Andrea Maia, direttore artistico del Teatro Golden presenta la stagione 2016- 2017 che ha pensato e voluto per accompagnare, per il settimo anno consecutivo, gli abbonati e i tanti spettatori che ogni anno applaudono spettacoli, concerti e i tanti appuntamenti messi in scena sul  nostro palcoscenico.

Ancora una volta commedie, spettacoli di danza e di musica, appuntamenti comici faranno parte del ricco cartellone del Golden.

Ed anche per la prossima stagione, viene confermato l’impegno del Golden a sostegno della Onlus Peter Pan, l’associazione che aiuta e ospita le famiglie, non residenti a Roma, dei bambini malati oncologici. Con lo spettacolo “Vado al Massimo” ideato ed interpretato da Max Maglione e grazie a tutti gli  artisti in scena, il teatro Golden raccoglierà fondi per la realizzazione, alla fine della stagione, di due ulteriori stanze per accogliere le famiglie ospiti e il mantenimento della ludoteca e del parco giochi esterno.

 

Il primo spettacolo in abbonamento, che debutta  il 27 settembre è la commedia  “L’inquilina del piano di sopra” di   P. Chesnot per la regia di Stefano Artisunch , la commedia dai ritmi ad orologeria interpretata da Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero.

Il 25 ottobre debutta lo spettacolo  firmato e diretto da Angelo Longoni.  “L’amore migliora la vita”, interpretato da un eccezionale quartetto di attori Edy Angelillo, Ettore Bassi, Giorgio Borghetti ed Eleonora Ivone, racconta egoismi e difficoltà di due coppie di genitori nell’affrontare la realtà dei propri figli.

Dal 22 novembre sarà la volta della commedia, scritta dagli autori di casa Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli,  “L’albero di Natale” interpretata da Simone Montedoro ed Emanuela Fresi per la regia di Toni Fornari.

Durante le vacanze natalizie, dal 27 dicembre, sul palco del Golden andrà in scena “Il tesoro di mamma” scritta e diretta da Danilo De Santis e interpretata da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Francesca Milani, Chiara Canitano e Pietro Scornavacchi.

Ho adottato mio fratello” è invece la commedia che aprirà,  il 10 gennaio,  il nuovo anno, scritta De interpretata da Mirco Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, con la supervisione di Toni Fornari e Andrea Maia,  fa parte del progetto del teatro Golden Giovani talenti in scena, e racconta le vicende di due fratelli, caratterialmente agli antipodi costretti ad affrontare nella stessa casa la crisi economica e lavorativa.

Il 24 gennaio sale sul palco del Golden una coppia amatissima dal pubblico teatrale e televisivo Andrea Roncato e Gigi Sammarchi, che insieme a  Marta Zoffoli e Roberta Garzia sono i protagonisti della commedia di Sara VannelliIl conto è servito” per la regia di Paola Tiziana Cruciani.

“Di fatto una coppia” sul palco  il 21 febbraio, interpretata da Marco Falaguasta, Marco Fiorini, Claudia Campagnola. Scritta da Claudio (Greg) Gregori, Marco Falaguasta, Gianluca Giugliarelli per la regia di Tiziana Foschi.

Il 21 marzo sarà in scena “Tangentopoli”,  la pièce scritta da Vincenzo Sinopoli ed Andrea Maia che si sofferma sulla vicenda tangentopoli cha ha segnato l’Italia negli anni ’90. Sebastiano Somma e Augusto Zucchi sono i protagonisti di un immaginario processo a Bettino Craxi . Per il quale gli autori immaginano la presenza in aula, dello stesso Craxi che decide di presentarsi a sorpresa al confronto con il pubblico ministero Antonio Di Pietro.

Chiude la stagione , il 18 aprile,  “Divorzio d’amore”  diretta da Augusto Fornari, interpretata da Stefano Fresi e Augusto Fornari scritta da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. 

 

SPETTACOLI  IN ABBONAMENTO

dal 27 Settembre al 23 Ottobre 2016

Gaia De Laurentiis, Ugo Dighero

L’INQUILINA DEL PIANO DI SOPRA

e con Laura Graziosi

di  P. Chesnot

regia di Stefano Artisunch

una produzione Synergie Teatrali

L’inquilina del piano di sopra è un classico della comicità di Pierre Chesnot, uno di quei rari meccanismi drammaturgici ad orologeria. Commedia dai buoni sentimenti che ride dei rapporti di coppia. Una commedia che mette il buon umore e fa amare la vita, proprio perché ridicolizza il dramma che ognuno di noi ha in sé….. “Ormai sei nato..non c’è più niente da fare!!!”

Dopo un tragicomico tentativo di suicidio, Sophie accetta la sfida dell’amica Suzanne: rendere felice un uomo, il primo che le capiti a tiro… un ultimo tentativo per sconfiggere la solitudine.
Bertrand, unico scapolo del palazzo, scontroso professore universitario dal-
la personalità eccentrica, diventa il protagonista involontario della vicenda. Inizia così il gioco dell’innamoramento, in un alternarsi di stati d’animo che trascina i due dal pianto al riso, mentre si scoprono più simili di quanto possa sembrare.

 

dal 25 Ottobre  al 20 Novembre 2016

Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti

L’AMORE MIGLIORA LA VITA

scritto e diretto da Angelo Longoni

una produzione Pragma

Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.

Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.

Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

 

dal 22 Novembre  al 18 Dicembre 2016

Simone Montedoro (cast di 4 attori)

L’ALBERO DI NATALE

con Emanuela Fresi

di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli

regia di Toni Fornari

una produzione  e Vincenzo Sinopoli

Marco, quarantacinquenne di bella presenza, di professione scrittore, vedovo da quattro anni. vive nel ricordo della moglie e non è interessato  ad altre relazioni. Da quando è rimasto vedovo non ha mai più fatto l’albero di natale poiché era solito farlo sempre con sua moglie. Il suo amico Franco, tipo stravagante, cerca di coinvolgerlo in feste e serate , senza successo.

Franco ha una simpatia per Gisella, la governante che si prende cura della casa, con la quale Marco si scontra spesso anche se in maniera simpatica.

La sera del 23 dicembre, di ritorno dalla solita festa, Marco soccorre Vanessa, una giovane donna che è stata scippata e gettata a terra da due malviventi e la invita a casa sua per medicarla. I due passano la notte a parlare e a raccontarsi. L’incontro tra i due si rivelerà importante e cambierà drasticamente le loro vite.

 

dal 27 Dicembre  2016 al 8 Gennaio 2017

Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Francesca Milani,

Chiara Canitano, Pietro Scornavacchi

IL TESORO DI MAMMA

scritto e diretto da Danilo De Santis con la collaborazione di Davide Serino

Non si vedono molto spesso giornate in cui finisce un funerale e inizia un matrimonio. Del resto, se non fosse stato un giorno strambo, Antonio e Cesare, fratelli, avrebbero continuato a comportarsi da estranei. E invece la morte della loro madre ha costretto Cesare a onorare il suo ultimo desiderio: scegliere Antonio come testimone per il suo matrimonio con Chiara. Perché Cesare è sempre stato il figlio modello e qualsiasi desiderio di mamma un ordine. La commedia si apre con la prima notte di matrimonio di Cesare e Chiara nella casa che la madre dello sposo ha lasciato al suo figlio prediletto. Ma con loro c’è un terzo, grosso incomodo: Antonio, che sente sua la casa al 50% e si è quindi trasferito lì. I due fratelli si sono ritrovati… per ricominciare subito a litigare. Chiara vorrebbe solo gustarsi la sua prima notte di nozze, fare finalmente l’amore con Cesare, e suo marito pensa solo al testamento, alla madre e al fratello. Cesare aveva già programmato il resto della sua vita e ora il ritorno di suo fratello mette tutto in pericolo. Antonio, invece, deve solo far passare la nottata: una volta che gli sposi partiranno, avrà la casa libera per due settimane. Ma  un incidente inaspettato sovvertirà i loro piani. Inoltre la casa nasconde un tesoro, ma in cosa consiste esattamente il tesoro di mamma?

 

dal 10 al 22 Gennaio 2017

MIRCO CANNELLA, NICOLÒ INNOCENZI, MICHELE IOVANE, JEY LIBERTINO

HO ADOTTATO MIO FRATELLO

scritto da Mirco Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino

supervisione di Toni Fornari  Andrea Maia

una produzione

Dopo la morte dei genitori, due fratelli, Francesco e Bruno, si trovano a condividere la loro unica eredità: un appartamento. Bruno è un ragazzo strafottente e scansafatiche mentre Francesco è intraprendente e dagli antichi valori.  Bruno, bisognoso di denaro a causa del vizio del gioco, affitta la vecchia stanza da letto dei genitori a due ragazzi del sud, Fausto e Nicola … Tutto questo all’insaputa del fratello! Inizia così un continuo intreccio di situazioni comiche all’interno dell’appartamento tra Francesco e i 2 “intrusi”.

 

dal 24 Gennaio al 12  Febbraio 2017

ANDREA RONCATO, GIGI SAMMARCHI, MARTA ZOFFOLI, ROBERTA GARZIA

IL CONTO E’ SERVITO

di Sara Vannelli

regia Paola Tiziana Cruciani

una produzione 8P Management

Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un candidato al Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane … il menù non può che essere esilarante!

Una commedia brillante dal ritmo crescente che svela segreti e desideri di una classe benestante costretta a fare i conti con la realtà.  Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, l’incomunicabilità regnerà sovrana ma le sorprese non si fanno aspettare.

 

dal 21 Febbraio al 19 Marzo 2017

MARCO FALAGUASTA, MARCO FIORINI, CLAUDIA CAMPAGNOLA

DI FATTO UNA COPPIA

di Claudio (Greg) Gregori, Marco Falaguasta, Gianluca Giugliarelli

regia di Tiziana Foschi

Produzione  LSD EDIZIONI srl

Marco e Marco si conoscono e sono amici da 40 anni, sin dai banchi della prima elementare.

Un percorso di cosi lunga durata presuppone di essere o in tutto e per tutto simili oppure del tutto differenti.

Il loro caso è addirittura di terzo tipo: si odiano. Una storia che racconta, attraverso l’elogio della diversità, come sia possibile vivere la stessa vita con una visuale completamente opposta e come non ce ne sia una giusta e una sbagliata. L’occasione per ridere a crepapelle delle insicurezze, gelosie, piccole manie, grandi fobie, delle sconfitte, cosi come delle vittorie di ognuno di noi.

 

dal 21  Marzo  al 16 Aprile 2017

SEBASTIANO SOMMA, AUGUSTO ZUCCHI

TANGENTOPOLI

di Vincenzo Sinopoli, Andrea Maia,

una produzione  e Vincenzo Sinopoli

La storia si ispira ai fatti di Tangentopoli e ai processi che ne seguirono  e che videro come imputato Bettino Craxi.

Si immagina che Craxi ritorni a Milano per presentarsi al suo processo e all’incontro-scontro con Antonio Di Pietro. Incontro che diventa anche confronto umano, privato, tra due personalità forti, con un Craxi provato dalla malattia e dalla terribile esperienza giudiziaria ma che non rinuncia a difendersi.

Storia che diventa privata, intima, di quelli che sono considerati l’uno, il simbolo di “Mani Pulite”, l’altro della Prima Repubblica. Sullo sfondo la storia di una difficile transizione dalla prima alla seconda Repubblica.

 

dal 18 Aprile   al 14 maggio 2017

STEFANO FRESI, AUGUSTO FORNARI (cast di 4 attori)

DIVORZIO D’AMORE

di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli

regia di Augusto Fornari

una produzione  e Vincenzo Sinopoli

Marco e Carla sono marito e moglie separati ormai da quasi 10 anni, entrambi si sono rifatti una vita anche se nessuno ha mai avuto il desiderio di risposarsi. Entrambi hanno mantenuto

individualmente rapporti di grande amicizia con una coppia di loro amici di vecchia data, Sandra e Carmelo.

Un giorno Carla confida a Sandra di voler chiedere il divorzio e chiede alla amica di aiutarla.

Sandra d’accordo con Carmelo organizza una cena e Carmelo invita Marco senza rivelargli che la stessa sera incontrerà Carla.

L’incontro tra Marco e Carla è civile anche se un po’ imbarazzante.

Piano piano, tra un aperitivo e l’inizio della cena, gli amici, cercano di portare il discorso verso il tema del divorzio, ma con loro sorpresa i due, compresa Carla sembrano non essere interessati all’argomento. Più la discussione e le argomentazioni vanno avanti, più l’ex gli ex coniugi incredibilmente quasi si alleano e si coalizzano per convincere gli amici che nella vita c’è sempre tempo per prendere decisioni drastiche “in fondo non si sa mai, magari tutto è recuperabile..che ne sai?”.

Non c’è niente da fare, l’incontro è decisamente andato in un altro verso, la cena metterà invece in crisi il rapporto apparentemente tranquillo dei padroni di casa Carmelo e Sandra.

 

16 ottobre – 13 novembre – 11 dicembre – 18 dicembre – 15 gennaio – 12 febbraio

8 marzo – 9  aprile – 14 maggio

MAX MAGLIONE E MATTIA MAGLIONE

VADO AL MASSIMO

Spettacolo musicale di Max Maglione

A favore dell’associazione Peter Pan Onlus

Anche la stagione 2016 2017 vedrà il Teatro Golden impegnato a fianco dell’Associazione Peter Pan Onlus con il nuovo spettacolo musicale di Max Maglione dal titolo, “Vado al Massimo”.

Quest’anno il ricavato degli spettacoli e il contributo del pubblico serviranno, oltre a mantenere il parco giochi esterno e  la ludoteca,  alla realizzazione di due nuove stanze per le  famiglie ospiti.

L’Associazione Peter Pan  nasce a Roma nel 1994 dal desiderio di un gruppo di genitori di bambini malati di tumore di offrire ad altre famiglie un aiuto concreto per affrontare nel migliore dei modi la dura esperienza della malattia. In particolare ha voluto creare strutture di accoglienza per le famiglie non residenti a Roma che vengono nella Capitale per curare i propri figli negli ospedali “Bambin Gesù e Umberto I.

 

SPETTACOLI  FUORI  ABBONAMENTO

5-19 ottobre  2 –16 –30 novembre 14 dicembre 2016

11-25 gennaio 8- 22  febbraio 22  marzo 5–19 aprile- 3 maggio 2017

ZELIG CABARET. LAB ON THE ROAD

di Federico Bianco

presentato da Laura Ruocco

Presentati da Laura Ruocco, tornano gli appuntamenti con i comici, i cabarettisti i fantasisti del sempre mitico ’“Zelig Cabaret Lab on the road” che in questa stagione conferma la sua presenza al Teatro Golden. Per 2 mercoledì al mese per un totale di 14 appuntamenti il Golden si trasforma in un palco televisivo dove,  proprio come accade in televisione, si susseguono attori, comici, cabarettisti con i loro monologhi, le parodie, gli sketches, i tormentoni, le canzoni esilaranti in più di due ore di spettacolo.

 

17 settembre

BATTLE OF THE YEAR

La stagione hip hop al teatro Golden si apre con una nuova edizione del Battle of the Year, la competizione internazionale di breakdance che come di consueto fa tappa a Roma nel mese di Settembre.

Il 17 Settembre le migliori Crew ed i migliori bboys della penisola si affronteranno al Teatro Golden in una serata di spettacolo e competizione per contendersi l’accesso alla finale mondiale in programma in Germania ad Ottobre.

La serata sarà guidata dal rapper Rido (Italia) e le selezioni musicali saranno affidate a Dj Uragun (Ucraina). Fra gli ospiti più attesi il pioniere europeo della street dance Storm (Germania).

 

12 ottobre  9  novembre 7 dicembre 2017

16 gennaio 6 febbraio 1 marzo 12 aprile  10 maggio 2017

OPEN

INDIPENDENT HIP HOP THEATRE

Programmazione curata da Marco Sabbatini

Dopo il successo della passata stagione anche quest’anno alcune serate saranno dedicate al progetto Open e alla danza street e hip hop.

Un esperimento originale ed unico nel suo genere che punta a creare uno spazio stabile e continuativo per la produzione teatrale di estrazione street / hip hop.

OPEN ospiterà le produzioni di alcune delle dance crew più attive nel panorama locale ed italiano con l’obiettivo di offrire al pubblico più giovane e culturalmente attento un’alternativa alla dimensione di concorsi, competizioni e contest, spesso unica possibilità di fruizione della street dance per il pubblico.

Il titolo OPEN vuole infatti sottolineare la natura libera del progetto, che mira a restituire alla street dance una dimensione creativa ed espressiva in cui coreografi e dance crew possano operare senza vincoli imposti da regolamenti o consuetudini della scena.  Il claim “Independent Hip Hop Theatre” sottolinea invece la comune volontà del Teatro Golden e degli artisti coinvolti di costruire un percorso condiviso basato sulle reciproche potenzialità.

 

23 ottobre  20 novembre  18 dicembre  6-22 gennaio   25–26 febbraio  19 marzo 9 aprile

DOMENICA DEI PICCOLI

Un appuntamento dedicato ai più piccoli quello del teatro Golden della domenica mattina dove i bambini potranno assistere alle rappresentazioni delle più belle favole di sempre.

Tra i titoli che saranno messi in scena per la stagione 2016 2017 ci saranno Tarzan, Il Principe Ranocchio, Frozen, Peter Pan. Spettacoli divertenti e affascinanti che incanteranno i bambini di tutte le età.

 

30 ottobre  27 novembre  29 gennaio 

Dado

CANTA LA NOTIZIA

Tante le canzoni e le parodie di Dado che hanno riscosso un enorme successo. Prendendo spunto dalla realtà, dalle sempre bizzarre vicende politiche italiane, Dado racconta e rivede in modo pungente i tanti misfatti e e le tante incongruenze della società in cui viviamo.

 

17 ottobre  14 novembre  12 dicembre  1 febbraio 27 marzo 10 aprile

GIALLO

Delitto in salsa rosa

Delitto  a passo di tango

Ideato da Antonello Lotronto, autore e regista della compagnia Murderparty, Giallo è un format teatrale interattivo capace di mettere gli spettatori nei panni dell’ investigatore incaricato delle indagini. A differenza di altri format “interattivi” solo di nome, qui l’interazione è reale e senza filtri di alcun genere. Il pubblico ha la possibilità di esaminare gli indizi e di interrogare – in alcuni momenti dello spettacolo – direttamente i sospetti porgendo qualunque tipo di domanda. Lo spettatore che si avvicinerà di più alla soluzione del “caso”, verrà premiato con un simpatico ricordo della serata. Tutti i titoli sono accomunati da un taglio divertente e brillante, pur presentando, nella maggior parte dei casi, delle trame “gialle” nel senso più rigoroso del termine con una costruzione della vicenda che si riallaccia al filone del giallo classico alla Agatha Christie o alla Conan Doyle.

 

28 gennaio 25 marzo 13 maggio

Fabrizio Dafano

SFOGLIANDO LE PAGINE…

Incontri con i buoni libri. Per riflettere e sorridere

Fabrizio Dafano, autore e interprete di letteratura-spettacolo, attraverso una serie di 3 incontri, propone un appassionante percorso di ri-scoperta di brani tratti dalla letteratura mondiale, letti in chiave esistenziale e quotidiana. Odio e amore, paura e coraggio, ignoranza e conoscenza, lealtà, impegno, gestione del potere e molto altro, riletti attraverso Platone, Aristotele, Giulio Cesare, Cicerone, Plutarco, Machiavelli, Shakespeare, Leopardi, Manzoni, Dickens, Hemingway, solo per citare alcuni degli illustri “compagni di viaggio”.

Un’esperienza intensa che imprime tracce indelebili nell’animo di ciascuno e ispira riflessioni più ampie e induce a comportamenti più consapevoli e autentici, ma che suscita anche quel sorriso ironico, indispensabile per affrontare il mondo con partecipe disincanto.

 

26 ottobre  28  novembre 29  marzo

Stefano Reali

CONCERTI

Ideato e diretto da Stefano Reali

Tornano la prossima stagione gli splendidi concerti spettacolo ideati e interpretati da Stefano Reali. Ogni concerto racconta un periodo della canzone italiana, un’atmosfera, un luogo. Gli spettacoli programmati per questa stagione saranno dedicati a Roma, a Napoli e al cinema. Accompagnato dai musicisti e da cantanti solisti che si alterneranno sul palco. Racconti, aneddoti e tanta musica.

 

23  novembre

Stefania Fratepietro

MUSICALMENTE

Ideato da  Stefania Fratepietro, direzione musicale  Marco Bosco, supervisione Massimo Natale

Torna, dopo il successo della passata stagione, l’appuntamento con Musicalmente, dedicato al mondo del musical dove sono protagoniste le più belle e famose musiche e canzoni.

Protagonisti il Maestro Marco Bosco  al pianoforte  e  Stefania Fratepietro, una delle più belle voci del panorama del teatro musicale italiano.

Ma non solo, insieme a loro,  saranno ospiti del palcoscenico gli interpreti più famosi, amati e bravi del musical italiano, ballerini e cantanti per tanti spettacoli straordinari.

 

30-31 gennaio  1 – 2 febbraio

LEGGERE … PER BALLARE

di Gianni Rosaci

progetto di Rosanna Pasi

direzione Arturo Cannistrà

Il progetto “Leggere … per ballare” mette in relazione la scuola istituzionale con le scuole di danza dove gli stessi allievi trascorrono il loro tempo libero e  imparano questa disciplina, per vivere  il teatro come luogo di apprendimento. La scuola istituzionale, elementari, medie e superiori, sceglie un libro, un testo, un argomento  da approfondire. La scuola di danza lo fa suo e sviluppa una balletto e una propria coreografia che al termine dell’anno eseguirà all’interno della scuola dove i ragazzi si ritroveranno nel testo scelto e approfondito o nell’argomento trattato.

 

Dal 13 al 19 maggio

Claudia Campagnola, Marco Morandi

SPETTACOLO DA DEFINIRE

FESTIVAL DEL TEATRO FORENSE

a cura di Vincenzo Sinopoli

Quarta edizione quella del 2016 2017 della rassegna, prodotta e organizzata dal Teatro Golden di Andrea Maia e da Vincenzo Sinopoli, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Magistrati e dall’ordine degli Avvocati di Roma,

Le linee guida del Festival del teatro Forense rimangono invariate, in quanto le opere in gara hanno tutte ad oggetto il tema della giustizia.  L’originalità è data dal fatto che gli interpreti sono quei giudici e quegli  avvocati che ogni mattina amministrano la giustizia.

Dove finisce la realtà? Dove inizia la finzione?

Sarà questo il problema dello spettatore che si troverà proiettato all’interno di un processo, dove parole, gesti, cavilli sono gli stessi di quelli che si celebrano nelle aule dei Tribunali.

 

PREZZI ED INFO

PREZZI DEGLI ABBONAMENTI INTERO € 144  RIDOTTO € 128

PREZZI DEI BIGLIETTI INTERO € 30,00  RIDOTTO € 25,00

ORARIO SPETTACOLI martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21.00 –

Sabato e domenica ore 17.00

DOMENICA DEI PICCOLI ore 11.15

ZELIG mercoledì ore 21.00

Prezzo unico  €8,00

TEATRO GOLDEN

Via Taranto, 36 00182 ROMA

www.teatrogolden.it

info@teatrogolden.it

Tel. 06.70.49.38.26

Ufficio Stampa

Daria Delfino tel. 347.6687903 daria.delfino@gmail.com

Ufficio Promozione

Elisabetta Martinelli  tel. 393.9166020 promozione@teatrogolden.it

 

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Teatro De’ Servi – Assaggi di Stagione 2016/2017. Presentazione Stagione.

COMUNICATO STAMPA

La commedia è un atto di coraggio

Stagione 2016/2017

Mercoledì 15 e Giovedì 16 Giugno 2016 – Ore 21

Presentazione della Stagione 2016 -2017

ASSAGGI DI STAGIONE

Tutte le COMMEDIE in una SERA – Ingresso 5 €

Mercoledì 15 e giovedì 16 giugno 2016, dalle ore 21.00, tutte le compagnie ospiti della prossima stagione saliranno sul palco del Teatro De’ Servi per presentare un breve assaggio delle loro commedie in cartellone. La stagione 2016 – 2017 prenderà il via il 27 settembre, forte degli oltre 30.000 spettatori in sala e dei 1.400 abbonati della stagione precedente.

Teatro amatissimo dalla popolazione romana, per quindici anni ha diversificato il proprio cartellone offrendo commedie brillanti e spettacoli di qualità, occupandosi, con intelligenza e ironia, di temi che riguardano la famiglia, il lavoro, le relazioni sentimentali, la politica e la crisi economica. Anche nella prossima stagione resta confermata questa cifra stilistica che ha contraddistinto e fatto crescere negli anni il Teatro di Via del Mortaro.

Tra le novità in cartellone due commedie acclamate dal pubblico francese: “Il colloquio”, di Serge Da Silva, che sdrammatizza il problema della disoccupazione e l’incubo di dover affrontare un colloquio di lavoro (Dal 16 maggio al 4 giugno), e “Coniugi”, di Éric Assous che trasforma una vincita milionaria in una riflessione sull’ipocrisia e sul prezzo delle relazioni umane (Dall’8 al 27 novembre).

Grazie al Teatro de’ Servi anche i padri separati troveranno finalmente giustizia, dopo “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”, Alessandro Capone torna con “Separati” a raccontare con grande sapienza lo sconosciuto universo maschile (Dal 27 settembre al 16 ottobre 2016), ma anche le persone licenziate ingiustamente, “La notte della Tosca” di Roberta Skerl racconta una spettacolare azione mediatica sulla terrazza di Castel Sant’Angelo per impedire il licenziamento di tre infermiere (Dal 18 ottobre al 6 novembre), ed è sempre della Skerl una commedia giallo-rosa frizzante che ha per protagoniste quattro ex prostitute: “Tutto per Lola” (Dal 10 al 29 gennaio).

Verranno affrontati temi socialmente importanti, come la lotta alla criminalità organizzata, nella commedia “Non rubateci i sogni” di Bernardino De Bernardi che è un invito a rompere l’omertà e un inno al potere salvifico del teatro (Dal 25 aprile al 14 maggio); l’emarginazione  con “Rifiuti, una vita da differenziati” di Stefano Fabrizi (Dal 14 marzo al 2 aprile), oppure le convivenze prive di legame sacro o giuridico, con “Il matrimonio nuoce gravemente alla salute” di Pierre Leandri ed Elodie Wallace (Dal 20 dicembre all’8 gennaio), ma anche temi quotidiani come la gelosia rappresentata nella commedia “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi (Dal 29 novembre al 18 dicembre), la sincerità nelle relazioni d’amore nello spettacolo “Se fossi fico” di C. D’Ostuni, D. Locci, D. Trombetti (Dal 4 al 23 aprile) e la necessità di elevarsi nei rapporti interpersonali   con la pièce “La scala” di Giuseppe Manfridi (Dal 21 febbraio al 12 marzo)

Con il motto “la commedia è un atto di coraggio”, il Teatro de’ Servi lancia dunque la sua sfida alla crisi della cultura sociale e politica che vive l’Italia negli ultimi anni, e di cui la cultura soffre più di ogni altro settore. Un impegno che viene ribadito con la quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, che produrrà e distribuirà in moltissimi teatri italiani il testo di un giovane o di una giovane penna esordiente, in cartellone al De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio.

Moltissima ironia, dunque, in questa nuova stagione del Teatro de’ Servi, e anche l’invito ad andare “oltre”, un po’ come la giraffa che allunga il collo e scopre che ciò che può sembrare un dramma è realtà parte di una commedia umana molto più ampia. Risata-terapia.

Teatro de’ Servi

Roma – Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone)

Info: 06.6795130

www.teatroservi.it

https://www.facebook.com/TeatroServi?fref=ts

ABBONAMENTI: 12 SPETTACOLI A PARTIRE DA 80€ FINO A UN MASSIMO DI 140€

BIGLIETTI: PLATEA 22€ – GALLERIA 18€

ORARIO SPETTACOLI: DA MARTEDI A VENERDI ORE 21 – SABATO ORE 17.30 E 21 –

DOMENICA ORE 17.30 – LUNEDI RIPOSO

Ufficio stampa: Carla Fabi 338 4935947 & Barbara Ghinfanti 333 9812852  – info@fabighinfanti.it

 

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