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“Canapa Mundi” la sfida possibile per cambiare il futuro

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Il sindaco di Saracinesco Marco Orsola (a destra) espone il progetto “Saracinesco in canapa”

Ancora una volta la location per il secondo anno consecutivo il PalaCavicchi di Ciampino (Roma), ha ospitato dal 19 al 21 febbraio esperti, operatori del settore ma anche appassionati, curiosi di scoprire i possibili utilizzi della preziosa canapa, utilizzata per l’abbigliamento ma anche per le costruzioni, per l’agricoltura e nella medicina. Nel corso della manifestazione è stato presentato il progetto “Saracinesco in Canapa”

Nonostante la coltivazione di canapa industriale non sia stata mai espressamente vietata nel nostro Paese, la mala interpretazione delle leggi antidroga ha portato le forze dell’ordine ad arrestare e sequestrare le coltivazioni di chi negli anni ’70 e ’80 aveva provato riprendere la coltivazione della canapa da fibra o da seme.

Questa situazione di incertezza si è protratta fino al 1997, anno della circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali contente disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis sativa, integrata poi della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002.

Un’altra circolare del ministero della Salute del 22.05.2009 consente la produzione e commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa per l’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana, anche se non risolve il problema dell’eventuale percentuale di THC contenuto negli alimenti. La legislazione europea si basa invece sui regolamenti 953 del 2006 e 507 del 2008.

Dal 2013, con il Decreto Balduzzi, è finalmente possibile curarsi con medicinali di origine vegetale a base di Cannabis.

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Un momento della presentazione del progetto “Saracinesco in Canapa” a cura del sindaco del piccolo comune laziale Marco Orsola

Si tratta di alcuni piccoli passi, verso la piena “accettazione” della canapa nel nostro Paese, dopo una lunga restrizione, che ha portato l’Italia a privarsi di un settore strategico come questo, che con le nuove tecnologie non può far altro che diventare ancora più importante per la nostra economia. In Italia la coltivazione della canapa fu bandida nei primi anni ’50. Fino ad allora, l’Italia era il secondo prodduttore di canapa del Mondo dopo la Russia ed il primo in qualità di fibra. A quei tempi la canapa veniva sostanzialmente utilizzata per l’industria tessile.

Oggi, dopo la fine del bando inziato con il  “Marijuana Tax Act”, a firma del presidente Franklin Delano Roosevelt, nel 1937, che sanciva il proibizionismo nei confronti del commercio, dell’uso e della coltivazione della canapa, cosa poi seguita in molti altri Paesi nel mondo fino al 1998, studi scientifici e lo sviluppo di biotecnologie e nanotecnologie hanno permesso di poter utilizzare questa pianta per gli scopi più disparati: bio-edilizia, bio-plastiche, cosmesi, birre artigianali, produzione cartaria, industria farmaceutica.

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Stand all’interno della fiera “Canapa Mundi”

Di questo e di molto altro si è parlato e si è discusso a “Canapa Mundi” al Palacavicchi di Ciampino, dal 19 al 21 febbraio. Erano presenti standi di imprese, aziende ed associazioni che proponevano l’utilizzo di derivati della canapa per la produzione di abiti, alimenti (birra, pane, pasta, biscotti, farine, olio, dolci a base di canapa, formaggi ed altri prodotti aromatizzati alla canapa), prodotti cosmetici e per la cura del corpo, fino alla presentazione di materiali da costruzione naturali composti da canapa e calce, in grado di riassorbire dall’aria fino a 35 chilogrammi di biossido di carbonio per metro quadro, garantendo un’ottima coinbentazione ed un mantenimento della temperatura stabile, con notevole risparmio di energia.

In questo contesto è stato presentato il progetto “Saracinesco in Canapa” a margine di un convegno dedicato alle proprietà mediche e curative della canapa, già utilizzate nella terapia del dolore e per combattere o prevenire molte malattie.

“Saracinesco in Canapa” è progetto che vuole mettere a sistema tutti gli utilizzi della ‎pianta‬ di cannabis‬. Dal villaggio‬ ‪‎terapeutico‬ che come scopo avrà quello proprio di studiare ed utilizzare pazienti che si sottoporranno alle sperimentazioni i cannabinoidi ma anche terpeni‬ ‪ e flavonoidi‬, per uso medico, all’ utilizzo degli scarti della canapa per estrarre fibre e cannapulo per gli scopi più disparati.

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Slide mostrate durante la conferenza, dove si evince il potenziale nutrizionale della canapa come alimento

Una battaglia che ha tre grandi ragioni d’essere: la prima quella di civiltà, per dare ai malati un posto dove curarsi liberamente. Dal 2013, con il Decreto Balduzzi, è finalmente possibile curarsi con medicinali di origine vegetale a base di Cannabis, ma i malati chiedono strutture che ancora in Italia non ci sono o non sono sufficientemente attrezzate.

La seconda ragion d’essere è quella di porre Saracinesco e quindi la Valle Aniene al centro di un grande laboratorio sperimentale che partendo dalla coltivazione su terreni demaniali per produzioni alimentari e fitoterapiche, si arriverà a creare un nuovo modello produttivo a filiera corta che dal campo, quindi dalla pianta alle trasformazioni, fino alla rivendita del prodotto finito, si svolgerà in un luogo geografico delimitato. Un modello economico nuovo ed alternativo, dalle illimitate ed imprevedibili potenzialità, dove tutto si produce, si trasforma, si consuma e si riutilizza a basso impatto ambientale.

La terza ragion d’essere è quella che riguarda il recupero stesso della storia e della memoria: la Valle del Giovenzano, dove sorge Saracinesco è stata da sempre legata a questa coltura. Generazioni intere hanno vissuto attorno a questa pianta coltivandola e trasformandola in fibre per l’industria tessile.

Ho incontrato ed ascoltato tante persone malate, sentito le loro storie, percepito le loro speranze e le loro delusioni, venendo a conoscenza di fatti e di situazioni che da uomo delle istituzioni e da cristiano organico non potevano lasciarmi insensibile. Essi da noi non chiedono altro che un posto dove potersi curare liberamente. Guardandoli negli occhi, ascoltando le loro storie, ho deciso di dare a loro questo spazio di speranza. Il Villaggio della Salute che sorgerà a Saracinesco, in un luogo incantato immerso nel verde della natura, sarà un luogo, non una clinica, ma un complesso di resort, offrirà tutti i confort alberghieri, dove i malati afflitti da patologie invalidanti saranno assistiti da una equipe di medici e operatori sanitari e trattati con il rispetto che meritano. “- ha dichiarato Marco Orsola, sindaco del comune di Saracinesco nel corso del suo intervento di presentazione al Canapa Mundi- “questa è una battaglia di civiltà, che tutti insieme dobbiamo combattere. L’intero complesso sarà gestito da associazioni no-profit che si occupano di cannabis terapeutica, di tutela della salute, di tutela dell’ambiente, di tutela della natura, le stesse associazioni con le quali questa nostra sfida è iniziata. Ma chiedo sin da ora alle istituzioni, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, alla Regione Lazio, nella persona del Presidente Nicola Zingaretti, di voler raccogliere la sfida e di sostenere questo progetto, che unirà tutela della salute, libertà di cura, rispetto per l’ambiente, recupero di antiche tradizioni agricole e svuluppo sociale ed occupazionale per un territorio intero. Se le piccole grandi speranze di tanta gente, di tanti malati si fondano su di un piccolo seme di una pianta, io dico che la terra di Saracinesco è pronta ad accogliere quel seme, con lo stesso amore, lo stesso calore e la stessa speranza, con il quale il grembo di un madre accoglie una vita nascente.”- ha concluso

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Spazi espositivi all’interno della fiera

Il prossimo passo, dopo questa presentazione a Canapa Mundi sarà il 20 marzo la semina collettiva del primo campo di canapa del progetto “Saracinesco In Canapa”, con degustazione di olio ed altri prodotti a base di canapa.

Il 9 marzo  nel frattempo, la coltivazione di cannabis potrebbe essere depenalizzata, si attende infatti un parere della Corte Costituzionale che sarà chiamata ad esprimersi sulla coltivazione di cannabis a scopo di consumo personale, dovendo stabilire la punibilità o meno della coltivazione di poche piante. Una sentenza che potrebbe contribuire a cambiare lo scenario del proibizionismo in Italia, forse anche in maniera più profonda della stessa sentenza di bocciatura della legge Fini-Giovanardi, si preannunciano anche iniziative pubbliche e manifestazioni. Un ritrovo di attivisti per la legalizzazione è già stato organizzato per il 9 marzo a Roma in piazza del Quirinale.

Più di qualcuno ha da sempre nutrito dubbi, in passato, sulla strana coincidenza che ha portato al bando della coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medicamentale, con la scoperta che dall’etanolo di canapa si poteva ottenere un carburante non inquinante e molto più efficace del petrolio come resa, scoperta tra l’altro fatta nientemeno che da Henry Ford.  Ciò avrebbe rivoluzionato il mondo industriale da li in poi, ma proprio in quegli anni, la canapa subiva il primo vero grande attacco (se manovrato da industriali del petrolio, sarà la storia a dirlo), con il “Marijuana Tax Act”.