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Marco Conidi, una fantastica serata al Contestaccio

Marco Conidi 2

Il cantautore romano ha entusiasmato il pubblico del locale con un grande live show di altissimo livello e ricco di emozioni.

Testo e foto di Fabio SPAGNOLETTO

Il 15 ottobre al Contestaccio è stata la volta di Marco Conidi, grande cantautore romano doc e attore impegnato nel cinema d’avanguardia (degne di nota le sue partecipazioni in film come “Alì ha gli Occhi Azzurri”, “Diaz-Non Pulite Questo Sangue” e nella fortunata serie tv “Romanzo Criminale“).

Insieme a Bungaro e Rosario Di Bella, nel 1991 divenne noto al grande pubblico con il brano “E noi qui” con il quale vinse il premio della Critica al Festival di Sanremo di quell’anno. Dopo di allora una serie di fortunati album come “C’è in giro un’altra razza” del ’92 e “Stella di Città” del 1994

Proprio “Stella di Città” è il primo brano che Marco Conidi ha eseguito nel suo live al Contestaccio, trascinante brano che è la riuscitissima  cover di “Runway train”  della band americana  Soul Asylum, degli anni 90.

Quindi una serie di successi vecchi e nuovi che scaldano la platea fino ad “A Mano a Mano” di Rino Gaetano che è stato la colonna sonora del film “Allacciate le cinture” di Ferzan Özpetek.  Qui c’e l’omaggio di Conidi al cinema, italiano , sua altra grande passione, l’artista ha apprezzato parecchio questo film , lo ha visto piu volte, si è commosso e adora il brano incluso nella pellicola, “Ogni tanto adoro cantare le canzoni degli altri anche per cantarle tutti insieme”, dice al pubblico che non può far altro che annuire e lasciarsi trasportare dalle meravigliose note di questa canzone

Marco conidi 8

Marco Conidi con Edoardo Pesce

Conidi non dimentica le sue origini artistiche, esssendo nato e cresciuto  nei club  in Italia e in Europa, piccole realtà che lui è riuscito a oltrepassare raggiungendo traguardi importanti, dedica quindi il brano “Il Suonatore” a quei musicisti che attraversano ogni situazione di difficoltà  per arrivare , come traguardo finale a suonare in piccoli club di provincia;”una volta il musicista era considerato un lavoratore precario, oggi purtroppo è in compagnia di altre categorie a causa della crisi”…afferma, come dargli torto)

Seguono la bellissima, C’è in giro un’altra razza tratta dall’omonimo album del 1992 e via via gli altri brani, Din Don, Roma Capoccia,  Abbi cura di te, Ti do di me, Miracoli non se ne fanno ,Un’occasione bellissima, eseguita  in duetto  con  Edoardo Pesce , uno degli attori della celebre  e fortunata serie televisiva  Romanzo Criminale che Conidi ha chiamato simpaticamente sul palco.

Conidi, di una simpatia contagiosa e garbata  ha raccontato episodi della sua carriera  e condiviso i suoi stati d’animo con il pubblico  commovendosi in alcune fasi fino alle lacrime. Il pubblico ha cantato con entusiasmo insieme all’artista tutti i brani.

Conidi Band

Dopo l’encore di tre brani, “Non è tardi”, eseguita al festival di Sanremo 1993 ,”Alla Renella” e “ “Lella”, il pubblico non era ancora sazio ed ha reclamato un’altra serie di brani. Conidi  per non lasciare scontenti i suoi fan ha eseguito molto volentieri, tanti altri brani di successo, tra questi la splendida  Mr Brown, frutto di una grande produzione musicale  trentennale.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La SCALETTA

 

STELLA DI CITTA’

DALL’ALTRA PARTE DEL FIUME

RUVIDA E FRAGILE

NON FARTI VEDERE CHE TREMI

SEGNALI DI FUMO

CUORI SEPARATI

A  MANO A MANO

IL SUONATORE

C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA

DIN DON

ROMA CAPOCCIA

ABBI CURA DI TE

TI  DO DI ME

MIRACOLI NON SE NE FANNO

UN’OCCASIONE BELLISSIMA

 

Encore ;   NON E’ TARDI, ALLA RENELLA, LELLA

 

 

 

 

 

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Le Bal. Sala Umberto, 14 ottobre 2016.

Al Sala Umberto fino al 23 ottobre 2016.

Recensione di Flaminio Boni

Le Bal, fortunato format francese di Jean Claude Penchenat, a cui Ettore Scola si ispirò per il film Ballando Ballando del 1983, arriva al Teatro Sala Umberto di Roma con la regia di Giancarlo Fares per raccontare la storia d’Italia dal 1940 al 2001.

Raccontare, forse, non è il termine più appropriato, perché in Le Bal nessun personaggio parla,ma tutto è lasciato alla musica, al ballo, alle capacità espressive e alla forza comunicativa dei protagonisti.

Le Bal è espressione, felicissima e meravigliosa, di un teatro senza parole, un racconto che non è fatto di voci, ma di suoni, musica, gesti e movimenti del corpo che sono in grado di rappresentare gli eventi e le loro ripercussioni emozionali.

Dallo scoppio della seconda guerra mondiale fino al crollo delle torri gemelle, sedici attori e attrici ci fanno ripercorrere la storia dell’Italia, attraverso gli eventi più tragici e quelli più felici, evocando ogni volta non solo i fatti, ma facendo rivivere le mode delle varie epoche tutto attraverso le canzoni italiane che hanno interpretato la vita e i costumi della società nei loro mutamenti ed evoluzioni.

Tutto accade in una balera, luogo reale e allo stesso tempo simbolico pronto a trasformarsi in altro. Siamo alla fine degli anni ’30: le balere si riempiono di gente di varia estrazione, individui singoli che vogliono ballare, evadere, sognare e, magari, innamorarsi. In essi sono rappresentate le più svariate tipologie di essere umano. Umanità diverse che si incontrano: lo snob, l’elegante, la vamp, la sciocca, la lolita, l’irreprensibile, il vitellone, l’impacciato, la romantica… Mentre la musica va, avviene il gioco dell’amore: è tutto un guardarsi e girarsi intorno in un rituale di corteggiamento fatto di avvicinamenti, dinieghi, sguardi che si incontrano, altri che si evitano, mani che si sfiorano e corpi che si abbracciano nel ballo, fino al momento in cui si formano le coppie e sboccia l’amore.

Passa poco e in Italia arriva il Fascismo ed è il caso di dire che la musica cambia: infatti alle canzoni d’amore e spensierate, si sostituiscono gli inni e i canti dell’Italia fascista e quelli dell’Italia antifascista, che riuscivano ad aggirare la censura e venivano ballate di nascosto nelle balere. Scoppia la guerra: gli uomini devono dividersi dalle loro donne e partire per il fronte col reale rischio di non farvi ritorno e le donne sono costrette a rimboccarsi le maniche e andare a lavorare. Da qui al nazismo il passo è breve e tragico: la musica cambia ancora. E’ periodo di ghettizzazione, frutto dell’ideologia della razza ariana. E’ periodo di dolore e disperazione.

Poi i bombardamenti. Arrivano gli americani: è la liberazione! Gli americani portano, insieme alla libertà, molto del loro mondo. Arrivano così in Italia balli nuovi, mai visti, espressione di una libertà ritrovata e di vita nuova: il tip tap, il rock, il twist. Nascono anche le versioni italiane di queste musiche.

Passa il tempo, l’Italia si riprende. Arrivano gli anni ’60 e poi ’70, i primi movimenti femministi, l’emancipazione, l’uso delle droghe. Estasi e inferno. Arriva poi il boom economico degli anni ’80: ovunque è un luccichio di paillettes e un mettersi in mostra. E’ il momento del benessere e ognuno vuole goderne. Mentre la gente si diverte, alle sue spalle la classe politica costruisce una rete di contatti subdoli e pericolosi, creando un mondo basato sul clientelismo e la corruzione. Arriviamo agli anni ’90: ancora si respira il benessere del decennio precedente, ma, anche qui, anche ora, la musica sta cambiando: c’è meno voglia di stare insieme, ognuno si isola nel suo micro mondo. L’individuo avverte la necessità di tagliarsi fuori, alienarsi: si balla la techno, musica elettronica che diventa sempre più aggressiva, spesso sparata a tutto volume nelle cuffie. E’ l’isolamento.

Altro cambio scena: il mondo viene sconvolto dal crollo delle torri gemelle. La quotidianità di ogni essere umano viene stravolta e la realtà frantumata in migliaia di pezzi che non torneranno mai insieme.

Tutto questo è raccontato non con la parola, ma con il ballo e grazie alla potenza e all’intensità espressiva di questi bravi interpreti. Tutto è comunicato con gesti ed espressioni del volto e del corpo. Come bravi mimi questi attori usano tutta la loro fisicità per raccontare al pubblico una storia, la nostra storia, tra risate, momenti di nostalgia e spunti di riflessione.

E’ la musica stessa a farsi drammaturgia. Sono i volti e i corpi di questi bravissimi interpreti a farsi parola, mezzo di comunicazione, a volte leggeri come una carezza, altre forti come uno schiaffo.

Le Bal è uno spettacolo divertente, poetico ed elegante. Spesso a teatro come nella vita si usano tante parole senza esprimere nulla. Le Bal, invece, è la dimostrazione che si può dire molto anche solo con un gesto o la mimica facciale. E’ la dimostrazione che il senso, spesso, è nell’azione e non nella parola, in quello che si fa e non in quello che si dice. Le parole a volte sono vuote e volano via nel vento, le azioni, invece, restano e sono monumenti viventi dell’uomo.

La regia di Giancarlo Fares unisce con dinamismo, leggerezza e un tocco di raffinatezza quadri intensi e simbolici. Ogni azione segue all’altra con continuità e la precedente è legata alla successiva anche solo per il rimando di piccoli particolari. Anche i cambi scena, a cui spesso corrispondono i cambi costume, non sono interruzioni, ma vengono abilmente sfruttati come transizione tra un prima e un dopo. Giancarlo è qui anche capace interprete, in un ruolo buffo e divertente.

Nel fare un plauso generale all’impegno, alla bravura e alla resistenza fisica di tutti, capaci e saldi senza indecisioni fino alla fine, mi fa piacere citare alcuni elementi che mi hanno colpito maggiormente.

Maya Quattrini è una ragazza incredibilmente espressiva e padrona della propria fisicità. In lei mimica facciale ed espressività del corpo erano sempre allineate e in sincrono.

Francesco Mastroianni, di cui chi ha visto Jesus Christ Superstar conosce la voce profonda del suo Caifa, ha rapito il pubblico per la leggerezza con cui ha condotto il corpo nelle varie esibizioni tra un meraviglioso tip tap e un travolgente rock’n’roll e l’espressività carica e intensa.

Sempre per la loro comunicatività ho apprezzato l’uso della mimica facciale di Viviana Simone, Davide Mattei e Pierfrancesco Perrucci.

Bellissimi e impegnativi i costumi di Francesca Grossi ogni volta diversi e perfettamente aderenti alle mode degli anni raccontati.

Meritano una citazione anche le coreografie di Ilaria Amaldi anch’esse precise e puntuali rispetto al contesto storico e sociale.

LE BAL

L’Italia balla dal 1940 al 2001

L’isola trovata | Viola Produzioni

da LE BAL, una creazione del Théâtre du Campagnol

da un’idea e nella regia di

Jean-Claude Penchenat

con

GIANCARLO FARES, SARA VALERIO

ALESSANDRA ALLEGRINI

RICCARDO AVERAIMO

ALBERTA CIPRIANI

VITTORIA GALLI

ALICE IACONO

MATTEO LUCCHINI

FRANCESCO MASTROIANNI

DAVIDE MATTEI

MATTEO MILANI

PIERFRANCESCO PERRUCCI

MAYA QUATTRINI

MICHELE SAVOIA

PATRIZIA SCILLA

VIVIANA SIMONE

coreografie ILARIA AMALDI

uno spettacolo di

GIANCARLO FARES

Scenografie MARCO LAURIA | Costumi FRANCESCA GROSSI | Disegno Luci LUCA BARBATI

Sound Designer GIOVANNI GRASSO | Direttore di Scena ANNA MARIA BALDINI

Macchinista FABIO PALMIERI| Datore Luci GABRIELE BOCCACCI

Assistente alla regia ALESSANDRO GRECO | Sarta VERONICA IOZZI

Direzione di produzione MONICA CANNISTRARO GERMANA GIORGERINI

Ufficio stampa SILVIA SIGNORELLI| Concept grafico LIVIA CLEMENTI

grafica MARCO SPADONI | foto TOMMASO LE PERA

video backstage CLAUDIA FRITTELLONI

Trasporti TRANSMOVIE S.R.L. servizi per lo spettacolo

Realizzazione elementi di scena ALL’OPERA di Antonio Pastore

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XXVI edizione del Concorso Pianistico Internazionale a Roma dal 28 ottobre al 7 novembre 2016

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L’Associazione Culturale Fryderyk Chopin ha annunciato l’avvio della XXVI edizione del Concorso Pianistico Internazionale che si svolgerà a Roma dal 28 ottobre al 7 novembre 2016. Presenta la serata finale la giornalista Sonia Sarno

 Il concorso, giunto alla 26ma edizione, promosso dalla fondatrice e presidente dell’associazione chopiniana M° Marcella Crudeli pianista tra i maggiori interpreti per pianoforte del compositore polacco, costituisce l’unica rassegna nel suo genere che si svolge nella città di Roma ed è organizzata in collaborazione con la Fondazione Cuomo.

Già patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e dal Gran Priorato di Roma dell’ordine di Malta, il concorso si avvale, inoltre, del sostegno del Presidente della Repubblica e di Istituzioni ed Enti Locali.

Per iscriversi e partecipare all’edizione 2016 è necessario scaricare il bando e la modulistica dal sito www.chopinroma.it e inviare la domanda entro il 28 settembre; 5 sono le categorie in concorso:

  • solisti fino a 19 anni di età;
  • solisti fino a 25 anni di età;
  • in duo a quattro mani su un unico pianoforte;
  • in duo su due pianoforti;
  • solisti fino a 35 anni di età per il Premio Chopin.

Le eliminatorie dei partecipanti inizieranno il 28 ottobre, all’interno del Chiostro di S.Giovanni Battista dei Genovesi. I vincitori saranno premiati nella serata finale, ad ingresso libero, che si svolgerà il 7 novembre alle ore 20.00 presso il Teatro Quirino-Vittorio Gassman presentata dalla giornalista del TG1 Sonia Sarno.

Particolare attenzione verrà data ai giovani talenti provenienti dai paesi dell’ Europa dell’Est con un premio speciale da parte della Fondazione Cuomo, impegnata in numerosi progetti che coinvolgono la crescita e formazione dei giovani.

Il primo classificato al Premio Chopin riceverà anche un pianoforte a coda “B. Steiner” donato dalla EKO Music Group e dalla Fabbrini Pianoforti. Altri premi differenziati a seconda della categoria, oltre che alla possibilità di suonare in Italia ed all’estero per Festival e rassegne prestigiose, prevedono riconoscimenti come le medaglie donate ai primi tre classificati dalla Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera, somme di denaro offerte dagli sponsors (Poste Vita, Ambasciatore della Repubblica di Cina presso la Santa Sede, Rotary Club, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Inner Wheel-Club Roma).

La manifestazione che fino ad oggi ha attirato oltre 3.500 pianisti da 5 continenti si avvale di una giuria internazionale, ogni anno diversa, che nel corso degli anni, dimostrando serietà e credibilità, ha accresciuto la reputazione ed il prestigio del concorso attirando partecipanti di alto livello artistico.

Il concorso fa parte,  dell’Alink Argerich Foundation, l’organizzazione mondiale che raccoglie e regola i 130 concorsi pianistici più importanti al mondo e del IFCS di Varsavia – << con grande orgoglio e soddisfazione posso affermare che la manifestazionione è diventata ormai un trampolino di lancio per molti dei ragazzi che vi hanno partecipato>> – commenta il M° Crudeli che ne cura da 26 anni la direzione artistica.

La serata finale verrà interamente ripresa da Radio Vaticana e TelePace che registreranno il concerto di chiusura con la partecipazione dell’orchestra sinfonica “Nova Amadeus” di S.Sovrani e diretta dal M°. Nicola H.Samale.

Si ringraziano inoltre per il contributo: Liliana Gallo Montarsòlo, Adolfo Tagliero e Liana Locatelli.

Per maggiori informazioni conttatare:

Segreteria organizzativa

Paolo Masotti – Via Pierfranco Bonetti 88/90 – 00128 Roma (Italy)

Tel.: 0039 06 5073889 / mail: info@chopinroma.it

Addetto Stampa

Maria Cristina Silvestri – cell. 3383609302 / mail: mcristina.silvestri2@gmail.com

 Website: www.chopinroma.it

FB www.facebook.com/chopinroma

YouTube: www.youtube.com/user/RomaPianoCompetition

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Fabrizio Emigli ci racconta il progetto “Sopra c’è Gente” all’Antica Stamperia Rubattino

CAMBIO DI STAGIONE: Si smontano le tensostrutture sui lungoteveri, che hanno rinfrescato l’estate ai romani, si spengono le luci sui barconi lungo il fiume perché con l’arrivo di Ottobre si riapre la stagione invernale dei locali.

Le note musicali che si potevano ascoltare dai marciapiedi, tornano a chiudersi nelle cantine e nei sottoscala, attente a non disturbare troppo chi abita sopra!!!

Da questo “assunto” del non disturbare nasce il nome del progetto “Sopra c’è Gente!” che si svolge all’interno dell’ Antica Stamperia Rubattino a Testaccio a pochi passi dalla piazza che ospita il Teatro Vittoria.

La “Romachesuonabene” lontano dagli stadi di cui abbiamo parlato anche in altre occasioni ha nella serata di fine settembre aperto la sua stagione con il concerto di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese , ma sentiamo dalle parole del direttore artistico (e bravo cantautore n.d.r.) Fabrizio Emigli la loro prossima programmazione.

LA PROGRAMMAZIONE DI OTTOBRE E NOVEMBRE

PROGRAMMAZIONE SOPRA C'E GENTE

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Edoardo De Angelis e Michele Ascolese raccontano la canzone d’autore

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In occasione della nuova stagione di “SOPRA C’È GENTE” progetto dell’Antica Stamperia Rubattino, abbiamo incontrato due grandi artisti , Edoardo De Angelis e Michele Ascolese.

Il primo cantautore ed autore (Lella  per se stesso e La Casa di Hilde per Francesco De Gregori sono solo due esempi, N.d.R. ) il secondo grande musicista e chitarrista che ha accompagnato i più grandi artisti italiani specialmente gran parte dela produzione di Fabrizio De Andrè.

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Michele Ascolese, sotto il grande Edoardo De Angelis

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Proprio ai grandi cantautori italiani è dedicato il loro ultimo progetto discografico “IL CANTAUTORE NECESSARIO” che vede Edoardo De Angelis alla voce e Michele Ascolese all’arrangiamento di alcune delle canzoni d’autore che hanno segnato il panorama musicale italiano.

Nel video allegato una breve intervista espone la nascita e l’evoluzione del progetto.

Come una piccola antologia live la serata è trascorsa tra splendide canzoni ed aneddoti, sulla nascita dei pezzi e sugli stessi autori, dalle barzellette del “triste”  Endrigo, alle stravaganze di Ciampi, gli incontri con Tenco o Paoli, l’omaggio a Francesco De Gregori produttore artistico del disco.

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Una serata da vivere, per chi conosceva quelle canzoni e per chi le scopriva l’altra sera stessa.

Come hanno detto gli stessi autori, per ora solo dodici artisti per circa una ventina di canzoni, ma molti ne mancano all’appello e se il pubblico apprezza nuovi “tomi” di questa antologia potranno essere prodotti.

Si è respirato di nuovo quel sapore di “cantautorato” che regalava il Folk Studio negli anni sessanta e che ha dato i natali musicali allo stesso De Angelis, a cominciare dai rintocchi della campanella originale che ha accolto nel ’62 Bob Dylan.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Teatro Lo Spazio, presentata al pubblico e alla stampa la stagione 2016-2017

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Giovedì 22 settembre alle 18.00 incontro pubblico insieme ad attori, registi e autori degli spettacoli in programma. Tante e variegate le proposte anche quest’anno, con un filo conduttore che lega molti dei lavori inseriti nel cartellone alla tematica delle donne e alle loro storie personali.

FOTO DI FABIO SPAGNOLETTO

 Dalle donne di mafia, a quelle vittime di violenze, dalle donne dei potenti alle “fate disincantate” delle favole; donne sopravvissute a campi di sterminio o a bombardamenti o più semplicemente ad una storia d’amore finita male e banalmente ad un matrimonio fatto di ipocrisia. Tante storie di donne, verranno raccontate negli spettacoli in programma per la stagione 2016-2017. Come da tradizione, il teatro Lo Spazio prosegue nell’impegno sui temi d’attualità. Dopo una stagione dedicata alle tematiche della diversità e dei diritti civili, il cartellone 2016-2017, affronterà  il tema delle mafie. Lo farà attraverso il punto di vista delle donne, la mafia vista dai loro occhi e attraverso le loro storie di sottomissione e di ribellione, in alcuni casi pagata con la vita, il teatro Lo Spazio, cercherà di affrontare e far riflettere su quello che è la mafia e come la si vive da dentro.

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Mita Medici, presenta “Matrimoni ed altri effetti collaterali” in scena dall’8 al 13 novembre

 Dall’11 al 16 ottobre andrà in scena “Ogni volta che guardi il mare” di Mirella Taranto con Federica Carruba Toscano, per la regia di Paolo Triestino, un disegno poetico ed epico di Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta. Si racconterà anche la storia di Rita Atria, ragazza di 17 anni che si ribellò alla famiglia mafiosa e divenne testimone di giustizia, protetta da Paolo Borsellino, si suicidò dopo la morte di quest’ultimo. Sua madre devastò a colpi di mazza la sua lapide, come ultimo gesto di ripudio di quella figlia che osò ribellarsi al “codice d’onore” della mafia. “Rita Atria, un’adolescente contro la mafia” scritto da Federico Rallo e diretto da Caterina Venturini, vedrà la partecipazione proprio di Federico Rallo, ex mafioso oggi collaboratore di giustizia, impegnato nella divulgazione della cultura contro le mafie, anche attraverso il teatro, come ha spiegato il direttore artistico del teatro Francesco Verdinelli durante la presentazione della stagione teatrale il 22 settembre alle 18.00 proprio al Teatro in via Locri; insieme a lui, la giovane Maurizia Grossi nella parte di Rita Atria, Giuseppe Ruzzo e Maurizio Palladino.

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Paolo Triestino, regista di “Ogni volta che guardi il mare”, in scena dall’11 al 16 ottobre

Il lavoro andrà in scena dal 10 al 15 gennaio 2017.  Poi ancora sullo stesso tema “Viva Falcone” di e con Antonio Lovascio dal 18 al 23 ottobre, omaggio teatrale alla vita e al lavoro di Falcone e Borsellino, in maniera particolare nei loro ultimi giorni di vita; “I cento Pazzi” di e con Giovanni Guardiano, incentrato sul primo grande maxiprocesso per mafia della storia italiana (21-16 febbraio 2017) e “Come Fratelli” di Giovanni Libeccio sempre sui rapporti familiari all’interno della mafia (20 e 21 maggio 2017).  Le donne torneranno ad essere protagoniste nei lavori di  Simone Cristicchi e Ariele VincentiLe Marocchinate”, dove la Storia e drammi personali si fondono (25-30 ottobre) e “Ti Amo Maria, in Jazz” di Giuseppe Manfridi (1-6 novembre). Uno spettacolo particolare quest’ultimo dove si racconta la storia di un pianista jazz che incontra una donna, Maria, che ha fatto parte del suo passato e con la quale intende ricominciare, ma la storia prenderà una piega drammatica. Uno spettacolo dove musica jazz e tematiche forti come quella dello “stalking”, si confrontano come mai è successo prima. Dopo la piece teatrale ci sarà un concerto di musica jazz dal vivo. “Ti Amo Maria, in Jazz” di Giuseppe Manfridi, vede la partecipazione di Nelly Jensen, Marcello Micci e di un grande musicista come Max D’Avola, oltre che dello stesso Manfridi, che ha voluto scherzare sull’assenza del solo D’Avola di tutti i protagonisti dello spettacolo, alla presentazione dello stesso in occasione della conferenza stampa di presentazione del 22 settembre: “Mi auguro che D’Avola non ci darà buca la sera della prima, altrimenti trovare un altro sassofonista come lui all’ultimo momento, non sarà facile”.

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Laura Cioni, in scena con il monologo “Io Sono” il 22 dicembre, lavoro con il quale si è classificata 3a al concorso dei corti del Teatro Lo Spazio

Donne ancora protagoniste in “Ascoltami” di Antonella Granata (7-12 marzo 2017), “Conferenza al verticedi Robert David MacDonald, con Valerio De Silva e Annalisa Insardà (14-19 marzo 2017) dove si immagina, un incontro, nella realtà mai avvenuto, tra Clara Petacci ed Eva Braun, un gioco lucido ed analitico che va alla radice del concetto di dittatura e “Sotto un cielo azzurro”(in scena dal 18 al 23 aprile), dove si racconta la storia di Nina sopravvissuta al bombardamento del quartire di San Lorenzo a Roma. Protagonisti della piece Liliana Eritrei, Marina Locchi, Monica Cecchini, Camilla Bianchini, Lavinia Origoni, Simona Ciammaruconi,  Claudio Morici e Lorenzo Benvenuti.  Un’opera corale, che farà rivivere nuovamente un dialetto romano antico, che non esiste più, ma che era la lingua del popolo all’epoca dei fatti.

Mita Medici sarà poi protagonista di “Matrimoni ed altri effetti collaterali” insieme a Carlo Ferreri e Annalisa Insardà, diretti da Manuel Giliberti ( dall’8 al 13 novembre)

Non mancheranno grandi classici in cartellone come “Novecento” di Alessandro Baricco (24-29 gennaio), con Flavio De Paola e “Aiace” con Viola Graziosi e Graziano Piazza, tratto dal testo di Ghiannis Ritsos nell’adattamento di Matteo Borghi, dal 2 al 7 maggio 2017.

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Graziano Piazza e Viola Graziosi, saranno protagonisti di “Aiace” di Ghiannis Ritsos, in scena dal 2 al 7 maggio

Omaggi quindi a grandi autori come Wilde (dal 15 al 27 novembre “Ballata Notturna con Oscar Wilde”, che vedrà la partecipazione straordinaria di Pamela Villoresi come voce fuori campo); Bukowski (“Lo Zoo di Bukowski” dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017 diretto da Angelo Longoni) e Ionesco (13-19 febbraio 2017 “La Lezione di Ionesco” di Gian Renzo Morteo, con Fabio Galardini, Alessandra Allegrini e Simona Meola)

Durante la stagione sono previsti matinée per le scuole, rassegne, serate musicali, vernissage d’arte ed esposizioni.

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Francesco Verdinelli, direttore del Teatro Lo Spazio

Si comincia martedì 27 settembre alle ore 20.30 con la prima di “Asso di Monnezza- i traffici illeciti di rifiuti a Roma e dintorni” di e con Ulderico Pesce, un viaggio tra racconti vecchi e nuovi e vecchi scandali relativi ai rifiuti.

Il direttore Francesco Verdinelli ed il Direttore di sala Salvatore Militello  hanno annunciato all’inizio della presentazione come quest’anno l’orario d’inizio degli spettacoli serali sarà anticipato di 15’ rispetto alla passata stagione, con inizio tutte le sere alle 20.30 e che per la prima volta sarà attivata una campagna abbonamenti.

Tutte le info su spettacoli, orari, campagne abbonamenti e prezzi su www.teatrolospazio.it

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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I Camillas, il difficile compito di fare musica felice

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Venerdì 16 settembre I Camillas, come da tradizione consolidata, hanno riaperto la stagione del club ‘Na Cosetta di Roma. Li abbiamo incontrati in occasione del loro live nel quale ci hanno raccontato un po’ di tutto su di loro e su come non sia sempre facile fare musica felice come si potrebbe pensare, vediamo perché…

I Camillas, irriverenti, istrionici, fantasiosi, a tratti surreali calcano le scene indie da molto tempo e nel 2015 sono arrivati anche in finale nel talent show “Italia’s Got Talent”. Ma la loro storia nasce da molto prima. Il loro primo album “Everybody in the Palco” risale al 2007. Da li altri quattro dischi, ma anche un libro (“La rivolta dello Zuccherificio”), molti concerti, qualche esperienza televisiva e tante altre cose.

Incontrandoli, in occasione del live a ‘na Cosetta al Pigneto (Roma), locale dove oramai da tempo aprono la stagione musicale, abbiamo scoperto tante sfaccettature di questo incredibile duo, oggi diventato un trio con l’ingresso di Michael Camillas alla batteria. Già, proprio così Michael Camillas, perchè per uno strano gioco che in questo li rende molto simili a un gruppo rock come i Ramones, utilizzano il nome del gruppo ribattezzando ogni membro, a partire da loro stessi, Zagor e Ruben, come se fosse un loro fratello con il cognome Camillas. Ruben e Zagor Camillas, ovviamente non sono fratelli, ne cugini, ma solo amici che si sono conosciuti come ci spiegano, andando a vedere ognuno di loro il concerto dell’altro. I loro veri nomi sono…no non ve lo diciamo!!!! Lasciamo che resti un piccolo mistero…per ora!

 Ruben, è chitarra e voce, mentre Zagor suona le tastiere. Entrambi compongono i pezzi, senza mai un’idea precisa all’inizio, ma partendo da alcuni spunti, improvvisando e andando avanti. Cosa molto “jazzistica” se vogliamo, ma loro non fanno jazz, forse nemmeno indie-pop, hardcore minimal o alternative…cosa fanno ce lo dicono chiaro e tondo:”fanno musica felice

Come si potrebbe definire la vosta musica e il vostro modo di suonare?

Zagor:Ci piace suonare seduti, con luce avvolgente, suoni candidi. Dopo di che, con l’arrivo di Michael alla batteria, la questione è completamente cambiata. Questo brillare del jazz nel suo modo di suonare, questo appoggiare le bacchette, non colpire la batteria, ha fatto si che ci approcciassimo anche al jazz, ma non come musica, come improvvisazione, come stile di vita, come modo di intendere le cose.”

Ruben:E’ stata un po’ come la storia del jazz, che nei momenti in cui il “free” è arrivato, in questa maniera così aggressiva all’interno della sua storia, il jazz si è arrestato . Noi abbiamo voluto riprendere il discorso un po’ da li, nel momento in cui il free è arrivato, senza diventare dei classicisti, ma cercando di riprendere la storia da li!”

Zagor:Manteniamo questo brillare del jazz, portandolo su un canale diverso, facilmente navigabile e percepibile, allegro, funk, godibile…un jazz con piccoli spiragli di luce pop, spiragli che però “abbagliano”, così come è giusto che sia”

Ruben:”Nel momento che il jazz cade, c’è quella venatura di pop a riprendere il tutto.

I Camillas:saranno ancora loro, con la verve che li contradistingue ad aprire la nuova stagione de 'na Cosetta

Voi come vi siete conosciuti? E da quali esperienze venite?

Zagor:Noi ci siamo conosciuti in un negozio di dischi e ai nostri reciproci concerti. Io andavo a vedere i concerti suoi e della sua band di allora, lui i miei e della mia band di allora. Un terzo amico è arrivato e ci ha detto:”facciamo un disco insieme”.  Da li è nata questa idea di fare musica felice insieme.

Musica felice? Cosa significa?

Zagor:Musica felice, significa “musica felice”. E’ molto facile fare musica triste, fare musica felice è più difficile: fare musica ballabile, techno-fighissima, movimentata, la musica che reca stati d’animo ben precisi. Non deve mai mancare l’allegria, in ogni passaggio della nostra musica. Quando ci accorgiamo che qualche passaggio manca dell’allegria giusta e della felicità giusta, cambiamo tutto.

Ruben:”Ci sono accordi, giri di basso e altri passaggi che possono arrecare uno stato d’animo “non felice” a chi ascolta la nostra musica. Noi cerchiamo di depurare la nostra musica da qualsiasi accordo possa apparire “triste”.

Quindi voi nei vostri brani, trattate solo temi allegri?

Zagor:”Non sempre. Parliamo anche di stati d’animo come la tristezza, l’amore, la solitudine, l’abbandono. Ma sempre con leggerezza, anche un testo abbastanza triste, può diventare più felice se si è messo all’interno di una musica allegra e ritmata, senza nessun passaggio “triste”

Ruben:”Mi viene in mente un cantautore come Piero Ciampi. Lui faceva testi divertenti spesso, accompagnati da un fondo musicale malinconico. Noi in questo caso facciamo l’esatto contrario, quando vogliamo parlare di argomenti più “pesanti” li allegeriamo con la musica felice che facciamo. Poi ovviamente ci sono canzoni felici in tutto, musica e testi entrambi spensierati.”

Live a na Cosetta

Perché dite che è difficile fare questo tipo di musica? Qualcuno ripensando allo stile cantautorale italiano potrebbe dire che fare canzoni “tristi” sia difficile in Italia…vedi cantautori come Tenco, De André, o lo stesso Ciampi…

Ruben:”Ma vedi, alla fine Ciampi in effetti faceva a suo modo “musica felice”, per questo veniva emarginato. Lui rideva un po’ della bruttezza, prendendo con leggerezza temi drammatici. I testi leggeri, si scontravano con la pesantezza e la durezza della musica. Lo stesso Tenco in brani come “Ciao Amore”, faceva musica felice.”

Zagor:Tenco pure in certi brani faceva sorridere, pure mantenendo un sottofondo d’amarezza.“

Ruben:”La musica italiana tende sempre un po’ al “tristone”. Il “tristone” è un’entità dentro la quale tutti ci si possono riconoscere, troppo facilmente.”

na cosetta strumentazioni live

Effettivamente le canzoni italiane sono per la maggior parte improntate su tre temi: l’amore, l’amore non corrisposto con tutte gli stati d’animo che comporta, la fine dell’amore con l’inevitabile senso di abbandono, smarrimento e solitudine. Invece le vostre canzoni di cosa parlano?

Zagor:Anche di questo, ma vogliamo giocare con ogni tipo di situazione. Dalla più struggente e amara alla più divertente.”

Ruben:”Noi facciamo molto lavoro sulla forma. Il problema della musica italiana è che sta sempre sul contenuto. Questi cantautori fanno bellissime canzoni, bellissimi testi e poi vanno a fare dischi prodotti in studi con batterie che hanno il suono tutto uguale, sembra tutto finto. Noi lavoriamo sulla struttura del suono, fa molto più emozionare un suono più esile, più strutturato più vero”

Quando parlare di lavoro sulla struttura vi riferite anche allo schema della canzone stessa? Tipo strofa-ritornello-strofa, che voi non fate…

Zagor: Non è vero che non lo facciamo. Facciamo anche canzoni con quello schema. Però altre sono diverse. Dentro ogni nostro album tu troverai canzoni strofa-ritornello-strofa, ma anche altre che sono di un minuto e trenta che insistono tutte sullo stesso accordo. Un’altra canzone che abbiamo fatto che si chiama “Il Codice” ed è suddivisa in tre parti, una suite che inizia come una classica canzone d’autore, poi si apre ad altri generi”

camillas

Come create le vostre canzoni?

Zagor: Nascono li per li, da vari spunti. Non c’è niente di preconcetto, nasce tutto dall’improvvisazione e poi si crea la struttura attorno. Ma non c’è niente della musica o del testo, che sia già stato pensato in precedenza. Ogni brano ha una sua origine diversa. E’tutto molto libero, improvviso, istintivo…un gioco istantaneo”

Ruben:” Nell’ultimo annetto, ad esempio, abbiamo fatto dei brani con il nome della città dove l’abbiamo suonata per la prima volta. L’abbiamo suonata li e l’abbiam composta li nel momento dell’esibizione. Componiamo i pezzi durante il soundcheck…quindi abbiamo canzoni che si chiamano “Busto”, “Prato”, “Atalanta” che l’abbiamo fatta a Bergamo. Pezzi che nascono nell’andare a una città o nel trovarsi in quella città”

Che ci potete dire dei nuovi lavori in cantiere?

Ruben: A ottobre saremo in sala per iniziare a lavorare sul nuovo album”

Zagor:Qualche brano nuovo ce lo abbiamo, ma ogni disco alla fine è la prosecuzione del precedente, laddove termina il precedente si creano le basi del nuovo. E’ tutta la prosecuzione di un discorso iniziale.”

Sull’idea del contenuto e del titolo del nuovo album i Camillas lasciano trapelare qualche indiscrezione: sarà un disco molto ispirato dalla musica e dal lifestyle dell’East Coast americano, non dovrebbe prevedere collaborazioni e probabilmente si intitolerà “Discoteca Rock”….ma con i Camillas mai dare nulla per scontato,  fedeli al loro stile libero, mai creato a priori potrebbero regalare sorprese all’ultimo momento.

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Venerdì 16 settembre al Contestaccio Gino Castaldo intervista Fabrizio Moro

Venerdì 16 settembre Fabrizio Moro sarà al Contestaccio per un appuntamento di “Musica e Parole” con Gino Castaldo, giornalista del quotidiano La Repubblica. 

La serata inizierà alle ore 21:30, Gino Castaldo e Fabrizio Moro s’ incontreranno sul palco dello storico locale di Testaccio per raccontarci una parte dell’esperienza del cantautore romano nel mondo della musica: una carrellata sugli anni trascorsi da Fabrizio sui palchi italiani e i progetti per il futuro, interrotta da qualche pezzo in unplugged. Sarà inoltre possibile seguire la serata anche da casa grazie alla diretta streaming sul canale YouTube di iCompany .

Trasversalmente riconosciuto come uno dei più ispirati cantautori della nuova musica italiana, Fabrizio Moro è attualmente impegnato nella produzione del suo nuovo album e nella preparazione del suo Live Tour 2016 prodotto e organizzato da iCompany.

Presentato da tre grandi eventi di anteprima (il 28 aprile al Palalottomatica di Roma con oltre 6.000 presenze, il 1 maggio al Concertone di Piazza San Giovanni a Roma e il 12 maggio con il sold-out all’Alcatraz di Milano) e dalla pubblicazione del singolo “Sono anni che ti aspetto”, l’artista romano si avvia ad essere uno dei protagonisti dell’estate musicale italiana.

Il cantautore romano arriva al grande pubblico nel 2007 partecipando alla 57^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “Pensa”, dedicato alle vittime della mafia, riuscendo a vincere la competizione nella categoria Giovani ed aggiudicandosi anche il Premio della critica Mia Martini. Da allora sempre in attività, il suo ultimo disco è del 2015 “Via delle Girandole 10”.

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Gigi Proietti e gli intramontabili “Cavalli di Battaglia”

Proietti

Gigi Proietti ritorna nella Sala Santa Cecilia a distanza di un anno e mezzo circa da quando aveva inaugurato l’edizione di Luglio Suona Bene 2015 dando inizio allo straordinario successo di Cavalli di Battaglia (16 repliche sempre sold out).

Cavalli di battaglia è un excursus nel repertorio di Gigi Proietti: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, umano, multiculturale. Una contaminazione dei generi che caratterizzano i suoi spettacoli e che sono gli ingredienti del suo grande successo.

Un’occasione unica, dunque, per rivedere in scena l’artista poliedrico. Sarà accompagnato da un’orchestra di 25 elementi diretti da Mario Vicari, da un corpo di ballo, da Marco Simeoli e Claudio Pallottini, attori del suo Laboratorio che da diversi anni partecipano ai suoi spettacoli. Ci saranno anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell’artista, che sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la loro vis comica.

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Musica in Emergenza: al Whishlist va in scena la solidarietà

Musica in Emergenza

La musica è da sempre il più forte veicolo di trasmissione di energia, con la musica si cerca sempre di mandare amore, vicinanza e si cerca sempre di creare una comunità di intenti raccontando storie dando e ricevendo amore a chi è più sfortunato di noi. 

Torniamo dopo la pausa estiva e siamo felici nel poter dare questa prima notizia che riguarda un evento in programma per il 22 settembre al Whishlist Club di via dei Volsci a San Lorenzo (Roma) organizzato da “Slow Cult” a sostegno delle popolazioni colpite dal terromoto dello scorso 24 agosto nei comuni di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.

La musica corre sempre ed è sempre presente in occasione di emergenze come quella che riguarda il terribile terremoto dello scorso 24 agosto nel Centro Italia. E alle grandi iniziative degli artisti più famosi e alle tante manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni, noi ne segnaliamo una molto importante che si svolgerà al Whishlist Club di San Lorenzo, che vedrà impegnati molti artisti emergenti e molte giovani band del panorama romano e che si svolgerà il prossimo 22 settembre.

Una data molto importante, perché, come purtroppo avviene sempre in occasioni come queste, all’iniziale onda emotiva e mediatica, segue l’inevitabile “spegnimento dei riflettori”, il momento più difficile, dopo il quale la grande onda emotiva, la corsa agli aiuti e alla vicinanza a queste popolazioni viene meno.

Sperano che come è già avvenuto in passato, questo non si ripeta ancora, ci soffermiamo sul fatto come sia sempre molto importante mantenere viva l’attenzione, continuando a sostenere questi nostri concittadini colpiti da questa tragedia immane.

Ben vengano quindi tutte queste iniziative dilatate nel tempo, al fine di mantenere sempre occhi aperti e attenti su quello che d’ora in avanti, nei prossimi mesi e anni, avverrà nel corso della ricostruzione di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.

Slow Cult” associazione culturale che si occupa di eventi, musica, cinema, danza, teatro e quanto altro si mostra ancora una volta sensibile alle varie emergenze umanitarie.

Il 22 settembre al Wishlist Club abbiamo organizza un concerto per raccogliere fondi per l’Associazione “Laga Insieme Onlus” (http://www.lagainsieme.it/), un’associazione costituita da amatriciani ed accumolesi per valorizzare e promuovere il territorio, che vuole aiutare i residenti e gli amici colpiti dal sisma.  L’obiettivo è quello di raccogliere i fondi necessari a fornire mezzi di comunicazione, trasporto e sussistenza per consentire il ripristino di alcune importanti attività quotidiane violentemente interrotte dal terremoto. Un passo ulteriore che permetterà ai nostri amici di Amatrice ed Accumoli di ritornare via via alla normalità di tutti i giorni

Tra i giovani artisti emergenti e le band che hanno dato l’adesione all’iniziativa, molti importanti nomi dell’underground romano come Traindeville, Banda Ikona, Sara Pik, Modì, Susanna Ruffini, Stefania Placidi e i nostri amici Mardi Gras, ancora una volta presenti in prima linea per una nobile causa.
Radio Godot sarà media partner dell’evento benefico partecipando attivamente al pre concerto con interventi in diretta dal Wishlist!
www.radiogodot.it
Il biglietto d’ingresso è minimo di 5 euro alla porta del Wishlist.
Partecipate numerosi!


NON FATE MANCARE IL SOSTEGNO ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA!

MUSICA IN EMERGENZA- WHISHLIST, VIA DEI VOLSCI 126B ROMA

22 SETTEMBRE 2016 DALLE ORE 20,30

www.slowcult.com