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Marco Conidi, una fantastica serata al Contestaccio

Marco Conidi 2

Il cantautore romano ha entusiasmato il pubblico del locale con un grande live show di altissimo livello e ricco di emozioni.

Testo e foto di Fabio SPAGNOLETTO

Il 15 ottobre al Contestaccio è stata la volta di Marco Conidi, grande cantautore romano doc e attore impegnato nel cinema d’avanguardia (degne di nota le sue partecipazioni in film come “Alì ha gli Occhi Azzurri”, “Diaz-Non Pulite Questo Sangue” e nella fortunata serie tv “Romanzo Criminale“).

Insieme a Bungaro e Rosario Di Bella, nel 1991 divenne noto al grande pubblico con il brano “E noi qui” con il quale vinse il premio della Critica al Festival di Sanremo di quell’anno. Dopo di allora una serie di fortunati album come “C’è in giro un’altra razza” del ’92 e “Stella di Città” del 1994

Proprio “Stella di Città” è il primo brano che Marco Conidi ha eseguito nel suo live al Contestaccio, trascinante brano che è la riuscitissima  cover di “Runway train”  della band americana  Soul Asylum, degli anni 90.

Quindi una serie di successi vecchi e nuovi che scaldano la platea fino ad “A Mano a Mano” di Rino Gaetano che è stato la colonna sonora del film “Allacciate le cinture” di Ferzan Özpetek.  Qui c’e l’omaggio di Conidi al cinema, italiano , sua altra grande passione, l’artista ha apprezzato parecchio questo film , lo ha visto piu volte, si è commosso e adora il brano incluso nella pellicola, “Ogni tanto adoro cantare le canzoni degli altri anche per cantarle tutti insieme”, dice al pubblico che non può far altro che annuire e lasciarsi trasportare dalle meravigliose note di questa canzone

Marco conidi 8

Marco Conidi con Edoardo Pesce

Conidi non dimentica le sue origini artistiche, esssendo nato e cresciuto  nei club  in Italia e in Europa, piccole realtà che lui è riuscito a oltrepassare raggiungendo traguardi importanti, dedica quindi il brano “Il Suonatore” a quei musicisti che attraversano ogni situazione di difficoltà  per arrivare , come traguardo finale a suonare in piccoli club di provincia;”una volta il musicista era considerato un lavoratore precario, oggi purtroppo è in compagnia di altre categorie a causa della crisi”…afferma, come dargli torto)

Seguono la bellissima, C’è in giro un’altra razza tratta dall’omonimo album del 1992 e via via gli altri brani, Din Don, Roma Capoccia,  Abbi cura di te, Ti do di me, Miracoli non se ne fanno ,Un’occasione bellissima, eseguita  in duetto  con  Edoardo Pesce , uno degli attori della celebre  e fortunata serie televisiva  Romanzo Criminale che Conidi ha chiamato simpaticamente sul palco.

Conidi, di una simpatia contagiosa e garbata  ha raccontato episodi della sua carriera  e condiviso i suoi stati d’animo con il pubblico  commovendosi in alcune fasi fino alle lacrime. Il pubblico ha cantato con entusiasmo insieme all’artista tutti i brani.

Conidi Band

Dopo l’encore di tre brani, “Non è tardi”, eseguita al festival di Sanremo 1993 ,”Alla Renella” e “ “Lella”, il pubblico non era ancora sazio ed ha reclamato un’altra serie di brani. Conidi  per non lasciare scontenti i suoi fan ha eseguito molto volentieri, tanti altri brani di successo, tra questi la splendida  Mr Brown, frutto di una grande produzione musicale  trentennale.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La SCALETTA

 

STELLA DI CITTA’

DALL’ALTRA PARTE DEL FIUME

RUVIDA E FRAGILE

NON FARTI VEDERE CHE TREMI

SEGNALI DI FUMO

CUORI SEPARATI

A  MANO A MANO

IL SUONATORE

C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA

DIN DON

ROMA CAPOCCIA

ABBI CURA DI TE

TI  DO DI ME

MIRACOLI NON SE NE FANNO

UN’OCCASIONE BELLISSIMA

 

Encore ;   NON E’ TARDI, ALLA RENELLA, LELLA

 

 

 

 

 

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Eravamo quattro amici al bar…

GRUPPO SALUTI_DSC7647

Testo e foto di GIAMPAOLO VASSELLI

No non siamo stati ad un concerto di Gino Paoli, ma proprio al concerto di quattro amici che si sono conosciuti al bar.

Dopo la musica d’autore con “A” maiuscola di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese, il progetto “Sopra C’é Gente” ospitato dalle mura della Antica Stamperia Rubattino ci ha permesso di incontrare “STELLE DEL BAR” un gruppo di musicisti, arrangiatori, autori, che forse non hanno avuto la fama ma che salgono ancora sul palco con il sorriso e la voglia di divertirsi e divertire.

Il gruppo si racconta così:

“La band nasce nel 1982 con un repertorio completamente originale di musica folk e country, con testi scritti da Alessandro De Gregori. Nel corso degli anni 80, si esibisce in diversi concerti (tra cui alcuni effettuati anche al Folkstudio di Roma) nella formazione che vede Stefano Carlucci ed Arturo Danesi come autori ed esecutori su chitarra acustica, basso e mandolino, e Orsola Fortunati vocalist. Sempre in quegli anni il Gruppo raccoglie eco e riscontri anche a livello internazionale, con incoraggianti riconoscimenti anche durante alcuni tour effettuati in giro per l’Italia.
Dopo una lunga pausa artistica, la band vince nel 2011 il primo premio del 14^ Concorso Marystar Voci d’oro sezione Cantautori. L’inserimento di Donatella Nicolosi, vocalist e co-autrice di alcuni brani di successo rende possibile il rilancio del gruppo in chiave Jazz-Blues e Fusion. Le stelle del Bar con una formazione più ampia e rinnovata partecipano successivamente a no.2 edizioni del concorso internazionale Emergenza Rock (2011 e 2014) arrivando fino alle semifinali regionali del Lazio.
La band, ora in formazione completa, annovera professionisti molto conosciuti sulla scena romana Marco Maturi (Basso), Ettore D’Andrea (Percussioni), Stefano Spatuzzi (Voce)) in grado di spaziare dal Rock al Blues, fino ad arrivare al Rythm&Blues. Le performance della band, oltre a includere un ampio repertorio di cover personalizzate di brani celeberrimi tratti dal repertorio dei Beatles, Rolling Stones, America, Clearence Clearwater Revival, Prince, Pino Daniele, Battisti, Crosby-Stills-Nash & Young, etc.., gode di un proprio repertorio di una trentina di brani originali scritti ed arrangiati da Stefano Carlucci, Arturo Danesi, Donatella Nicolosi, oltre che dagli altri componenti del Gruppo.”
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Donatella Nicolosi voce femminile del gruppo

La serata parte come uno spettacolo teatrale.

I due fondatori Carlucci e Danesi sembrano immersi nelle prove di quello che l’indomani sarà il concerto a cui invece stiamo assistendo, e che parte definitivamente quando il resto della band sale sul palco.

 

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme a Danesi (foto sotto)

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme ad Arturo Danesi (foto sotto)

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Raccontano di essersi conosciuti sui banchi di scuola, di aver continuato l’amicizia sui tavolini di un bar, le cui belle cameriere hanno ispirato il nome del gruppo, ricordano il loro amico scomparso Alessandro De Gregori (cugino del più noto Francesco) dai cui testi è partita tutta questa avventura.

Si dichiarano “beatlesiani” nell’epoca i cui “amavi i Beatles o i Rolling Stones” ma già dalle prime cover che aprono il concerto si capisce che il soul ed il blues scorre nelle loro note.

Alternando cover a pezzi originali e propri accompagnano il pubblico in quella che è stata la loro storia musicale, nel quale è difficile non immedesimarsi, tra risate e malinconie.

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

“..In fondo…”  ci aveva confessato Stefano Carlucci prima di salire sul palco, “… fare musica per noi che poi facciamo un altro mestiere non è altro che l’alternativa agli anti depressivi e giocare con le nostre passioni..”.

Ma l’anima anglosassone tra il rock ed il blues americano è anche arricchita dalle incursioni cantautorali di Donatella Nicolosi che dona al gruppo oltre la sua voce alcuni testi che nella loro storia li ha portati anche a vincere dei premi in prestigiosi festival.

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Ettore D’Andrea(batteria) e Marco Maturi (basso, nella foto sotto)

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La serata si chiude con un omaggio al neo premio Nobel BOB DYLAN, sia con una cover (Knock Knocking Heaven’s  Door), che con un loro pezzo originale arrangiato nello stile delle ballate country che hanno permesso al menestrello americano di arrivare a questo premio.

Il bis è un saluto struggente ancora all’amico De Gregori, che mette il groppo alla gola sia al pubblico che agli artisti stessi.

Spero di aver riportato al meglio la bellissima aria che si respirava l’altra sera perché più di una volta mi sono commosso ed ho ripensato alle parole di Michele Ascolese “ ..le canzoni sono belle quando sono scritte con il cuore…”  e di cuore ce ne era tanto.

LOCALE (2)

SCALETTA:

Sitting on a dock

Molly

Help

I Herad To Gravepine

Io non esisto più

Irish Coffe

Man’s World

Tutte le Donne

Stasera Canto Per Te

Canzone D’amore

Mat’s Dream

Catene D’amore

Unchain My Heart

Europa

Halleluja

Ultima Canzone

Ribelle

Stelle Del Bar

Knock Knocking Heaven’s Door

Bar del Temporale

PALCO E STRUMENTI_DSC7463

MUSICISTI:

Stefano Carlucci     – Chitarre

Arturo Danesi         – Tastiere

Marco Maturi         – Basso

Ettore D’andrea      – Batteria

Stefano Spatuzzi     – Voce

Donatella Nicolosi   – Voce

https://www.facebook.com/stelledelbar/?fref=ts

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Inverso, ritorno in grande stile

INVERSO AL CONTESTACCIO (7)

Sabato 8 ottobre la fok band romana ha presentato ufficialmente il video di “Fiori di Bach” tratto dall’ultimo album “Una vita a metà”, al Contestaccio. E’ stata l’occasione anche per presentare al pubblico il nuovo batterista Enrico Caruso.

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto modo di vedere dal vivo gli Inverso. Tempo che è passato via veloce attraverso sguardi, pensieri, parole, sogni, rumori, esperienze e canzoni. Ma poi, quando alla fine ti vedi davanti ancora una volta questa band, è come se tutto questo tempo e tutto ciò che esso ha contenuto dentro non fosse mai passato.

Ogni volta è sempre un’esperienza di grande impatto emotivo. Sarà che ogni loro canzone ha il fascino del racconto in prima persona della vita, ha dentro un po’ di tutto, tutto quello che veniva contenuto nel tempo trascorso, citato qualche riga sopra.

Carlo Picone

Carlo Picone

Nelle loro canzoni si evince il metodo indagativo della realtà con il quale scrutano il presente, cercano risposte sul futuro e richiamano il passato. Testi sempre poetici, onirici, in perenne equilibrio tra reale e surreale, tra sogno e finzione scenica: ogni canzone è una maschera che viene giù e dietro si scopre il volto reale delle cose.

Conosciamo gli Inverso così bene e da così tanto tempo che potremmo oramai non stupirci più di nulla che li riguardi, ma non è così.

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

INVERSO AL CONTESTACCIO (8)

L’anteprima del film che si è tenuta il 16 Giugno 2014 nella storica, e per l’occasione piena, Sala 4 del cinema Adriano di Roma. La band infatti ha anticipato la proiezione del film suonando live sullo stesso palco dove nel 1965 si esibirono i Beatles nella loro unica performance romana era per esempio qualcosa che non ci saremmo aspettati nemmeno noi.

Gli Inverso sono una band con mille idee, dove l’unione delle diverse arti è alla base del loro progetto e che guarda alla vita e alla musica da una prospettiva diversa, una proposta nuova ed intrigante e un doveroso proseguimento della migliore tradizione cantautorale italiana. Per questo ogni loro performance dal vivo è come un pacco regalo nel quale non sai cosa c’è dentro. Basta scartare per capire cosa ci si trova. Vale la stessa cosa anche per il nuovo disco “Una vita a metà” del quale ne è uscita notizia anche sull’ANSA. Si tratta del  secondo album ufficiale dopo il successo del disco d’esordio ‘La pioggia che non cade’

Anna Russo al violoncello

Anna Russo al violoncello

Al Contestaccio è stato presentato lo scorso sabato 8 ottobre, il video ufficiale di “Fiori di Bach” tratto da questo loro secondo importante lavoro. E’ stato il primo live con la formazione nuova, anche se poi alla fine è cambiato solo il batterista e allo storico drummer del gruppo Mauro Fiore è subentrato  Enrico Caruso alla batteria, gli altri elementi sono sempre Vincenzo Picone al basso, Carlo Picone chitarra, piano e voce, Anna Russo al violoncello e Vincenzo Citriniti al sax.

Il live al Contestaccio è stato improntato per la maggior parte su brani del nuovo album come appunto “Fiori di Bach”, “Una vita a metà”, “Bella de Papà”, “Dorian Gray” e “Tu Ridevi Spesso“, ma che non ha lesinato la riproposizione di alcuni brani più vecchi e molto amati dal pubblico che li segue come “Adesso ad Est“.

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Tra swing, canzone d’autore e folk popolare il nuovo album degli Inverso, appare come un lavoro molto complesso sia nella struttura musicale che nelle tematiche, malinconico per certi versi, al punto da diventare quasi un disco d’atmosfera, che sicuramente segna un passo in più verso la completa maturazione artistica di questo gruppo. Qualcosa di veramente originale, anche se marcatamente richiamante ad un sound ammiccante agli anni ’30 e ’40 in un’epoca in cui sembra scontato e nella quale pare non si riesca più a fare della buona musica. Gli Inverso in questo appaiono come l’isola felice nel mare in tempesta.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Edoardo De Angelis e Michele Ascolese raccontano la canzone d’autore

De Angelis ed Ascoles (5)

In occasione della nuova stagione di “SOPRA C’È GENTE” progetto dell’Antica Stamperia Rubattino, abbiamo incontrato due grandi artisti , Edoardo De Angelis e Michele Ascolese.

Il primo cantautore ed autore (Lella  per se stesso e La Casa di Hilde per Francesco De Gregori sono solo due esempi, N.d.R. ) il secondo grande musicista e chitarrista che ha accompagnato i più grandi artisti italiani specialmente gran parte dela produzione di Fabrizio De Andrè.

De Angelis ed Ascoles (3)

Michele Ascolese, sotto il grande Edoardo De Angelis

DE ANGELIS (1)

Proprio ai grandi cantautori italiani è dedicato il loro ultimo progetto discografico “IL CANTAUTORE NECESSARIO” che vede Edoardo De Angelis alla voce e Michele Ascolese all’arrangiamento di alcune delle canzoni d’autore che hanno segnato il panorama musicale italiano.

Nel video allegato una breve intervista espone la nascita e l’evoluzione del progetto.

Come una piccola antologia live la serata è trascorsa tra splendide canzoni ed aneddoti, sulla nascita dei pezzi e sugli stessi autori, dalle barzellette del “triste”  Endrigo, alle stravaganze di Ciampi, gli incontri con Tenco o Paoli, l’omaggio a Francesco De Gregori produttore artistico del disco.

De Angelis ed Ascoles (1)

Una serata da vivere, per chi conosceva quelle canzoni e per chi le scopriva l’altra sera stessa.

Come hanno detto gli stessi autori, per ora solo dodici artisti per circa una ventina di canzoni, ma molti ne mancano all’appello e se il pubblico apprezza nuovi “tomi” di questa antologia potranno essere prodotti.

Si è respirato di nuovo quel sapore di “cantautorato” che regalava il Folk Studio negli anni sessanta e che ha dato i natali musicali allo stesso De Angelis, a cominciare dai rintocchi della campanella originale che ha accolto nel ’62 Bob Dylan.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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L’estate in jazz di Roma, che non ci siamo dimenticati

AGRUPPO0

TESTI E FOTO DI FABIO SPAGNOLETTO

Il jazz è stato protagonista del ferragosto romano con una bellissima serata alla Casa del Jazz che ha visto protagonista un grandissimo Giorgio Cùscito e molti amici, tra i quali Piji Siciliani e la Swing Circus Crew

Un Giorgio Cùscito in forma smagliante ha entusiasmato il pubblico romano che lo scorso Ferragosto non ha voluto lasciare la Capitale. Anche se ne parliamo solo ora, il jazz è stato grande protagonista con moltissimi eventi di questa estate romana, che per certi versi è stata un po’ sottotono rispetto ad anni passati (colpa forse della crisi), ma ha comunque saputo dare molta qualità.

Giorgio Cùscito

Giorgio Cùscito

Nel giorno più bello dell’anno per vivere e visitare Roma, cioé il 15 agosto, con la città vuota, il traffico pressoché assente ed una calma impensabile in altri giorni dell’anno, dove la Capitale riesce mostrare  le sue bellezze, i suoi silenzi e le sue pigrizie che si tramandano da secoli, nel migliore dei modi, la Casa del Jazz ha dato vita ad una grande festa con la partecipazione anche di PIJI Siciliani che ha eseguito la versione Swing di un brano dei Righeira del 1985, “ L’estate sta finendo” e degli scatenatissimi ballerini della “Swing Circus Crew”

MARIO CAPORILLI

Mario Caporilli alla tromba, sotto Monica Gilardi

MONICA GILARDI

La band al seguito di Cùscito ha eseguito una serie di brani dei più famosi autori jazz e swing: Flyin’ Home di Lionel Hampton, Tuxedo Junction di Erskine Hawkins, Dickie’s Dream di Lester Young, Jumpin’ At The Woodside di Count Basie, Drop Me Off In Harlem di Duke Ellington, T’ain’t What You Do di Sy Oliver, The Flat Foot Floogie di Slim Gaillard e tanti altri ancora per due ore di musica.

La band si componeva di:

Giorgio Cùscito, tenor sax, dir. & arr.
Mario “Rollo” Caporilli, trumpet
Ferdinando ” Ferdy” Coppola, tenor sax & vocals
Gino Cardamone, guitar
Alberto Antonucci, double bass
Fabiano Giovannelli, drums
Monica Gilardi, vocals

Piji Siciliani, ospite della serata

Piji Siciliani, ospite della serata

Lo spettacolo è stato inserito all’interno del programma “Summertime” un’estate di concerti all’aperto alla Casa del Jazz.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Daughter, quando la musica è poesia!

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Elena Tonra dei Daughter

A tre anni di distanza dall’uscita del loro album di debutto, i Daughter – trio londinese, ma dalle origini più svariate ha fatto ritorno ritorno in Italia . A Villa Ada ha presentato i brani tratti dal secondo lavoro “Not To Disappear”.  Ad aprire il concerto WrongOnYou.

Foto di STEFANO PANARO

Elena Tonra, Igor Haefeli e Remi Aguilella, ovvero i Daughter sono riusciti a migliorarsi ancor di più. “If You Leave”, il loro primo lavoro è stato ampliamente premiato dalla critica ed accolto molto bene anche dal pubblico, ma questo secondo album si è dimostrato ancora migliore. Tra i gruppi più interessanti del panorama alternative e della musica d’ambiente, i Daughter occupano un posto privilegiato. Nati artisticamente a Londra circa sei anni fa, per volontà di Elena, voce e chitarrista del gruppo, di orgini svizzere, italiane ed irlandesi, i Daughter si caratterizzano per la loro capacità di commistionare atmosfere suggestive nei loro brani, esplorando continuamente nuovi orizzonti musicali e sperimentando sempre nuove idee.

Marco Zitelli, protagonista della serata con il suo progetto WrongOnYou

Marco Zitelli, protagonista della serata con il suo progetto WrongOnYou

Not To Disappear” è il risultato di questa ricerca della perfezione: un caleidoscopio di emozioni, epico e molto più ambizioso del primo lavoro della band, caratterizzato da una perfetta fusione tra il suono e la magica voce di Elena Tonra.

Un album poetico che riesce a scavare nel profondo e arrivare davvero al cuore, a tratti drammatico, a tratti magico, è difficile definire la serie di emozioni  che rilascia l’ascolto dei brani di questo album, come del resto era difficile anche farlo per il precedente “If You Leave

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Igor Haefeli, sotto Remi Aguilella, rispettivamente chitarra e batteria dei Daughter

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Il gran numero di persone presenti a Villa Ada ha dimostrato come  il fascino di questa giovane band abbia già colpito molti e la curiosità attorno a loro e alla loro musica si stia diffondendo a macchia d’olio un po’ ovunque. Evidentemente, la buona musica, quella di qualità, non quella ridotta a puro mercimonio, sta trovando nuovamente il suo spazio, tornando finalmente ad essere apprezzata come merita.

Di questi tempi si sente il bisogno di un po’ di magia, e dal canto loro i Daughter se ne portano un po’ dietro per poi, in occasioni come questa, distribuirla sottoforma di musica. Il concerto che hanno tenuto a Villa Ada è stata poesia allo stato puro, un momento di quelli che, chi ama la buona musica non può farseli sfuggire. C’è musica e musica, c’è ascoltare ed ascoltare, poi ci sono gruppi come i Daughter, ed è tutta un’altra cosa.

Ad aprire la serata a Villa Ada, un giovane ed interessante cantautore romano, Marco Zitelli con il suo progetto elettro-acustico sperimentale WrongOnYou, protagonista di un breve, ma intenso, live set che ha fatto da spalla al trio londinese.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

WRONGONYOU

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Grande festa a Villa Ada con le Radici nel Cemento e i Train to Roots

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La storica band reggae romana sale sul palco di Villa Ada Roma Incontra Il Mondo dopo il ritorno sulla scena con il singolo “Movimento Lento” e l’ album “7”.  Ad aprire il concerto i Train to Roots, band sarda che presenta il suo quinto album “Home” al pubblico di Villa Ada.

Foto di VALENTINA VENDITTI

L’ atmosfera che si respira è quella della classica estate romana, rilassata e divertita. Gente ai tavolini del bar si gode la tregua della canicola estiva che ci ha messo a dura prova nei giorni scorsi e si prepara al concerto dei più famosi esponenti del reggae italiano.

Ad aprire il concerto arrivano sul palco i Train to Roots, band attiva dal 2004 e ad oggi considerati tra i migliori gruppi reggae in Italia. Il pubblico sembra apprezzare molto il loro mix di rock e roots reggae, è ben riconoscibile nelle sonorità il mood jamaicano con incursioni di beat dell’underground elettronico moderno. Si vede e si sente l’esperienza decennale del gruppo con un live potente ed esplosivo. Si balla, ci si scatena ma ci sono anche momenti per riflettere, come nella migliore tradizione reggae; i testi impegnati spaziano dalla critica ai politici e alle leggi restrittive, al bisogno di tolleranza e di rispetto reciproco delle differenze in un mix che ci fa pensare ma divertire allo stesso tempo. Inoltre il loro aspetto è uno spettacolo per gli occhi: lunghi rasta, vestiti larghi e colorati, cappellone a scacchi, un telo jamaicano appoggiato alla tastiera ci fanno sentire quasi più a Kingston che non a Villa Ada.

Il gruppo dei Train To Roots che ha aperto la serata

Il gruppo dei Train To Roots che ha aperto la serata

A riportarci a Roma ci pensano le Radici nel Cemento con “SoRugantino” e “Cucina Casereccia”.  La gente adora il suono del reggae più autentico e scanzonato, che con il dialetto romano fa arrivare chiaro e diretto il messaggio, una critica alla società dei magnaccioni, su chi lucra e sfrutta la nostra bella città alle spalle della gente che combatte con il precariato. Si continua con “Bella Ciccia” un omaggio alle donne e alla loro naturale morbidezza che spesso viene combattuta strenuamente a colpi di diete, rincorrendo un modello sbagliato e distorto di bellezza. E qui il pubblico femminile ha apprezzato molto e si è scatenato al ritmo incalzante della musica; a volte bastano poche parole ma buone e si è in grado di infondere una tale predisposizione d’ animo positiva che è bellissimo vedere come le persone riescano ad abbattere i propri complessi e a lasciarsi andare. Si continua con una delle canzoni più famose delle Radici nel Cemento, “Alla rovescia”.

Giorgio Spriano delle Radici nel Cemento

Giorgio Spriano delle Radici nel Cemento

Il pubblico canta in coro con loro e i ricordi si fanno strada nei pensieri. Momenti esilaranti si alternano a messaggi dal significato più profondo ed emozionante, critiche e riflessioni su un sistema corrotto e distorto a cui le Radici nel Cemento contrappongono la loro filosofia di amore verso il prossimo, richiamando ad uno stile di vita più lento e naturale che ci liberi dalle catene e dalle prigioni che a volte sono anche mentali.

Giulio Ferrante(Radici nel Cemento)

Giulio Ferrante(Radici nel Cemento)

Con “La vita è ‘na guera”, uno dei momenti più intensi del concerto, cantata con la voce tremante e accorata e il ritmo scandito, c’invitano a non lasciarsi mai andare nonostante le difficoltà che si incontrano, perché la vita vale sempre la pena di essere vissuta appieno. Tra la gente tanti sguardi intensi ed emozionati. Ma la tristezza è bandita ad un concerto delle Radici nel Cemento e con “Sognando Jamaica” la gente canta in coro con il gruppo e si lascia cullare dalle dolci note mentre con “La Skampagnata” ormai non ci sono più freni inibitori e si vedono coppie e gruppi di persone che ballano e si dimenano in maniera forsennata. Divertimento puro.

Ottimi musicisti, carisma e musica allegra sul palco di Villa Ada, ecco gli ingredienti di un grande spettacolo.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

TRAIN TO ROOTS

RADICI NEL CEMENTO

 

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Arisa incanta a Villa Ada

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Artista delicata e sensibile, voce di talento, fanno di Arisa un personaggio apprezzato dal pubblico. La sera del 3 agosto è stata protagonista nel parco romano di Villa Ada per il festival Roma Incontra il Mondo presentando i brani del suo nuovo disco “Guardando il cielo” e tutti i principali successi della sua carriera, ancor breve ma comunque piena di spunti interessanti

Foto di STEFANO PANARO

Arisa, tra le cantanti italiane di ultima generazione è quella che ha effettuato la metamorfosi più completa: nel tempo ha cambiato radicalmente look, stile e genere musicale, raggiungendo una maturità artistica in tempi rapidissimi, riuscendo a proporsi a un pubblico sempre più variegato ed esigente.
L’avventura televisiva con “X-Factor” come giudice e poi al Festival di Sanremo come co-conduttrice insieme ad Emma, al fianco di Carlo Conti, il debutto cinematografico, la filantropia a sostegno della Fondazione Francesca Rava e quindi l’incontro con i bambini di Haiti, l’esperienza anche di scrittrice con la pubblicazione di due libri, fanno di Arisa un’artista completa, virtuosa e dalle immense doti umane.

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Diciamoci la verità: in pochi avrebbero scommesso che avrebbe fatto molta strada dopo il motivetto-tormentone “Sincerità” del 2009. Si pensava ad un’altra meteora incapace di liberarsi del personaggio retrò che si era cucito addosso con quei grandi occhiali dalla montatura nera e quel look anni Venti, che sarebbe durata il tempo del successo di quel brano.

Invece miss Rosalba Pippa (questo il vero nome di Arisa), continua a stupire ogni giorno sempre di più. Un personaggio che come pochi, sa regalare sorprese dopo sorprese.

Mercoledì 3 agosto è stata protagonista in concerto a Villa Ada con una data del tour “Voce destate“. Un bel live nel quale ha presentato i brani del suo nuovo disco “Guardando il cielo” e tutti i principali successi della sua carriera, ancor breve ma comunque piena di spunti interessanti, da “Sincerità” a “Controvento“.

Un concerto in cui si sono messe in mostra tutte le sue sfumature (potremmo definirle le “50 sfumature di Arisa”): le sue tante contraddizioni, che la fanno a volte dolce, a volte divertente, a volte sexy, un po’ noir ed ammiccante, come quando si è presentata sul palco con il volto coperto da un sottile velo nero. La sua stessa musica è una commistione di generi che spaziano dal pop allo swing con invidiabile leggerezza.

Straordinario talento ma anche straordinaria creatività, coraggio di mettersi sempre in gioco: con “Una notte ancora”, scritta dalla stessa Rosalba sperimenta anche l’elettro-pop, nell’ elegante e malinconico pezzo sanremese “Guardando il cielo“, si percepiscono venature di bossa nova, in “Fidati di Me” sono presenti sonorità orientaleggianti, mentre in “Per vivere ancora” si ritorna molto alla prima Arisa, quella che strizza l’occhio allo swing e alle sonorità anni Quaranta.

I tanti differenti volti che Arisa riesce a mostrare e che proprio per questo ci piace e continua a piacerci.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Con Mezzosangue, Postepay Rock in Roma 2016 chiude nel segno del rap

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Mezzosangue sbarca sul palco del prestigioso Postepay Rock In Roma per #TheItalianWay e chiude la stagione estiva dei grandi concerti.

Foto di VALENTINA VENDITTI

Per un giovane rapper romano avere la possibilità di chiudere la stagione estiva a Rock In Roma deve essere una grande emozione, ma Mezzosangue non ha tradito le aspettative e ha dato prova di saper prendere il palco e di saperlo padroneggiare alla grande, coinvolgendo il pubblico e scandendo le sue rime con passione e grinta. La tappa romana fa parte del tour Soul of a Superdrum che lo sta portando in giro per l’ Italia.

Inizia così tra le note di “Armonia e Caos”, un pezzo dal profondo significato e dalle sonorità intense e malinconiche  “forse non sapranno quanto hai fatto per me, forse non c’avranno l’arte avranno i numeri e se, così sarà io avrò fallito e sarò morto per te, come un soldato in una guerra di parole e di idee….” e su questa ultima frase il pubblico si infervora. La canzone fa parte dell’ ultimo album, Soul of a Supertramp, uscito nel 2015 prodotto da Beat e Squarta con l’ etichetta Hurricane Arts.

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Tra il pubblico ragazzi molto giovani o come me più maturi ascoltatori del rap. C’è grande attesa nell’ aria, il fronte palco si riempie sempre di più e si percepisce anche una certa curiosità sull’ esibizione di un ragazzo molto giovane ma dal grande talento. Devo dire che personalmente è stata una bella emozione assistere ad una tappa così importante della carriera di questo rapper, che ha sempre anteposto le sue liriche intense al suo aspetto, a dispetto di un mondo fatto di immagini da condividere e da apprezzare, lui che si è sempre presentato sul palco portando un passamontagna e proponendo il suo rap aggressivo, pessimista al limite del nichilismo ma profondamente intimista e riflessivo.

MEZZOSANGUE (3)

Si continua con “Soul of a Supertramp” “Out of My Mind”, “De Anima”, “Silent Hill”, “Ectoplasmi” “Benoit Lecomte”. Mezzosangue sembra non volersi fermare, è un fiume in piena, i ritmi sono incalzanti, le rime sparate con forza e grinta e il pubblico agita le teste e protende le mani in aria, salta, si dimena, canta. Sembrano tutti rapiti, quasi in tranche, indecisi tra l’ascoltare e riflettere sul significato profondo delle rime (che durante un live hanno una cassa di risonanza ancora più amplificata) e tra la necessità di muoversi e scatenarsi sulla potenza dei bassi. Ma è su “Sangue” che c’è una vera ovazione, sembra quasi un inno, da cantare a squarciagola e con le mani che fanno su e giù come nei più classici concerti rap dove il coinvolgimento della gente è essenziale. Mezzosangue continua con “Musica Cicatrene” e qui anche quei pochi che non conoscevano le sue canzoni non possono astenersi dal cantare e dallo scatenarsi.

MEZZOSANGUE (7)

Osservo i ragazzi ormai dalle retrovie, c’è chi fuma e beve e chi si abbraccia e si bacia, tra sorrisi e sguardi intensi, in questa calda notte romana Mezzosangue ci ha emozionato e ha toccato le corde più profonde della nostra anima, chiudendo degnamente la grande stagione estiva di Rock In Roma.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

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Ottimo live Salmo, ci sorprendi sempre.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (16)

Salmo ritorna a Roma sul palco del Postepay Rock In Roma all’interno della sessione #TheItalianWay dopo il sold out di aprile all’ Orion per l’ Hellvisback Tour.

Foto di VALENTINA VENDITTI

Non è da tutti riuscire a richiamare così tante persone dopo aver cantato solo qualche mese fa. Ma Salmo è riuscito nell’ impresa. L’area antistante il palco del Postapay Rock In Roma era gremita di ragazzi, l’attesa era spasmodica e io, onestamente, non pensavo di trovare tutta quella gente dopo il concerto di aprile. Segno che il rapper sardo ha conquistato il cuore di molti, sta avendo sempre più consensi e uno zoccolo duro di fans che lo sostiene. D’altronde questa è la filosofia della Machete, collettivo di rappers, produttori, grafici e videomakers, che più di chiunque altro ha capito che l’ unione fa la forza, supportandosi e promuovendosi vicendevolmente.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (8)

Lo striscione gigante alle spalle della band con il personaggio di Hellvisback dà l’ idea di quanto sia potente l’ immagine di Salmo. E’ bastato vederlo calare per far esultare il pubblico che si stava consumando nell’ attesa. Ma è quando Salmo arriva sul palco con “Mic Taser” che la gente esplode in un boato e al rapper non resta altro che travolgere tutto e tutti con il suo sound aggressivo e la voce roca e potente. Oltre a Dj Slait alla consolle, abbiamo una band di tutto rispetto che lo accompagna, formata da Jacopo Volpe alla batteria, ex dei Vanilla Sky, al basso Dade dei Linea77 e alla chitarra Mark Azary.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (5)

Salmo si esibisce con “Io sono qui” e “Giuda”, alcuni tra i brani dell’ ultimo album Hellvisback, dalle sonorità elettroniche e dai ritmi incalzanti. Impossibile stare fermi. Si continua con classici come “Russel Crowe” e “Stupido gioco del rap” amatissimi dal pubblico.

Salmo è visibilmente soddisfatto, tanto da fermarsi ad osservare i fans con il sorriso sul volto… l’emozione che trapela dal suo sguardo è uno dei momenti più intensi.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (10)

All’ apice del concerto Salmo richiama la folla e gli chiede di dividersi, un po’ come Mosè con le acque. Ma il fine è decisamente un altro… parte la band con hardcore puro e i ragazzi iniziano a pogare in vecchio stile rock. Metto la reflex al sicuro e assisto divertita ad un momento di puro caos e sana follia.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (21)

Salmo riparte con un classico che trascina la folla, “S.A.L.M.O.” Le mani sono in alto, le teste che si agitano, mille voci che cantano.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (23)

Si continua con i brani di Hellvisback fino all’ arrivo a sorpresa di Nitro, altro esponente della Machete, che intona alcune strofe tra la reazione di sorpresa del pubblico e gli applausi. Non una semplice visita di cortesia: Nitro infatti è sul palco per ritirare il premio Disco d’Oro per l’ album Suicidol e Salmo ritira il Disco d’ Oro per l’etichetta Machete. Ovazione del pubblico.

Ottimo live Salmo, ci sorprendi sempre.

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