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Tribute Band Archivio

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Pink Floyd Legend, ad Ostia Antica rivive il mito del “Live at Pompeii”

Pink Floyd Legend

Dopo il Summer Tour 2016, che li ha visti suonare in diversi Festival d’Italia, il 17 settembre i Pink Floyd Legend proporranno in prima assoluta al Teatro Romano di Ostia Antica “Live at Pompeii”. Uno scenario unico e suggestivo, che sarà reso ancora più incantevole dalla magica musica dei Pink Floyd Legend.

Lo spettacolo dei PFL si sviluppa attraverso l’esecuzione dell’intero repertorio di brani del Live At Pompeii, calato in una cornice scenografica che riproduce la suggestione delle atmosfere, dei suoni e delle luci dell’originale. Per questo i Pink Floyd Legend scelgono di suonare questo live tutto d’un fiato concentrandolo in un’unica metà del loro spettacolo, nella originaria formazione a quattro, e dando spazio all’improvvisazione per ricreare il sound psichedelico e inconfondibile dei Pink Floyd del primo periodo. Prima di essere suonato, il Live At Pompeii va infatti “sentito e vissuto” tanto è particolare nella scelta dei brani, nella modalità di esecuzione e nell’arrangiamento. Qui si vedono i veri Pink Floyd, grandi improvvisatori e creatori di incredibili atmosfere e sonorità senza l’utilizzo di effetti speciali ma con il solo ausilio della strumentazione di base. Non a caso la cornice essenziale per la realizzazione dello show è l’utilizzo della stessa strumentazione dell’originale: il grande gong al centro della scena è quello utilizzato da Waters con tanto di fiamme; la batteria ha le stesse decorazioni sulla doppia cassa come quella di Mason; la chitarra è la Black Strat di Gilmour dal primo aspetto con il palettone anni 70′ e il battipenna bianco; il basso è il Sunburst con il battipenna tartarugato; infine l’organo è il Farfisa Compat Duo con il quale Wright riusciva a creare le sue indimenticabili melodie e le celestial voices di A Saucerful of Secrets.

PFL 2

L’intero spettacolo è accompagnato da stralci di immagini tratte dal film, proiettate sul megaschermo circolare. situato, nel rispetto della migliore tradizione floydiana, sullo sfondo del palco. I PFL, oltre ad aver riproposto questo show nei principali palchi romani, nell’estate del 2012 hanno dato vita ad un memorabile Live At Pompeii nella suggestiva cornice dell’anfiteatro romano di Bleso a Tivoli .

LA STORIA

All’apice della notorietà, mentre a Parigi si abbozzava Dark Side of the Moon, i Pink Floyd ricevettero l’offerta di girare un film-concerto.  Il regista Adrian Maben ebbe l’idea di ambientarlo in uno scenario assolutamente anticonvenzionale e scelse l’anfiteatro di Pompei. Il film, Pink Floyd – Live At Pompeii, apparve nel 1971 e resta tuttora un passaggio memorabile della storia del rock: memorabile sia per l’esecuzione in uno spazio vuoto (non più ripetuta da altri, se non come citazione di questa), sia per gli effetti audio-visivi utilizzati. Il live, infatti, è stato girato nell’era dei concerti megalitici con migliaia e migliaia di spettatori ma, al contrario di questi, nel Live At Pompeii il pubblico viene lasciato fuori dell’arena per avere la massima purezza di suono ed elevare la musica al livello di massima protagonista.

Pink Floyd Legend – Live At Pompeii

Riproposizione integrale del leggendario concerto-evento del 1971Live at Pompei  e dei grandi classici del repertorio “Floydiano”

TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA

Sabato 17 settembre 2016 ore 21.00

FABIO CASTALDI – Bass, Vocals, Gong
ANDREA FILLO – Guitar, Vocals
EMANUELE ESPOSITO  – Drums
SIMONE TEMPORALI – Hammond, Farfisa Compact Duo, Piano, Vocals

PAOLO ANGIOI – Acoustic, Electric and 12 string Guitar, Bass, Backing vocals
MICHELE LEISS – Sax MARTINA PELOSI – Backing vocals
SONIA RUSSINO – Backing vocals
GIORGIA ZACCAGNI – Backing vocals
ANDREA ARNESE – Video/Audio Effects, Keytar, Acoustic Guitar

Biglietti: I SETTORE €. 34,50
II SETTORE €. 28,00
www.pinkfloydlegend.it

Biglietti in vendita su www.ticketone.it e www.bookingevents.it

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Durga McBroom presenta al Contestaccio insieme ai Pink Floyd Legend il The Dark Side of the Moon SummerTour 2016

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 Dopo il grande successo di pubblico ottenuto nel 2015 quando lo spettacolo ha fatto registrare il tutto esaurito nelle città di Roma Auditorium della Conciliazione, Napoli Palapartenope, Milano Linear4Ciak, al Festival Eutropia ex Mattatoio Testaccio Roma contando più di 2000 persone i Pink Floyd Legend tornano con  The Dark Side of the Moon SummerTour 2016. Con loro ci sarà un’ospite d’eccezione: Durga McBroom per anni vocalist femminile dei Pink Floyd

La cantante americana Durga McBroom è per molti considerata l’unico componente femminile ad aver mai fatto parte dei Pink Floyd. Corista e voce femminile storica del gruppo, se Clare Torry fu l’originale e toccante autrice di quell’assolo vocale che ha reso immortale il brano “The Great Gig in The Sky” ad eseguirlo live nei concerti, prendendo parte come seconda voce e coro anche in altri brani è sempre solo stata Durga McBroom. Si può considerare lei la vera “lady Pink Floyd”.  Sin dal 1987 con “A Momentary Lapse Of Reason” è sempre stata presente in ogni album della band britannica e nei tour mondiali che hanno seguito, incluso nell’ultimissimo lavoro, “The Endless River”. Durga McBroom ha collaborato anche singolarmente con David Gilmour, essendo presente in molti dei lavori solisti di quest’ultimo.

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Durga in questi giorni si trova in Italia, per presentare il suo progetto con i Pink Floyd Legend,  che hanno raggiunto la notorietà grazie a una serie di spettacoli tematici sull’universo ‘floydiano’ di grandissimo successo: dall’esecuzione integrale con orchestra dell’album The Final Cut (prima assoluta mondiale) in occasione delle celebrazioni per il 70nnale dello sbarco di Anzio, alle quali è stato presente lo stesso Roger Waters, fino al monumentale spettacolo dedicato alla suite Atom Heart Mother, riproposta con l’ausilio di coro e orchestra, con il quale tra il 2012 e il 2015 hanno ottenuto quattro sold out al Teatro Olimpico e all’Auditorium della Conciliazione di Roma o anche  il Live at Pompeii, eseguito nell’Anfiteatro Romano di Bleso a Tivoli.

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Con i Pink Floyd Legend sarà in scena per ben due spettacoli, il 31 luglio allo Stadio Comunale di Rieti e il 2 agosto al Arena Fregene Summer Festival! Con la sua inconfondibile voce arricchirà ulteriormente di fascino e magia “The Dark Side Of The Moon” opera riprodotta magistralmente, con l’ausilio di video dell’epoca, schermo circolare a supporto visivo della musica, strumentazoni  originali, effetti speciali e laser, dagli eredi più credibili del “Pink Floyd Sound”.

Venerdì 29 luglio, Durga McBroom sarà ospite al Contestaccio, Via di monte Testaccio 65, a Roma alle ore 21.30 per presentare alla stampa insieme ai Pink Floyd Legend il Summer Tour e per incontrare appassionati e fan, anche in questo caso è disponibile per le interviste.

I Pink Floyd Legend, oltre alle due date già citate saranno in scena anche il 4 agosto all’Anfiteatro Romano di Ferento(Viterbo) e il 5 agosto all’Anfiteatro Romano di Albano Laziale (Roma)

The Dark Side of the Moon SummerTour 2016.

THE DARK SIDE OF THE MOON

31-07 Chieti- Stadio Comunale (Feat. Durga Mc Broom)
02-08 Arena Fregene- Summer Festival (Feat. Durga Mc Broom)
04-08 Ferento- Anfiteatro Romano
05-08 Albano Laziale- Anfiteatro Festival

Presentazione in ANTEPRIMA venerdì 29 luglio ore 21.30 c/o ConteStaccio Via di Monte Testaccio, 65, 00153 Roma

MANAGEMENT e ORGANIZZAZIONE:

Menti Associate
Gilda Petronelli – Fabrizio Pizzari
Tel. 06-97602968
www.mentiassociate.it

Ufficio Stampa & promozione eventi:
Marina Luca
E-mail mlmarinaluca@gmail.com
Personal + 39 339 7716731

Staff di Produzione:
Direttore di Produzione:
Pietro Petronelli
Service Audio-Luci-Video e Laser Show:
EVENT PROJECT di Yuri Lattanzi
Effetti Speciali:
SFX RICCI – Roma
Webmastering & design
Paolo Carnelli
www.paolocarnelli.com
www.opento.it

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Exciter’s, oltre le cover

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La band-tributo dei Depeche Mode si è esibita ieri sera al Pride Pub di Roma, in un set pieno di qualità e fascino.

Decidere di essere una coverband ha i suoi rischi, anche se si viene trasportati dalla passione e dal desiderio di imitare il proprio gruppo preferito. Decidere di essere anche una band che scrive e pubblica la propria musica è una doppia sfida. Gli Exciter’s hanno deciso che ne valeva la pena, dimostrandolo ieri sera al Pride Pub di Roma, con un concerto di notevole spessore, seguito in diretta streaming da www.duranradio.com.

Accanto ai grandi successi della band di Basildon, infatti, sono stati eseguiti  interessanti brani originali, tra cui la splendida “Deeper arrogance“.

Si apre con “World in my eyes“, allacciandola a “Dream on” in una sorta di abbraccio ideale.

Seguono poi “Precious“, amara come sempre e “John the revelator“, ossessiva e accattivante, entrambe tratte da “Playing the Angel“.

La band suona con estrema complicità e sinergie collaudate. Alla chitarra, eccezionalmente, c’è Giuseppe Bellobuono dell’altra tribute band Cure Anomalies, la sua impronta si fa apprezzare, così come il cantante Vincenzo non imita Dave Gahan, ma riveste i brani di un magnifico e personale timbro, come quando canta “Walking in my shoes“, resa ancora più cupa e con un drumming incisivo.

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L’altra particolarità degli  Exciter’s è lei, Kris, voce potente e profonda e grande charme, che per esempio esalta la bellezza della ballad “Home“, scritta da Martin Gore (come del resto molti successi dei Depeche Mode).

La scaletta propone poi “In your room” “Strangelove” e le evocative “Soothe my soul” e “Never let me down again“.

La chiusura dello show non può lasciare indifferenti: pezzi da Novanta come “I feel you” e le leggendarie “Enjoy the silence” e “Personal Jesus“, la prima rivisitata con uno struggente intro di piano e un intermezzo di assolo di batteria, la seconda fedelissima all’originale.

Si chiude con le più classiche sonorità anni ’80, “Everything counts” è un tripudio di synth ed elettronica al cubo e tutti ballano, come usava all’epoca.

 



 

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Terzo Tempo e Max Cottafavi, urlando contro il cielo al Jailbreak Live Club

Max Cottafavi e Terzo Tempo (50)

I Terzo Tempo si riconfermano una delle cover band più seguite degli ultimi quattro anni. Un concerto di alto livello tecnico, al quale, tra il pubblico, erano presenti anche i simpatizzanti della pagina facebook Roma per Liga. Alla chitarra Max Cottafavi, collaboratore di Liga, ha accompagnato la band per quasi tutto il live. In apertura Davide Lo Surdo, il ragazzo prodigio che il 24 marzo aprirà a Michael Angelo Batio.

Foto di Stefano Panaro- Testo di Ilaria Degl’Innocenti

I Terzo Tempo, con il loro live show, hanno messo in scena uno spettacolo di alto livello tecnico. Vi ha preso parte il rinomato e camaleontico chitarrista italiano Max Cottafavi, al quale non potevano mancare gli appartenenti alla pagina facebook Roma Per Liga, che sta diventando nella Capitale un punto di ritrovo e riferimento per chi segue l’artista. Serata quindi trascorsa rivivendo le mille e una emozione che le sue più famose canzoni scaturiscono, diluite in uno spettacolo unico, perfetto.

Si apre il sipario e sale sul palco Davide Lo Surdo, che interpreta con stile ed eleganza alla chitarra un repertorio di quattro brani. E’ veloce, pieno di grinta ed energia, ma soprattutto è rapido nel manovrare la chitarra, tanto che è difficile vederne i movimenti a occhio nudo. Un’esecuzione impeccabile, da maestro, superlativa.

E’ straordinario vedere tutto questo gran talento racchiuso in un ragazzo di soli 15 anni. Il 24 marzo prossimo aprirà il concerto del Planet di Michael Angelo Batio. Un vero prodigio della musica al quale tutta la sala ha applaudito più che meritatamente. Chapeau.

Davide Lo Surdo

Davide Lo Surdo

Setlist Davide Lo Surdo: Crazy Train – Ozzy Osbourne, Burn – Deep Purple, The Final Countdown – Europe, Smoke On The Water – Deep Purple.

I Terzo Tempo, sono una delle cover band capitoline più seguite degli ultimi quattro anni, e questo lo hanno ampiamente dimostrato, non solo per la loro grinta e il loro carisma, ma anche per la presenza scenica e il savoir faire con il pubblico.

Max Cottafavi e Terzo Tempo (39)
Max Cottafavi è un rinomato chitarrista italiano, che ha accompagnato Ligabue per i primi tre album e in alcuni brani del quarto. Successivamente prende parte ad altri progetti, oltre ad aver suonato con Ian Anderson dei Jethro Tull e affiancato Irene Grandi nel tour Indelebile.
Il 19 settembre 2015 è tornato a Campovolo con Ligabue, per l’esecuzione integrale del primo album ‘Ligabue’, durante “Campovolo la festa”.

Max Cottafavi e Terzo Tempo (33)

Max Cottafavi con i Terzo Tempo

Si è intrattenuto per quasi tutta l’esibizione in un live superlativo e tra le ovazioni dei presenti, entrando per il brano Figlio d’un cane. La band ha inoltre omaggiato una grande fan dell’artista, Rita Alloni, scomparsa a soli 27 anni.

La grande carica e il mood che si respirava al locale è racchiuso in una serata unica, ineguagliabile.

Scaletta Terzo Tempo: Intro – Con la scusa del Rock’n’Roll – Nel Tempo – Tutti vogliono viaggiare in prima – (Entra Max Cottafavi) – Figlio D’un Cane – Quella che non sei – I duri hanno due cuori – Bar Mario – Le donne lo sanno – Bambolina e Barracuda – Ti sento – Ho messo via – Questa è la mia vita – Libera Nos A Malo – Balliamo sul Mondo – A che ora è la fine del mondo – Marlon Brando è sempre lui – M’abituerò – Non è tempo per noi – Piccola stella senza cielo – Urlando contro il cielo – Certe Notti.

GALLERIE FOTOGRAFICHE A CURA DI STEFANO PANARO

DAVIDE LO SURDO

MAX COTTAFAVI E TERZO TEMPO

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Al Let It Beer è andata in scena la grande festa per Carlo Catelli ed i Runaway

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Torniamo ad occuparci di una Tribute band di nostri amici, i Runaway, tribute dedicata a Jon Bon Jovi. Avevamo promesso ad inizio anno di tornare ad occuparci quel tessuto musicale underground, fatto di piccoli festival, contest e tanta buona musica emergente che ha bisogno di far sentire la sua voce, incluse alcune ottime tribute band, fatte da musicisti navigati di vecchia data, come Carlo Catelli, voce e frontman instancabile di questa band, che da anni propone i brani del grande artista del New Jersey e della sua band omonima, con energia e grinta da vendere.

Parliamo dell’ultimo concerto che i Runaway hanno tenuto al Let It Beer, locale situato in Piazza delle Crociate a Roma.

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Una serata di grandi emozioni e grande musica, con un Catelli in formissima che si trovava a festeggiare assieme a componenti di vari amici di altre celebri band romane il suo compleanno. Musicisti di band romane che sono saliti sul palco ed hanno eseguito a Catelli e alla vocalist Ilaria Caffarelli i più celebri brani di Bon Jovi, come “Dead or Alive”, dove Ilaria Caffarelli ha avuto modo di esprimere al meglio le sue potenzialità vocali ed artistiche, in una magistrale interpretazione.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Morning Star, quando la musica diventa un…Artificio

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E’ con grande piacere che torniao a parlare dei Morning Star di Marco Carpita, gruppo tribute della leggendaria band dei Blackmore’s Night di Ritchie Blackmore, ex Deep Purple, che dopo vari progetti, incluso quello dei Rainbow, ha recuperato le atmosfere oniriche del renissance rock con questo gruppo.

 I Morning Star  sono la tribute band ufficiale dei Blackmore’s Night il progetto dell’ex Deep Purple Ritchie Blackmore, una delle pochissime in Italia. Il fondatore di questa particolarissima tribute band è Marco Carpita.
Chi ci segue da più tempo, avrà avuto modo di leggere le interessanti recensioni che abbiamo fatto di questa tribute band in passato.
Marco Carpita, amico di vecchia data di RomaSuonaBene, musicista da oltre trent’anni, ha fatto della sua passione per l’arte uno scopo di vita. Personalità dotata di profonda sensibilità: convinto sostenitore dei diritti degli animali e della difesa dell’ambiente, del vegetarianesimo, della meditazione e della filosofia ayurvedica, uomo di grande cultura prima che musicista, studioso per diletto della musica medievale e della cultura celtica, appassionato di rock, astronomia, pittura ed arti figurative.
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Ci riteniamo fortunati ad aver avuto modo di conoscerlo e di ascoltare soprattutto quello che propone.
Non è facile in Italia portare avanti con determinazione simili realtà; la cultura musicale nel nostro Paese purtroppo è largamente limitata. Ciò tuttavia, non scoraggia gruppi come i Morning Star, che portano avanti questo progetto da tempo, cercando di diffondere le canzoni dei Blackmore’s Night, ancora pressoché sconosciuti in Italia, anche se un po’ di meno rispetto a quando i Marco Carpita  ha iniziato quindici anni fa a proporli per locali, teatri e piazze insieme ai Morning Star.
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L’occasione per rivederli è stata, sabato 5 marzo al Teatro Artificio di Vicolo della Campanella, 4 a  Roma.  La Sala era piccola ma totalmente piena. Presenti  in platea tra gli altri parecchi musicisti di band romane e l’attrice Chiara Noschese. Luci dirette da Paolo Castellani (tastierista dei Runaway ).  Il Pubblico ha gradito lo spettacolo mostrandosi divertito e richiedendo alcuni bis.
La band, rispetto all’ultima volta che abbiamo avuto modo di recensirli si avvale di una nuova vocalist prinicipale: Catia Niccolai
Il Teatro Artificio che ha ospitato la serata viene gestito dall’Associazione Culturale “Artificio”. É un’associazione che nasce dall’idea di Stefano Arditi, Raffaele Filaci e Vincenzo Scognamiglio. Il primo obiettivo di quest’associazione culturale é quella di offrire uno spazio nel quale le arti possano nascere, crescere ed esplodere.
Tra le principali attività offerte possiamo trovare:
• Attività formative musicali come laboratori, musica d’insieme, cori
• Laboratori teatrali per tuttle le età
• Corsi di danza (classica, modern, propedeutica,hip hop), laboratori coreografici
• Corsi di magia, cabaret, commedia dell’arte
• 2 Sale prove
• Sala convegni
Qui di seguito la scaletta del concerto:
Intro/Written in the stars/Cartouche/Play minstrel play/Under a violet moon /Queen for a day/Ariel/Ghost of a rose /Home again /Dancer and the moon /Temple of the king/Beethoven/The Circle/All the fun of the fayre /Fires at midnight
Encore :Soldier of fortune/All for one
GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO
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Lo show Echoes In Time, conquista il Brancaccio

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Tutto esaurito ed un pubblico entusiasta al teatro Brancaccio di Roma, per lo spettacolo che ha omaggiato il genio e il talento dei Pink Floyd, in maniera particolare quello di Roger Waters. Sul palco i soundEclipse, accompagnati per l’occasione dalla Pink Strings Orchestra diretta dal Maestro Michele Tisei ed un coro di trenta bambini in accompagnamento ad “Another brick in the wall”

Ci sono storie musicali che appartengono ad ognuno di noi e che attraversano intere generazioni. Il pubblico intergenerazionale visto in occasione dello spettacolo “Echoes in Time-Pink Floyd & Orchestra” al Brancaccio di via Merulana a Roma, lo scorso 13 febbraio, è un chiaro esempio di come una band nata nel 1968 e de facto scioltasi più o meno ufficialmente nel 1995 (salvo l’esperimento finale “The Endless River” che ha coinvolto due ultimi elementi della band nel 2014), riesca ancora a coinvolgere, non solo chi quegli anni ha vissuto la loro musica, ma anche solo chi l’ha conosciuta attraverso i prorpi genitori o i propri nonni.

Vi erano quartantenni, cinquantenni, sessantenni, ma anche adolescenti e ventenni. C’era chi è nato nell’anno dello scioglimento della band, chi ha conosciuto solo il loro ultimo lavoro, chi magari li ha visti solamente una volta, magari in occasione dei due storici concerti italiani che tennero nel 1987 a Venezia o nel 1994 a Cinecittà a Roma.

Un vasto pubblico entusiasta che ha applaudito soddisfatto e gremito in ogni ordine di posto. Lo spettacolo era un grande omaggio al talento dei Pink Floyd, in maniera particolare quello di Roger Waters. Sul palco i SoundEclipse, accompagnati per l’occasione dalla Pink Strings Orchestra diretta dal Maestro Michele Tisei ed un coro di trenta bambini in accompagnamento ad “Another brick in the wall“.

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I soundEclipse non sono nuovi a simili esperimenti. La band è composta da Stefano Cacace, voce e chitarra, Marco Zanni, chitarra, Alessio Santoni, batteria, Emiliano Zanni, tastiere e synt, Andrea Agates, basso, Roberto Sbriccoli, chitarra. Hanno riscosso molto successo con lo spettacolo “Il Muro” per la regia di Angelo Longoni, andata sold out in pochissimo tempo.

La scaletta ha principalmente interessato l’album “Meddle” (che conteneva per l’appunto il brano “Echoes“) ma non solo. Sono state eseguite con l’ausilio anche dell’orchestra, composta da quattordici elementi brani memorabili della discografia della band inglese come “Wish You Where Here”, “Comfortably Numb”, “Hey You”, “Mother”, “Shine On You Crazy Diamond”, “Time”, “Money” e “Another brick in the wall” che ha visto in aggiunta un coro di trenta bambini, che sono stati protagonisti anche di brevi coreografie ispirate al tema stesso del brano.

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Il tutto accompagnato da un splendido gioco di luci, laser, immagini che scorrevano retro al palco, tutto per ricostruire  il più possibile fedelmente l’atmosfera di un vero concerto dei Pink Floyd.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Dire Straits Legacy, all’Atlantico ritorna la leggenda

Dire Straits Legacy - Atlantico 2016Grande successo per il concerto romano dei Dire Straits Legacy, il progetto voluto da Phil Palmer e Marco Caviglia e che ha coinvolto anno dopo anno i vari elementi che fecero parte del gruppo o che ne furono solo membri di supporto

Quest’anno non c’era John Illsley impegnato con il suo nuovo disco, non c’era il primo storico batterista Pick Withers (con i Dire Straits dal 1977 al 1982), che vi prese parte quando erano Dire Straits Legend, ma i Dire Straits Legacy si sono comunque presentati con una formazione in grande stile composta da Alan Clark (tastierista dei Dire Straits dal 1980 al 1995), Danny Cummings alle percussioni, Mel Collins al sax, entrambi membri di supporto del gruppo di Knopfler in vari tour, lo stesso Phil Palmer alla chitarra, insieme a Marco Caviglia (voce e chitarra) e Primiano di Biase (tastiere). Quest’anno inoltre si sono aggiunti alla band un vero mito come Steve Ferrone alla batteria e John Giblin bassista scozzese già al seguito in passato di artisti del calibro di Peter Gabriel, Phil Collins, Kate Bush, Alan Parsons, Annie Lennox, Fish e Paul McCartney. Una “concept band”, come amano definirla i suoi componenti, di tutto rispetto.

All’Atlantico di Roma, è andato in scena il tutto esaurito. Davvero, come ebbe modo di dichiarare in una recente intervista che ci ha concesso, Phil Palmer, c’era tanta voglia di riascoltare quella musica dal vivo. I Dire Straits sono stati uno dei gruppi più amati in Italia e che hanno venduto più dischi nel nostro Paese. L’affetto per questa band ed il calore che il pubblico romano ha saputo tributare a questa formazione, sono andati al di là di ogni più rosea aspettativa. Pubblico variegato che andava dai primi fan dei Dire Straits, fino alle nuove generazioni, quelle che hanno conosciuto queste canzoni, tramite l’ascolto dei propri genitori.

L’inizio del concerto è affidato a “Calling Elvis” singolo dei Dire Straits uscito nel 1991 scritto da Mark Knopfler e contenuto nell’album “On Every Street“, sesto e ultimo album in studio del gruppo rock britannico.

Dire Straits Legacy - Atlantico 2016Un inizio scintillante, che grazie alla lunga coda in dissolvenza sul finale ha permesso a Phil Palmer e a Marco Caviglia di esibirsi subito nei primi virtuosismi alla chitarra, che immediatamente hanno scaldato i cuori dei fan. La voce di Caviglia, tra le più simili a quella di Mark Knopfler, e il suono pulito ai limiti della perfezione (e quindi ai limiti del suono che riusciva a dare alle proprie chitarre Mark Knopfler), ha permesso ai tanti che eran li di far riemergere i ricordi dei tanti concerti dal vivo visti e vissuti in quegli anni. Bastava un po’ chiudere gli occhi e pensare di essere in uno degli ultimi show dei veri Dire Straits. Quando Alan Clark, batte le dita sulla tastiera per far rimbalzare le prime inconfondibili note di “Walk Of Life“, la gioia dei fan esplode. “Walk Of Life” veniva messa proprio dopo “Calling Elvis” nell’album live del 1993 “On The Night“.

Qualcuno ha pensato che la scaletta eseguisse minuziosamente le tracce di quell’album. In realtà i DSL, hanno forse scelto di iniziare come omaggio a quell’album live e poi fare un lungo excursus completo dal primo album. Arrivano quindi “Setting me up” (direttamente dal primo album omonimo del 1978), quindi “Follow Me Home” e due delle più attese “Romeo and Juliet” (da “Making Movies” del 1980), che vede l’ingresso sul palco di Mel Collins al sax e “Tunnel Of Love“, tratta sempre dallo stesso album del 1980, che fa scatenare il pubblico sul finale in balli e salti.

Particolarmente bello, è stato rivedere e risentire Alan Clark far scorrere le dita sulla tastiere nel fantastico assolo di pianoforte finale di questo brano, uno dei passaggi musicali più belli (escludendo i vari assoli alla chitarra di Knopfler) di tutta la discografia dei Dire Straits.

Viene poi eseguita “Private Investigations” e ancora la bellissima “Telegraph Road” quest’ultima tratta da “Love over Gold” del 1982; brano mastodontico di ben quattordici minuti e trenta secondi, che pur non avendo avuto una gran diffusione radiofonica data la sua lunghezza, divenne al contrario un must in tutti i concerti dal vivo in quegli anni ed una delle canzoni più apprezzate della band, considerata da molti critici ed appassionati un capolavoro della musica rock.

Il turno successivo è quello di “On Every Street“, brano che ha dato il titolo all’ultimo album della band e per contrasto quello successivo ancora è “Sultans Of Swing“, appartenente invece al disco d’esordio della band e primo grande successo commerciale dei Dire Straits.

Sul finire, Phil Palmer chiama tutti sotto il palco, per il rush finale: il pubblico accorre al richiamo di Palmer per ballare e cantare insieme “Brothers in Arms“, “Money for Nothing“, che non poteva assolutamente mancare e quindi un chicca come “The Bug” e concludere un altro grande capolavoro come “Portobello Belle“.

Galleria fotografica a cura di Mariano Trissati

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Echoes In Time, la leggenda dei Pink Floyd rivive al Brancaccio

Pink Floyd

Più di 50 elementi sul palco tra musicisti ed orchestra, un coro di 30 bambini sul brano “Another brick in the wall”, effetti speciali in quadrifonia, laser show e proiezioni tutto in uno spettacolo che rievoca le migliori performance live dell’intramontabile band britannica: i Pink Floyd.

Nella scaletta i più importanti brani dei PINK FLOYD interpretati dalla band Sound Eclipse già nota con lo spettacolo Sold Out di Angelo longoni “Il Muro”. Ad accompagnare la band ci sarà un Orchestra di 14 elementi il tutto in una fantastica cornice di effetti speciali visivi e sonori.

Marco Zanni, chitarrista dei Sound Eclipse

Marco Zanni, chitarrista dei Sound Eclipse

Questo è lo spettacolo “Echoes In Time” in programma al teatro Brancaccio il prossimo 13 febbraio. Un straordinario spettacolo musicale che attraversa tre decadi di Pink Floyd.

Protagonisti di tutto rispetto saranno Stefano Cacace, voce e Marco Zanni, chitarre, elementi fondamentali dei Sound Eclipse, che saranno accompagnati da Alessio Santoni, batteria e percussioni, Emiliano Zanni, tastiere e sintetizzatori, Andrea Agates, basso e Roberto Sbriccoli, chitarra ritmica.

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Steve Norman il 19 febbraio al Futurarte di Roma

1170867_1004425992936519_7264596597764142313_nSiamo onorati di poter dare in anteprima questa notizia: il sassofonista storico degli Spandau Ballet, sarà a Roma per un evento esclusivo che includerà oltre che alla sua esibizione, un Dj Set con Claudio Ciccone Bros che per tutta la notte accompagnerà i fan per questo raduno, provenienti da tutta Italia.

Steve Norman è stato nei primi album degli Spandau Ballet chitarrista insieme a Gary Kemp. Dal terzo album True invece diventa percussionista , e introduce il sassofono che da allora ha conferito una connotazione significativa alla musicalità del gruppo. Insieme a Tony Hadley e ai fratelli Kemp, sin dalla fondazione dello storico gruppo britannico nel 1979, ha permesso con il suo sax, di dare agli Spanadu Ballet, quell’originalità particolare che da sempre ha caratterizzato i brani degli Spandau, rendendoli riconoscibili sin dal primo ascolto.
Insieme agli Spandau Ballet, Norman ha fatto tournée attorno al mondo riscuotendo successo nel corso degli anni Ottanta. Nel 1985 Norman con gli Spandau Ballet ha suonato al Live Aid nello stadio di Wembley. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1990, Norman si è trasferito nell’isola spagnola di Ibiza, collaborando con numerosi musicisti e produttori, principalmente di musica elettronica, che già risiedevano sull’isola. Nel 2001 fonda il gruppo dei Cloudfish, con il quale lavora fino alla reunion degli Spandau Ballet nel 2009.

Sarà la bellissima location della discoteca Futurarte di Viale della Civiltà del Lavoro, 50/52, all’Eur, tra le più trendy della Capitale ad ospitare Norman per il suo concerto romano.

Ristorante e discoteca futurista conosciuta anche per le esposizioni di quadri contemporanei e i caratteristici lampadari a goccia, offrirà anche la possibilità di cenare.

La serata oltre al concerto di Norman, include anche dj set con Claudio Ciccone Bros, disk jockey e produttore di fama internazionale che accompagnerà i numerosi fan fino a tarda notte con il meglio della discomusic anni Ottanta.

Info e contatti alle pagine  https://www.facebook.com/groups/130304430420440/
https://www.facebook.com/events/201647543506088/
Oppure alla mail ce-73@libero.it (Cesare)