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Alternative Rock Archivio

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Black Rainbows e Cosmic Dead per le battute finali di Roma Incontra il Mondo 2016

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Gli scozzesi Cosmic Dead e i romani Black Rainbows, l’Italia che abbraccia il Mondo e ci si confronta a livello musicale

Foto di STEFANO PANARO

Siamo ormai al termine degli eventi di Villa Ada per Roma Incontra il Mondo, un festival che anche quest’anno ha visto la partecipazione di artisti innovativi, rivoluzionari e davvero interessanti, come questi Black Rainbows, nuova proposta musicale tutta “Made in Rome”.

Molto amati e conosciuti nella Capitale, (il pubblico era quasi tutto per loro, anche se erano il gruppo di spalla) i Black Rainbows sono nati undici anni fa proprio a Roma ed hanno calcato i palchi di molti locali e partecipato a numerosi contest, raggiungendo un pubblico sempre più vasto.

COSMIC DEAD (2)

COSMIC DEAD

Poi da Roma hanno fatto il grande salto per affermarsi anche nel resto del continente europeo, figurando in breve tempo tra le band più apprezzate in Europa per i generi hard rock e stoner, generi che riescono a miscelare molto bene unendoci una buona dose di space rock, acid rock e psichedelia. Sicuramente qualcosa di veramente innovativo.

A Villa Ada nella splendida cornice di uno dei parchi (e dei palchi), più belli e suggestivi della loro città, in occasione di un grande evento, beh….si può dire che hanno quasi coronato  il sogno di essere finalmente profeti in patria, cosa non facile se fai certi generi di nicchia a Roma, come nel resto d’Italia.

BLACK RAINBOWS (9)

BLACK RAINBOWS

Bisogna dire che per una volta, l’esterofilia cronica che ci caratterizza noi italiani è stata messa da parte e i pur bravi The Cosmic Dead, sono stati messi un po’ da parte, oscurati dalla dirompenza del sound dei Black Rainbows.

Dicevamo dall’inizio che erano proprio loro, nonostante non fossero gli headliner della serata ad aver raccolto più fans ed appassionati.

The Cosmic Dead venuti da Glasgow, città in cui nel 2010 hanno iniziato hano proposto come nel loro solito un live set mastodontico, lunghissimo quasi jazzistico per via delle numerose improvvisazioni ed assoli con uso potente di distorsori, ma sono risultati un po’ freddi, estraniati dal contesto che li circondava,  concentrati su di loro e sulla loro musica, appartati quasi fossero la a fare delle prove in un garage, senza nessunissimo contatto con il pubblico rimasto a vederli. Nota stonata di un’esibizione comunque di altissimo livello tecnico.

  GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

BLACK RAINBOWS

COSMIC DEAD

 

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Nada e A Toys Orchestra illuminano la notte di Roma

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Un atteso concerto con una delle signore della musica italiana che da molti anni ha scelto la via più difficile della musica impegnata a quella del pop leggero che l’aveva resa una star

Quasi cinquant’anni di carriera, eppure, Nada sembra sempre una ragazzina. Il trascorrere del tempo è un affare che non le riguarda. La cantante livornese non ha perso nulla di ciò che aveva da quando, ancora giovanissima esordiva ribelle ed acerba con “Ma che freddo fa!“.

Tuttora le si scorge quel temperamento graffiante, quell’energia e quella voce magnetica. Vederla  sul palco è uno  spettacolo nello spettacolo. Carismatica, capace di sorprendere, Nada rimane una delle interpreti femminili più importanti che la musica italiana abbia mai avuto.

Passeranno ancora molti anni, tante altre cantanti e cantautrici verranno fuori, ma di Nada Malanima, difficilmente ne nasceranno di nuovo.

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C’è poco da aggiungere a quello che ha già saputo dare lei alla musica e a quello che hanno dato sue illustri colleghe come Mina, Ornella Vanoni, Patty Pravo, Caterina Caselli, Fiorella Mannoia, Mia Martini o Gianna Nannini.

Sono queste a ritagliarsi un posto molto speciale nella storia e nel nostro patrimonio culturale legato alla musica leggera.

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Il tour che sta facendo insieme alla band campana A Toys Orchestra, ha interessato anche Villa Ada. Questo sodalizio pone un altro tassello alla carriera di Nada, che non accenna mai a smettere di ricercare, creare, sperimentare nuovi percorsi musicali. Il concerto che ne è venuto fuori è stato una fusion di generi e ritmi diversi, di valore tecnico assoluto ma molto lontani da quelli della Nada che conosciamo. Si è passati dal rock psichedelico al raggae, dall’indie al pop.

La Nada di oggi, sembra più che una cantante affermata con una lunga carriera dietro le spalle, una giovane cantautrice indie con una grande voglia di mettersi in mostra. Ha la loro stessa rabbia, il loro stesso senso di alienazione dal consumismo e dalla frenesia del Mondo moderno. La stessa loro voglia di viaggiare con la musica e immaginare paesi e mondi lontani, proiettando atmosfere dal palcoscenico. Quello stesso modo di comunicare.

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Raffaele Benevento – basso, chitarra, voce dell’A Toys Orchestra

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Ilaria D’Angelis – voce, basso, synth, tastiere, chitarra dell’A Toys Orchestra

Difficile scorgere i tratti somatici della Nada “storica”, quella che ci faceva ballare con “Amore Disperato” negli anni Ottanta o che vinceva il Festival di Sanremo con “Il Cuore è uno zingaro“, se non fosse per la sua inconfondibile classe ed eleganza che non l’abbandona mai, oltre a quella voce rimasta pressochè immutata negli anni.

Enzo Moretto - voce e chitarra dell'A Toys Orchestra

Enzo Moretto – voce e chitarra dell’A Toys Orchestra

Un connubio perfettamente riuscito, una delle sperimentazioni più interessanti della musica italiana ed un grande successo di pubblico, incantato da queste magiche atmosfere ricreate sul palco da Nada e da questa interessantissima band dell’ A Toys Orchestra. Nada si è saputa perfettamente inserire in questo contesto tanto da sembrare un po’ il quinto elemento della band campana di Agropoli formatasi nel 1998, attualmente composta dagli storici membri Ilaria D’Angelis già frontwoman dell’A Toys Orchestra, voce e polistrumentista, così come Enzo Moretto (voce e chitarra) e Raffaele Benevento (basso, chitarra e voce) e quindi dal nuovo batterista Andrea Perillo, subentrato nel 2005 a Fabrizio Verta ai quali si affiancano via via vari componenti per le sessioni live come Julian Barret (piano, synth, tastiere, chitarra e basso) o Beatrice Antolini (percussioni, synth, basso e sassofono)

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Un piede sulla luna: Stazioni Lunari live a Luglio Suona Bene

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Dario Brunori, meglio noto come Brunori S.a.s.

Nell’afosa serata romana di martedì 12 Luglio la rassegna Luglio Suona Bene all’Auditorium Parco della Musica ospita Stazioni Lunari.

di Valerio Piccioli

L’atmosfera è quella giusta, di una serata tra amici, quasi di festa. La posta in gioco è alta, la caratura degli interpreti non lascia spazio a fraintendimenti: la performance si prospetta esplosiva, musicalmente ricca di spunti così diversi tra loro da sembrare un unicum.

Gli interpreti sono noti: Ginevra Di Marco, Carmen Consoli, Max Gazzè, Brunori Sas e gli Ex-CSI ovvero Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali.

Quello che non è ancora noto, ma che ben presto lo sarà, è l’indiscutibile successo riscosso dall’evento.

Tra un virtuosismo alla batteria, un riff di chitarra, un arrangiamento al basso e un intreccio di vocalità tanto diverse nasce una serata che inchioda il pubblico della Cavea con gli occhi sognanti verso il palco.

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Carmen Consoli

La raffinatezza vocale della padrona di casa Ginevra Di Marco lascia spazio ai suoi ospiti, le sue stazioni lunari. Si parte da Brunori Sas, si passa per la Consoli, poi è il turno degli Ex-CSI e infine si arriva a Gazzè.

Identità diverse, diversi stili, ma una passione per la musica che li porta ad arrangiare e improvvisare sul momento pezzi che nemmeno gli stessi autori si immaginerebbero di modificare.

Stazioni Lunari in fondo è un progetto artistico che vuole sperimentare, condividere e declinare la musica verso nuove forme e stimoli.

Ogni artista accomodato sul palco nella propria stazione interagisce con l’altro, amalgamandosi con il pubblico e improvvisando sonate che deliziano le orecchie dei presenti.

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Max Gazzé

Si inizia con Canzone arrabbiata, si passa per Vento d’estate e Les tziganes, ci si innamora con L’ultimo bacio e Mentre dormi, poi si ride e ci si sfoga con M’importa na sega e Malarazza.

Nel mezzo tanta buona musica, tanti nuovi successi e canzoni tradizionali, tanto divertimento con L’eccezione, Depressione caspica, Amandoti, Battagliero, Cara Valentina, Sotto casa, La vita com’è.

Non c’è un attimo di sosta, è uno spettacolo da gustare tutto d’un fiato, lasciandosi trascinare dalla musica e dall’atmosfera per poter apprezzare al meglio questi incredibili musicisti.

Nel finale una standing ovation regala il giusto tributo agli artisti.

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Ginevra Di Marco

Ginevra Di Marco, Carmen Consoli, Max Gazzè, Brunori Sas, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali hanno suonato e cantato:

Canzone arrabbiata/Come stai/L’eccezione/L’abitudine di tornare/Annarella/Depressione caspica/Il bagliore dato a questo sole/Vento d’estate/Les tziganes/Io sto bene/Arrivederci/L’ultimo bacio/Amandoti/Battagliero/Forma e sostanza/Mentre dormi/Cara Valentina/Rosa/Fiori d’arancio/M’importa na sega/Sotto casa/Malarazza

 Montesole/Oceani deserti/Danza/La vita com’è

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALERIO PICCIOLI

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Almamegretta, orgogliosi figli di…EnneEnne

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Raiz, in un momento dello show degli Almamegretta a Villa Ada

Il gruppo napoletano ritorna alla sua line up originale e presenta i brani dell’ultimo lavoro “EnneEnne” deciso richiamo alle proprie radici ma costante voglia di inventare, sperimentare, fondere la loro musica con tante esperienze.

Fotografie di Stefano Panaro

Si chiama EnnEnne ed è il nuovo disco degli Almamegretta, e contiene dieci canzoni – nove inediti e una versione di “Ciucculatina d”a ferrovia“, vecchio successo di Nino D’Angelo loro concittadino. Un disco che vuole quindi essere un po’ una ricerca delle proprie radici, ma anche sorta di ritorno alle origini per questo gruppo così importante nel panorama della musica alternativa italiana. Una ragione di più per credere in questo sta nel fatto che dopo quasi dodici anni la band torna a riunire  i suoi componenti storici, da Raiz alla voce a Gennaro “T” Tesone alla batteria,  da Paolo Polcari (tastiere),  a Mario “4Mix” Formisano (basso),  quindi Salvatore Zanella (percussioni), Albino D’Amato (live dubbing), e una nostra vecchia e cara conoscenza, che risponde al nome di Federico “Fefo” Forconi (chitarra); aggiungendo a questi elementi delle featuring di tutto rispetto come quelle con l’onnipresente, Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion, Jennifer Gentle, Verdena e Tre Allegri Ragazzi Morti), Michele Montefusco (chitarre), Paolo Baldini (basso), Maurizio Capone (percussioni), e persino con una grande attrice: Cristina Donadio, conosciuta al grande pubblico grazie al ruolo della perfida e terribile “Scianel” nella seconda serie di Gomorra)

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Il 7 luglio sul palco di Villa Ada Roma Incontra il Mondo 2016, la band con tutta la sua potenza ha presentato al pubblico romano il disco “EnneEnne“, un disco che sfugge a tutti i dettami di una possibile catalogazione, riuscendo a tenere insieme  vari elementi musicali e culturali, gran parte dei quali tipici dei tanti e variegati mondi che si affacciano sul Mediterraneo, ma inserendovici per esempio un dub di marcato stampo inglese.

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Salvatore Zanelle alle Percussioni, sotto Gaetano Tesone alla batteria

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Il pubblico romano ha dimostrato di gradirlo, anzi di esserne davvero entusiasta; ancora una volta gli Almamegretta hanno saputo reinventarsi, dimostrando di aver ancora tanto da dire. Con questo album decisamente istrionico nel suo suono meticcio e nella sua abile mescolanza di culture e razze, gli Almamegretta hanno fatto centro un’altra volta.

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Federico Fefo Forconi

La contaminazione che si fa musica, il diverso che cerca altre diversità  con le quali incontrarsi, conoscersi per avere  alla fine meno timore l’uno dell’altro. In tempi come questi, dove ogni diversità di credo, razza, religione, orientamento sessuale diventa terreno di scontro, motivo di paura e di chiusura, la musica, certa musica, non può che essere la migliore medicina ai  tanti mali della nostra società.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Nessun Dorma seconda edizione, il rock è di casa a Guidonia Montecelio

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Ancora una volta, il parco della Pinetina di Guidonia è stata la casa della grande musica alternativa italiana. Quattro giorni di grande rock emergente, con band provenienti da varie parti d’Italia e di assoluta qualità

Foto di Mariano Trissati e Fabrizio Di Bitonto

Nessun Dorma Guidonia Rock Festival: dal 16 al 19 giugno al Parco della Pinetina, buona la seconda! E si, il miglior rock alternativo italiano ancora una volta si è dato appuntamento qui, sciorinando nel corso delle quattro serate Frank Polucci, i Fiori di Cadillac, La Sonda, Voina Hen, Ilenia Volpe, Giancane, Sick Tamburo, Le Mura, il Teatro degli Orrori, Etruschi From Lakota, i Tre Allegri Ragazzi Morti e varie band emergenti come Impatto Zero, White Thunder, Macchina Del Fango, Flowers on Fire, La Scala Shepard, Martingala e Frame, tutte chi più e chi meno di un certo fascino, alcune un po’ più “grezze”, ma senza dubbio interessanti.

Nato grazie all’impegno dell’Assessorato alla Cultura della Città di Guidonia Montecelio, “Nessun Dorma”, il Festival lo scorso anno ha totalizzato circa 20.000 presenti. Presenze che non sono mancate nemmeno quest’anno, nonostante Giove Pluvio sia stato poco clemente.

Giovedì 16 giugno le danze sono state aperte dal cantautore rock, innamorato dell’elettronica Frank Polucci, seguito dai Fiori di Cadillac, band salernitana dal sound rock, psichedelico e alternativo. Quindi La Sonda, e i Voina Hen, gruppo abruzzese dalle sonorità alternative rock, grunge ed emo, che alternano passaggi strumentali squisitamente rock e hardcore a ritornelli orecchiabili e diretti.

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Claudia Nanni, voce de La Scala Sheppard, uno dei gruppi emergenti che si sono esibiti in questa edizione

Venerdì 17 giugno tra gli artisti che si sono esibiti, merita sicuramente una citazione Ilenia Volpe una delle voci indie-rock al femminile più interessanti del momento e quindi il “cattivissimo” Giancane, cantautore country folk e rock’n’roll che si caratterizza per i testi caustici e spesso irriverenti delle sue canzoni.

Sabato 18 giugno, facevano tappa per la loro tournèe su e giù per lo Stivale, Pierpaolo Capovilla e soci, nel live al palco centrale de Il Teatro degli Orrori, anticipati da Le Mura, band romana che esalta molto le sonorità latin-punk.

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Sorprendenti e simpaticissimi gli Etruschi From Lakota, si sono esibiti la sera finale prima dei Tre Allegri Ragazzi Morti

l Teatro degli Orrori si trova in tour per presentare l’ultimo album onomino, che non si discosta molto dal quella fusion che li ha sempre caratterizzati: testi dark, oscuri, rabbiosi, talvolta cantati e talvolta parlati, si fondono anzi si scontrano, in certi casi terribilmente con una musica distorta, caotica, dissacrante. Enigmi grotteschi e disperati,che raccontano una società al limite del decadimento. Noise rock e canzone teatro alla Piero Ciampi o alla Gaber, caratterizzano queste canzoni, rendendole a volte spettrali, ma comunque un increbile esperimento di innovazione che fa de Il Teatro Degli Orrori i pionieri della musica d’autore italiana del futuro.

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Un Momento dell’esibizione de Le Mura al Nessun Dorma

Gli Etruschi From Lakota e i Tre Allegri Ragazzi Morti, sono stati invece i gruppi mainstream dell’ultima serata, quella di domenica 19 giugno. Divertentissimi e assolutamente coinvolgenti gli Etruschi From Lakota, veri “toscanacci”, caratterizzati quindi, da un’innata simpatia, hanno presentato al pubblico, che ha dimostrato di apprezzare la loro musica e la loro verve, i brani del loro ultimo album “Non ci resta che ridere“, che stanno portando in tour.

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I “misteriosi” Tre Allegri Ragazzi Morti

Quindi il gran finale con i Tre Allegri Ragazzi Morti, non prima di aver apprezzato nel piccolo palco laterale a quello principale, riservato a tutte le band emergenti che si sono alternate nelle quattro sere, La Scala Shepard, tre ragazzi Alberto Laruccia (Voce, Chitarra Acustica, Chitarra Elettrica, Ukulele); David Guido Guerriero (Batteria, Percussioni, Sound-Engineering); Lorenzo Berretti (Basso, Tastiere, Percussioni, Synth, Glockenspiel, Voce) e una ragazza Claudia Nanni (Voce, Synth), tutti di Roma, tutti molto bravi, senza nulla togliere alle altre band emergenti.

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Pierpaolo Capovilla, leader del Teatro Degli Orrori

I Tre Allegri Ragazzi Morti, principale gruppo atteso in questa edizione, insieme a Il Teatro degli Orrori, a marzo 2016 ha dato alle stampe “Inumani“, e nonostante restino un gruppo molto di nicchia, hanno superato la soglia dei venti anni di attività artistica.

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Oramai stabilmente non sono più tre, in quanto a Davide Toffolo alla voce, Enrico Molteni al basso e a Luca Masseroni alla batteria, si è aggiunto come membro più o meno stabile Andrea Maglia alla chitarra, vestito da pettirosso, molto apprezzato per il suo travestimento (soprattutto tra i fan più piccoli di questo gruppo) e per le sue performance. Nel tour di quest’anno, i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno ingaggiato anche Adriano Viterbini (già Bud Spencer Blues Explosion e collaboratore di artisti del calibro di Raf, Marina Rei, Otto Ohm, Verdena e The Niro) e di una corista, figura introdotta nei concerti dal tour de “La seconda rivoluzione sessuale” del 2007, per un risultato più che gradito e soddisfacente.

 

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Destroyer e Barbarisms al Quirinetta: indie rock di qualità

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Report fotografico del live dello scorso 7 giugno al Quirinetta dei canadesi Destroyer aperto dall’intenational band dei Barbarisms, trio originario di Stoccolma, capitanato dal frontman e producer italoamericano Nicholas Faraone. Nomi “tosti” per una serata che di trash, metal o stoner, come si potrebbe pensare, non aveva nulla. Al contrario tanto buon indie e folk di qualità , tra malinconica e ironia, nascosta in brani semplici e efficaci.

FOTOGRAFIE DI STEFANO PANARO

Destroyer e Barbarisms. I primi canadesi, i secondi svedesi (anche se capitananti da un ottimo vocalist e chitarrista americano e di origini italiane). Leggendo questi due nomi si potrebbe pensare ad una serata thrash di quelle da fare venire giù tutto, tra riff pazzeschi, growl, batteristi scatenati, pogo inarestabile giù in platea. Invece si  tratta di due band, tra le più interessanti del momento, nel panorama indie rock e indie pop, nonché di una certa musica d’autore davvero avanguardista.

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Barbarsims. Il gruppo svedese che ha aperto la serata è prodotto dall’etichetta indiependante romana A Modest Proposal

I Destroyer nascono nel 1995 a Vancouver e in ventuno anni di attività hanno pubblicato quindici album, mostrandosi sin da subito come una band molto prolifica con gli ultimi due album, Kaputt (2011) e Poison Season (2015), hanno finalmente messo d’accordo tutti, pubblico e critica, grazie a quella giusta una miscela di generi musicali che attraversa pop, canzone d’autore, soft rock e leggerezze ambient, genere quest’ultimo al quale Dan Bejar,  fondatore e anima dei Destroyer, figura preminente, oltreché unica presenza fissa in questi anni; sembra voler strizzare l’occhio sempre più di frequente, senza però mai correre il rischio di scivolarci dentro interamente.

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Destroyer, in un momento del live al Quirinetta

Al Quirinetta lo scorso 7 giugno, Dan Bejar ha dato ancora una volta prova, anche dal vivo della bontà del suo progetto Destroyer, dando vita ad una grandissima esibizione live che ha stupito ed ha sorpreso un po’ tutti. Tanta energia e qualità tecnica eccellente anche per i  Barbarisms, che aprivano la serata e ci tenevano a non sfigurare. Nicholas Faraone, Robin af Ekenstam e Tom Skantze, ovvero  Barbarisms se preferite, lo scorso 2 maggio hanno dato alle stampe “Browser“, il loro secondo album e per la seconda volta sono venuti in tour nel nostro Paese, che è stato il primo Paese al mondo a pubblicare l’album, in quanto la casa discografica di questo interessante trio svedese è italiana, in maniera particolare romana, si tratta della A Modest Proposal, neonata etichetta indipendente.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Monk Club: da Nicholas Allbrock a Fabio Stassi & Pilar, tutti i fiori del giardino

NICHOLAS ALLBROOK

NICHOLAS ALLBROOK

Nicholas Allbrook, frontman dei Pond, e bassista fino al 2013 di quella formidabile macchina lisergica chiamata Tame Impala, annuncia il suo arrivo in Italia a Giugno. Il Monk lo ospiterà per la data romana del 15 giugno. Giovedi 16 Giugno, saranno di scena Fabio Stassi e Pilar coi loro “Racconti Apolidi”

Nicholas Allbrook, frontman dei Pond, e bassista fino al 2013 di quella formidabile macchina lisergica chiamata Tame Impala, annuncia il suo arrivo in Italia a Giugno.

Dopo aver esordito come solista nel 2014 con l’album Ganough, Wallis and Futuna, l’artista ha annunciato il suo follow-up, Pure Gardiya, in uscita il prossimo 27 maggio via Spinning Top e anticipato dal singolo Advance.

Dall’esordio solista nel 2014 la fama dell’artista è cresciuta sempre più potendo ora contare su un folto numero di fan.

Da allora si è esibito al At First Sight Festival di Sydney e ha accompagnato gli Unknown Mortal Orchestra durante il loro tour sold out in Australia.

Allbrock sarà di scena al Monk Mercoledi 15 Giugno (Apertura Porte Ore 20:30 – Inizio Concerti Ore 22.00)

Giovedi 16 Giugno sarà la volta di Fabio Stassi e Pilar coi loro “Racconti Apolidi”, accompagnati da Antonio Ragosta alla chitarra e dai libri: non solo elementi di scena, ma testimoni volontari e, insieme alla musica, unica Patria possibile di ogni storia. Qual è la Patria sentimentale di chi ha radici viaggianti? Qual è il posto che uno scrittore sanguemisto e una cantante poliglotta possono chiamare “casa”? A questi interrogativi, meno sentimentali di quanto si possa pensare, rispondono Fabio Stassi e Pilar in un “concerto colloquiale” dove si intrecciano tre piani diversi: i racconti di Fabio Stassi sui tanti episodi di vita reale che hanno ispirato molti dei personaggi e delle pagine dei suoi libri; le canzoni del mondo di Pilar presenti in tanti libri di Stassi e poi le vite di entrambi, piene di comuni appuntamenti involontari.

Sabato 18 Giugno alle 21.30 al Monk arriverà CRLN o anche, se vogliamo Caroline, così come il suo album d’esordio, giovane cantautrice di San Benedetto del Tronto con già un video all’attivo come anticipazione dell’album, si tratta di ‘Parlami di te’, con un sound internazionale in bilico tra indie pop, soul ed elettronica.  I cinque brani dell’EP, uscito il 20 maggio 2016 per Macro Beats, si snodano tra sonorità raffinate e moderne, passaggi ipnotici e atmosfere ricercate su cui la voce elegante e a tratti fragile di CRLN racconta la quotidianità di una ragazza che, chiusa tra le mura della sua stanza, riflette su ritorni, abbandoni, delusioni e rivincite.

Un debutto importante che cerca di scardinare i tradizionali canoni del pop italiano pur rimanendo fedele ad una certa tradizione melodica, con uno stile assolutamente personale e una naturalezza disarmante per un esordiente. Registrato ai  Macro Beats Studio di Milano, prodotto interamente da Macro Marco con il supporto del producer Gheesa, dei polistrumentisti Ulisse Minati e Mirko Onofrio (Brunori SAS) e del bassista Roberto Dragonetti (Ghemon), ‘Caroline’ si avvale di una preziosa incursione del “golden boy” dell’elettronica italiana Yakamoto Kotzuga nella traccia “Un viaggio senza fine”.

pilar

Pilar

Macro Beats si conferma ancora una volta una delle più importanti etichette indipendenti italiane, un marchio di assoluta garanzia, con a monte quel “quality control” che spesso sembra mancare nel mercato musicale usa e getta del nuovo millennio. A quasi dieci anni dalla sua prima pubblicazione Macro Beats apre il suo immaginario a nuovi mondi e a nuovi artisti che sicuramente si faranno apprezzare nell’imminente futuro.

Il Giardino di Monk- 15,16 e 18 giugno 2016

Monk Club

Via Giuseppe Mirri, 35, Roma

Telefono:06 6485 0987

 

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We Cames As Romans, unica data del tour nel sud Italia al Traffic

WCAR
Hellfire Booking Agency in collaborazione con Erocks Production Management & Booking è felice di annunciare la data romanda dei WE CAME AS ROMANS.

La metalcore band del Michigan sbarca finalmente a Roma per una data imperdibile!
I sei americani capitanati dai due cantanti Dave Stephens & Kyle Pavone, sono senza dubbio uno dei nomi più importanti del genere, grazie alle loro svariate influenze che passano dal metalcore/post hardcore fino a toccare il rock e il pop in alcune situazioni. Così facendo i We Came As Romans si sono presi le simpatie di un pubblico molto eterogeneo.
Dopo oltre 10 anni di carriera sulle spalle e tour in lungo e in largo, la band sarà nuovamente in Europa, questa volta per presentare il loro ultimo ononimo album uscito sotto la loro storica etichetta: Equal Vision Records.

Special guest della serata i romani The Anthem, da poco usciti con il disco “In It To Win It“, in uscita per l’etichetta di Daniele Brian Autore dei Vanilla Sky, che continua ad avere ottimi responsi di pubblico e critica! Con il loro pop/punk avranno l’onere di scaldare il pubblico del Traffic Live.

Mercoledì 15 giugno

– We Came As Romans (metalcore/screamo, Equal Vision Records, USA)
https://www.youtube.com/watch?v=9y7dnaFAKEE
For fans of: Of Mice & Men, Asking Alexandria…

– The Anthem (punk rock/pop, The alternative factory/Bullion, ITA)
https://www.youtube.com/watch?v=cEmZTPwWeGY
For fans of: Thirty Seconds To Mars, Vanilla Sky…

– Always One Less (metalcore/melodic hardcore)

15 GIUGNO 2016

@ Traffic Club
Via Prenestina 738 00155 Roma

Prevendite ticketone e booking show.

Costo in cassa : 18 euro
Orari : apertura porte ore 20:30

 inizio concerti ore: 21:15

evento facebook: https://www.facebook.com/events/547609628760296/

Per Informazioni:

www.hellfirebooking.com

info@hellfirebooking.com

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Contestaccio, è la volta di Ninah Mars

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La poliedrica artista italo-venezuelana Ninah Mars, che sta riscuotendo sempre più un notevole successo in Italia, sia di pubblico che di critica, arriva al Contestaccio, per una serata davvero imperdibile il prossimo 3 giugno.

Avanguardista, ribelle, poetica, reazionaria, visionaria, poliedrica. Gli aggettivi per definire Ninah Mars e la sua musica si possono sprecare. Il suo punk rock, spavaldo unito ad una personalità davvero dirompente fanno di Ninah una delle artiste emergenti più interessanti del panorama punk e pop rock.

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico è già un vero mito. A Caracas ha condiviso il palco coi Panamore, con i quali ha cantato insieme il brano “Misery Business Caracas” davanti ad una folla in delirio.

Apprezzata da pubblico e critica, ha scelto l’Italia e Roma in particolare e di farsi conoscere qui, da dove arrivano parte delle sue origini. Un richiamo quasi irresistibile quello dell’Italia per lei, la grande sfida di imporre la sua musica e la sua arte qui (visto che Ninah Mars non è solo una cantautrice ma anche una pittrice che con i suoi quadri a riscosso numerosi consensi in Venezuela, Italia, Svizzera, Spagna e Francia, dove ha partecipato a mostre collettive.)

 Grande successo a Palestrina, città della musica, uno dei  luoghi più cari a Ninah dove ha cominiciato il tour di quest’anno in una straordinaria serata al MenteLocale. Fondamentale il suo incontro con Max Antonaci, che ha avuto l’intuizione di capire che dietro quell’esile figura si nascondesse un’energia smisurata, pronta a conquistare il nostro Paese e l’Europa.

Ninah Mars sarà Live al Contestaccio Live Music venerdì 3 giugnio 2016. Ingresso Gratuito. ore 23:00. Opening Act: Circolo Vizioso della Farfalla, Un gruppo dove le diversità e le personalità si incontrano, convivono e condividono il piacere per la buona musica, la musica vera fatta di studio, dedizione e sperimentazione.”

La band molisana, composta da 6 elementi, nasce nell’estate del 2007 nei vicoli e nelle cantine del centro storico di Venafro, affermandosi sin dai suoi primi istanti a livello regionale, vincendo vari concorsi (Larino Rock, Art Rock, Energie Rock). Il gruppo riesce ad unire le eleganti sonorità del Jazz al ritmo trascinante dello Ska, il tutto accompagnato da testi scanzonati e originali.

NINAH MARS+ Circolo Vizioso della Farfalle @CONTESTACCIO LIVE MUSIC
CONTESTACCIO
Via di Monte Testaccio, 65,
00153 Roma

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Mother Mary Mood nuovo live nella capitale, mercoledì 1° giugno

mother mary mood

Dopo l’eplosivo live al “Let It Beer” dello scorso aprile ed il mini tour europeo che li ha visti suonare a Londra e a Parigi, i Mother Mary Mood saranno a Roma alla “Locanda Blues” per la festa di fine stagione di “Sogno Ribelle ” lo storico programma interamente dedicato alla musica emergente in onda sulla web radio ufficiale dei Litfiba dal 2012 e condivideranno il palco con Urock e Pavic.

L’alternative-rock band, italo-americana, richiesta e acclamata negli Stati Uniti dove si è “rodata” con un gran bel “bagaglio” live, è attualmente on-line con il video “27”, terzo singolo estratto dall’album “Awakening”. “L’ossessione per la fama, uccide le rock star?” Sembra essere questo l’interrogativo di fondo in “27”; il singolo prende il nome dal “Club 27” che ha visto coinvolte tante rock star, da Brian Jones a Jimi Hendrix, da Janis Joplin a Jim Morrison, diventati mostri sacri proprio per la loro morte prematura.

Il vero e proprio iniziatore di questa maledizione” è considerato però Robert Johnson il leggendario musicista blues che – come narra la leggenda – vendette la propria anima al diavolo per ottenere quel successo che lo fece entrare nella storia della musica contemporanea.

In questo brano – racconta Lorenzo Spanò, autore del testo – volevamo affrontare l’argomento della “morte” di alcune delle più importanti rock star, dei compromessi ai quali si può scendere intesi soprattutto in senso artistico e delle conseguenze estreme alle quali tutto ciò può condurre. In un ambiente in cui la concorrenza è spietata come quello della musica, cedervi pare essere l’unico modo per poter emergere; tutto questo ci appartiene molto soprattutto da quando stiamo tentando di farci conoscere in Italia, forti delle nostre radici rock made in USA, dalle quali non abbiamo intenzione di allontanarci a nessun costo!”.

Non è una novità che i talenti e le idee nuove nel nostro paese incontrino difficoltà a emergere ma i Mother Mary Mood, fuori dai confini nazionali, rappresentano una vera sorpresa: girando per città come Los Angeles, San Diego e Las Vegas, fino allo scorso anno poteva capitare di vedere il loro nome inserito nei bill di locali come il “Whisky a go go”, l’”Hard Rock Hotel”, il “Brick by brick” o il “Ruby Room” e scoprire con non poco stupore il clamoroso seguito che hanno.  “27” è accompagnato da un bellissimo video (on line sul canale ufficiale della band: https://www.youtube.com/watch?v=EN0djjOrBMY) realizzato dal visual Francesco Iacobelli e girato con la tecnica dello “slow motion”.

Un clip dalle atmosfere oscure dove la regia trasforma lo scenario nel quale la band si muove e dove, a sua volta, cambia atteggiamento: dapprima “frustrata” per il mancato successo e poi “sospesa” in uno spazio-tempo surreale dove il “compromesso” ha rubato la scena alla creatività e alla soddisfazione, tanto ricercate.

Prodotto da Alessandro Beltrame, “27” è un brano scritto e composto dalla stessa band e fa parte del secondo album ”Awakening ”, uscito nel 2014.

I Mother Mary Mood sono attualmente impegnati nella preparazione del nuovo album la cui pubblicazione è prevista per la fine del 2016.

Info:
“Locanda Blues” – 1° giugno 2016 ore 21.30
Via Cassia 1284 – Roma.
Tel: 06/30310097