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Musica Italiana Archivio

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Eravamo quattro amici al bar…

GRUPPO SALUTI_DSC7647

Testo e foto di GIAMPAOLO VASSELLI

No non siamo stati ad un concerto di Gino Paoli, ma proprio al concerto di quattro amici che si sono conosciuti al bar.

Dopo la musica d’autore con “A” maiuscola di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese, il progetto “Sopra C’é Gente” ospitato dalle mura della Antica Stamperia Rubattino ci ha permesso di incontrare “STELLE DEL BAR” un gruppo di musicisti, arrangiatori, autori, che forse non hanno avuto la fama ma che salgono ancora sul palco con il sorriso e la voglia di divertirsi e divertire.

Il gruppo si racconta così:

“La band nasce nel 1982 con un repertorio completamente originale di musica folk e country, con testi scritti da Alessandro De Gregori. Nel corso degli anni 80, si esibisce in diversi concerti (tra cui alcuni effettuati anche al Folkstudio di Roma) nella formazione che vede Stefano Carlucci ed Arturo Danesi come autori ed esecutori su chitarra acustica, basso e mandolino, e Orsola Fortunati vocalist. Sempre in quegli anni il Gruppo raccoglie eco e riscontri anche a livello internazionale, con incoraggianti riconoscimenti anche durante alcuni tour effettuati in giro per l’Italia.
Dopo una lunga pausa artistica, la band vince nel 2011 il primo premio del 14^ Concorso Marystar Voci d’oro sezione Cantautori. L’inserimento di Donatella Nicolosi, vocalist e co-autrice di alcuni brani di successo rende possibile il rilancio del gruppo in chiave Jazz-Blues e Fusion. Le stelle del Bar con una formazione più ampia e rinnovata partecipano successivamente a no.2 edizioni del concorso internazionale Emergenza Rock (2011 e 2014) arrivando fino alle semifinali regionali del Lazio.
La band, ora in formazione completa, annovera professionisti molto conosciuti sulla scena romana Marco Maturi (Basso), Ettore D’Andrea (Percussioni), Stefano Spatuzzi (Voce)) in grado di spaziare dal Rock al Blues, fino ad arrivare al Rythm&Blues. Le performance della band, oltre a includere un ampio repertorio di cover personalizzate di brani celeberrimi tratti dal repertorio dei Beatles, Rolling Stones, America, Clearence Clearwater Revival, Prince, Pino Daniele, Battisti, Crosby-Stills-Nash & Young, etc.., gode di un proprio repertorio di una trentina di brani originali scritti ed arrangiati da Stefano Carlucci, Arturo Danesi, Donatella Nicolosi, oltre che dagli altri componenti del Gruppo.”
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Donatella Nicolosi voce femminile del gruppo

La serata parte come uno spettacolo teatrale.

I due fondatori Carlucci e Danesi sembrano immersi nelle prove di quello che l’indomani sarà il concerto a cui invece stiamo assistendo, e che parte definitivamente quando il resto della band sale sul palco.

 

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme a Danesi (foto sotto)

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme ad Arturo Danesi (foto sotto)

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Raccontano di essersi conosciuti sui banchi di scuola, di aver continuato l’amicizia sui tavolini di un bar, le cui belle cameriere hanno ispirato il nome del gruppo, ricordano il loro amico scomparso Alessandro De Gregori (cugino del più noto Francesco) dai cui testi è partita tutta questa avventura.

Si dichiarano “beatlesiani” nell’epoca i cui “amavi i Beatles o i Rolling Stones” ma già dalle prime cover che aprono il concerto si capisce che il soul ed il blues scorre nelle loro note.

Alternando cover a pezzi originali e propri accompagnano il pubblico in quella che è stata la loro storia musicale, nel quale è difficile non immedesimarsi, tra risate e malinconie.

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

“..In fondo…”  ci aveva confessato Stefano Carlucci prima di salire sul palco, “… fare musica per noi che poi facciamo un altro mestiere non è altro che l’alternativa agli anti depressivi e giocare con le nostre passioni..”.

Ma l’anima anglosassone tra il rock ed il blues americano è anche arricchita dalle incursioni cantautorali di Donatella Nicolosi che dona al gruppo oltre la sua voce alcuni testi che nella loro storia li ha portati anche a vincere dei premi in prestigiosi festival.

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Ettore D’Andrea(batteria) e Marco Maturi (basso, nella foto sotto)

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La serata si chiude con un omaggio al neo premio Nobel BOB DYLAN, sia con una cover (Knock Knocking Heaven’s  Door), che con un loro pezzo originale arrangiato nello stile delle ballate country che hanno permesso al menestrello americano di arrivare a questo premio.

Il bis è un saluto struggente ancora all’amico De Gregori, che mette il groppo alla gola sia al pubblico che agli artisti stessi.

Spero di aver riportato al meglio la bellissima aria che si respirava l’altra sera perché più di una volta mi sono commosso ed ho ripensato alle parole di Michele Ascolese “ ..le canzoni sono belle quando sono scritte con il cuore…”  e di cuore ce ne era tanto.

LOCALE (2)

SCALETTA:

Sitting on a dock

Molly

Help

I Herad To Gravepine

Io non esisto più

Irish Coffe

Man’s World

Tutte le Donne

Stasera Canto Per Te

Canzone D’amore

Mat’s Dream

Catene D’amore

Unchain My Heart

Europa

Halleluja

Ultima Canzone

Ribelle

Stelle Del Bar

Knock Knocking Heaven’s Door

Bar del Temporale

PALCO E STRUMENTI_DSC7463

MUSICISTI:

Stefano Carlucci     – Chitarre

Arturo Danesi         – Tastiere

Marco Maturi         – Basso

Ettore D’andrea      – Batteria

Stefano Spatuzzi     – Voce

Donatella Nicolosi   – Voce

https://www.facebook.com/stelledelbar/?fref=ts

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Il saluto all’estate 2016 a Villa Ada con un “Concerto senza impegno”

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Un finale degno di una grande stagione com’è stata quella appena trascorsa a Villa Ada: domenica 11 settembre in un megaconcerto a partire dalle 19.30, alcuni dei più grandi artisti italiani saliranno sul palco per salutare a modo loro l’estate appena trascorsa. Tra gli ospiti più attesi Marina Rei, Carmen Consoli, Max Gazzè, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi

Domenica 11 settembre sul palco di Villa Ada Roma Incontra in Mondo (manifestazione organizzata da Arci Roma e Viteculture), come ultimo appuntamento della stagione 2016, a partire dalle 19.30, saliranno tutti insieme sul palco del laghetto più amato della capitale  Bandabardò, Carmen Consoli, Diodato, Niccolò Fabi, Max Gazzè, L’Orage, Fabrizio Moro, Fabrizio Pocci, Marina Rei, Daniele Silvestri, The Bastard Sons of Dioniso, The Niro  per Concerto Senza Impegno: un concerto e una festa per aiutare un amico e prezioso collaboratore di cui verra rispettata la privacy, che rappresenta un fil rouge per tutti gli artisti presenti.

 Il ricavato del concerto sarà devoluto interamente a sostegno delle sue cure mediche.
Una serata unica che vedrà alternarsi e incontrarsi sul palco alcuni dei protagonisti indiscussi della musica d’autore degli ultimi anni, accompagnati da Bandabardò, band resident d’eccellenza.

Tutto, per una no stop di 4 ore, presentata dal regista e attore Massimiliano Bruno.

Concerto Senza Impegno nasce da un’idea del compositore e produttore artistico Roberto “Lobbe” Procaccini, Enrico “Erriquez” Greppi, leader di Bandabardò, e il fonico Matteo Spinazzè in collaborazione con Viteculture.

In occasione del concerto, l’organizzazione di Villa Ada Roma Incontra il Mondo ha deciso di proporre un presidio informativo relativo alla recente tragedia del terremoto coordinato dalla Brigata Volontaria S.V.S Roma . Sul posto saranno presenti le associazioni volte a informare il pubblico sulle reali necessità di assistenza.

Per questa data non è previsto un biglietto ridotto.
Gratuito : Disabili (accompagnatore a pagamento) e bambini Under 13

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Arisa incanta a Villa Ada

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Artista delicata e sensibile, voce di talento, fanno di Arisa un personaggio apprezzato dal pubblico. La sera del 3 agosto è stata protagonista nel parco romano di Villa Ada per il festival Roma Incontra il Mondo presentando i brani del suo nuovo disco “Guardando il cielo” e tutti i principali successi della sua carriera, ancor breve ma comunque piena di spunti interessanti

Foto di STEFANO PANARO

Arisa, tra le cantanti italiane di ultima generazione è quella che ha effettuato la metamorfosi più completa: nel tempo ha cambiato radicalmente look, stile e genere musicale, raggiungendo una maturità artistica in tempi rapidissimi, riuscendo a proporsi a un pubblico sempre più variegato ed esigente.
L’avventura televisiva con “X-Factor” come giudice e poi al Festival di Sanremo come co-conduttrice insieme ad Emma, al fianco di Carlo Conti, il debutto cinematografico, la filantropia a sostegno della Fondazione Francesca Rava e quindi l’incontro con i bambini di Haiti, l’esperienza anche di scrittrice con la pubblicazione di due libri, fanno di Arisa un’artista completa, virtuosa e dalle immense doti umane.

ARISA (17)

Diciamoci la verità: in pochi avrebbero scommesso che avrebbe fatto molta strada dopo il motivetto-tormentone “Sincerità” del 2009. Si pensava ad un’altra meteora incapace di liberarsi del personaggio retrò che si era cucito addosso con quei grandi occhiali dalla montatura nera e quel look anni Venti, che sarebbe durata il tempo del successo di quel brano.

Invece miss Rosalba Pippa (questo il vero nome di Arisa), continua a stupire ogni giorno sempre di più. Un personaggio che come pochi, sa regalare sorprese dopo sorprese.

Mercoledì 3 agosto è stata protagonista in concerto a Villa Ada con una data del tour “Voce destate“. Un bel live nel quale ha presentato i brani del suo nuovo disco “Guardando il cielo” e tutti i principali successi della sua carriera, ancor breve ma comunque piena di spunti interessanti, da “Sincerità” a “Controvento“.

Un concerto in cui si sono messe in mostra tutte le sue sfumature (potremmo definirle le “50 sfumature di Arisa”): le sue tante contraddizioni, che la fanno a volte dolce, a volte divertente, a volte sexy, un po’ noir ed ammiccante, come quando si è presentata sul palco con il volto coperto da un sottile velo nero. La sua stessa musica è una commistione di generi che spaziano dal pop allo swing con invidiabile leggerezza.

Straordinario talento ma anche straordinaria creatività, coraggio di mettersi sempre in gioco: con “Una notte ancora”, scritta dalla stessa Rosalba sperimenta anche l’elettro-pop, nell’ elegante e malinconico pezzo sanremese “Guardando il cielo“, si percepiscono venature di bossa nova, in “Fidati di Me” sono presenti sonorità orientaleggianti, mentre in “Per vivere ancora” si ritorna molto alla prima Arisa, quella che strizza l’occhio allo swing e alle sonorità anni Quaranta.

I tanti differenti volti che Arisa riesce a mostrare e che proprio per questo ci piace e continua a piacerci.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Ottimo live Salmo, ci sorprendi sempre.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (16)

Salmo ritorna a Roma sul palco del Postepay Rock In Roma all’interno della sessione #TheItalianWay dopo il sold out di aprile all’ Orion per l’ Hellvisback Tour.

Foto di VALENTINA VENDITTI

Non è da tutti riuscire a richiamare così tante persone dopo aver cantato solo qualche mese fa. Ma Salmo è riuscito nell’ impresa. L’area antistante il palco del Postapay Rock In Roma era gremita di ragazzi, l’attesa era spasmodica e io, onestamente, non pensavo di trovare tutta quella gente dopo il concerto di aprile. Segno che il rapper sardo ha conquistato il cuore di molti, sta avendo sempre più consensi e uno zoccolo duro di fans che lo sostiene. D’altronde questa è la filosofia della Machete, collettivo di rappers, produttori, grafici e videomakers, che più di chiunque altro ha capito che l’ unione fa la forza, supportandosi e promuovendosi vicendevolmente.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (8)

Lo striscione gigante alle spalle della band con il personaggio di Hellvisback dà l’ idea di quanto sia potente l’ immagine di Salmo. E’ bastato vederlo calare per far esultare il pubblico che si stava consumando nell’ attesa. Ma è quando Salmo arriva sul palco con “Mic Taser” che la gente esplode in un boato e al rapper non resta altro che travolgere tutto e tutti con il suo sound aggressivo e la voce roca e potente. Oltre a Dj Slait alla consolle, abbiamo una band di tutto rispetto che lo accompagna, formata da Jacopo Volpe alla batteria, ex dei Vanilla Sky, al basso Dade dei Linea77 e alla chitarra Mark Azary.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (5)

Salmo si esibisce con “Io sono qui” e “Giuda”, alcuni tra i brani dell’ ultimo album Hellvisback, dalle sonorità elettroniche e dai ritmi incalzanti. Impossibile stare fermi. Si continua con classici come “Russel Crowe” e “Stupido gioco del rap” amatissimi dal pubblico.

Salmo è visibilmente soddisfatto, tanto da fermarsi ad osservare i fans con il sorriso sul volto… l’emozione che trapela dal suo sguardo è uno dei momenti più intensi.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (10)

All’ apice del concerto Salmo richiama la folla e gli chiede di dividersi, un po’ come Mosè con le acque. Ma il fine è decisamente un altro… parte la band con hardcore puro e i ragazzi iniziano a pogare in vecchio stile rock. Metto la reflex al sicuro e assisto divertita ad un momento di puro caos e sana follia.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (21)

Salmo riparte con un classico che trascina la folla, “S.A.L.M.O.” Le mani sono in alto, le teste che si agitano, mille voci che cantano.

SALMO A POSTEPAY ROCK IN ROMA (23)

Si continua con i brani di Hellvisback fino all’ arrivo a sorpresa di Nitro, altro esponente della Machete, che intona alcune strofe tra la reazione di sorpresa del pubblico e gli applausi. Non una semplice visita di cortesia: Nitro infatti è sul palco per ritirare il premio Disco d’Oro per l’ album Suicidol e Salmo ritira il Disco d’ Oro per l’etichetta Machete. Ovazione del pubblico.

Ottimo live Salmo, ci sorprendi sempre.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

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Ministri + Selton che accoppiata!!!

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I Ministri al Postepay Rock in Roma lo scorso 29 luglio

Non poteva essere più variegata l’accoppiata musicale in occasione di uno degli ultimi concerti di Postepay Rock In Roma 2016: a salire sul palco infatti è stata la volta dei Selton, gruppo italobrasiliano che tanto sta andando di moda ultimamente grazie al singolo “Voglia di infinito” e che ha portato con se un po’ del calore del Paese della samba della bossa nova di tante altre cose. Poi arrivano I Ministri, e dal beat style anni Sessanta dei Selton si passa al rock puro e rabbioso della band milanese

FOTO DI STEFANO PANARO

Scelta coraggiosa, rischiosa ma azzeccatissima: lo scorso 29 luglio la gente si è divertita davvero, si sono mescolate influenze musicali e culture diverse nel nome della musica. Niente di più bello. La leggerezza e l’allegria del Brasile dei Selton contrapposta al ruvido rock dei Ministri. Una sorta di partita Italia-Brasile, vista, anzi sentita, attraverso la musica. Selton e Ministri, allegri e spensierati i primi, arrabbiati e profondamente critici i secondi, che stanno portando in tour il loro ultimo album Cultura Generale.

Un momento del Live dei Selton

Un momento del Live dei Selton

Si balla allegramente con i primi, si poga con i secondi, ci si diverte sempre e comunque con tutti. I Selton con la loro simpatia hanno saputo conquistare il pubblico di Roma, la loro musica è molto lontana dallo stereotipo latino-americano, dimenticatevi quindi qualsiasi riferimento ai vari Vinicius de Moraes, Gilberto Gil, Milton Nascimento, Toquinho e altri, qui è tutto un altro mondo. L’influenza di quel sound è appena percettibile nelle loro composizioni, dove si tende a strizzare l’occhio più al beat inglese degli anni ’60 e alla tradizione della canzone-teatro italiana, che ha visto i suoi massimi esponenti in Enzo Jannacci e Giorgio Gaber. Nelle loro canzoni trovano spazio anche l’hip hop e il folk. Una commistione di elementi che fa della loro musica qualcosa di irresistibile.

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Daniel Plentz(Selton)- scatenato sul palco del Postepay Rock in Roma

Che dire poi de I Ministri? Loro oramai sono già leggenda. Rappresentano una certezza sulla scena dell’alternative rock italiano da almeno quindici anni e ancora sono in grado di stupire e far sperare che in Italia si possa fare buona musica, talent show permettendo.

Il gruppo è rimasto pressoché immutato nel tempo con Davide “Divi” Autelitano alla voce e al basso, Federico Dragogna (seconda voce e chitarra),e Michele Esposito (batteria), qui coadiuvati da Marco Ulcigrai per il live set che aggiungeva una seconda chitarra e tastiere all’esibizione dal vivo.

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Davide “Divi” Autelitano de I Ministri, sotto Federico Dragona sempre de I Ministri

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Energici, scatenati, pronti a spaccare come sempre, non hanno deluso le aspettative del pubblico dando vita ad uno spettacolo davvero entusiasmante, emozionante e in grado di stimolare mente e cuore del pubblico. Tanti i successi proposti dall’ultimo album Cultura Generale (“Idioti”, “Sabotaggi”, “Cronometrare la polvere”), ma anche i cavalli di razza della loro produzione musicale, pezzi storici come “Bevo”, “Noi Fuori” ,”Tempi Bui” e “Abituarsi alla Fine“.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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I MINISTRI

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Sud Sound System, Bag a Riddim Band e Richie Stephens, a Villa Ada è festa!

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A Villa Ada Roma Incontra Il Mondo continuano i grandi concerti: è la volta della storica band salentina, i Sud Sound System, che sono in tour per la promozione del loro ultimo album “Sta Tornu” uscito nel 2014.

“ca la vera cultura è cu sai vivere

cu biessi testu ma sempre sensibile

puru ca la vita ete dura è meiu sai amare

puru quannu te pare ca ete impossibile”

Poter assistere ad un concerto da una posizione privilegiata come quella sottopalco ti offre l’opportunità di dare uno sguardo al pubblico, che è un chiaro indicatore del tipo di musica che stai andando ad ascoltare e della longevità del gruppo (e probabilmente, forse esagero, anche della loro visione della vita).

Ho visto persone di ogni età, dagli adulti ai ragazzi, da quelli con i capelli colorati a chi predilige mise più sobrie, e anche qualche bambino, proprio in prima fila, luogo che di solito li esclude e che rimane appannaggio dei fans più scatenati. Ma il bello di un concerto dei Sud Sound System è proprio questo, c’è spazio per tutti, ci si può divertire insieme nel rispetto reciproco, basta solo avere voglia di ballare e cantare senza sosta!

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Un ritmo incalzante ha dato il benvenuto all’ arrivo del gruppo sul palco che sin da subito ha dato il meglio di sé.

L’ esperienza e l’ottima presenza scenica saltano subito all’ occhio e una selezione dei loro brani più conosciuti ha scaldato immediatamente il pubblico di Villa Ada. Credere che cantare in dialetto possa essere una barriera di comprensione ed una chiusura è quanto di più distante dalla realtà: il significato delle parole accompagnato dalla musica diventa per magia semplicemente comprensibile, c’è una forza espressiva nei termini dialettali e un suono insito nelle parole stesse che si sposa perfettamente con la musica e fa in modo che avvenga un’ interiorizzazione intima del loro significato.

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E’ così che un’inno alle origini come “Le radici ca tieni” diventa un momento collettivo di forte emozione. La premessa del gruppo con la denuncia sugli interventi di speculazione che sono in Salento ha catalizzato l’attenzione del pubblico. La canzone ci invita a rispettare le nostre origini e a difendere la nostra terra da chi la vuole solo sfruttare e distruggere e a non dimenticare da dove veniamo perché solo così saremo in grado di rispettare e comprendere le culture dei paesi lontani.

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E a riprova di ciò il momento clou del concerto è stato l’ arrivo sul palco dalla Jamaica di Richie Stephens, grande ospite della serata che ha collaborato con i Sud Sound System al brano “Internationally”. Sul palco hanno dato vita a una divertente coreografia e il ritmo incalzante e la magia del reggae giamaicano hanno trascinato il pubblico in un ballo scatenato e incontenibile. La musica dimostra come ci si possa sposare perfettamente anche tra sonorità e culture lontane, il mix di reggae jamaicano e taranta è stato una tra i momenti più entusiasmanti dello spettacolo.

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Le canzoni dei Sud Sound System ricordano a tutti noi quanto poco basti per poter vivere felici e in armonia gli uni con gli altri, c’ insegnano la tolleranza e il rispetto, l’ apertura mentale verso ciò che è diverso che può solo arricchire le nostre vite, il tutto all’ insegna della Musica!

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

SUD SOUND SYSTEM

RICHIE STEPHENS

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Umberto Tozzi tra i protagonisti della Notte Bianca del Parco da Vinci

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Considerato un’icona del rock classico, per anni uno dei più importanti cantautori della scena pop, Umberto Tozzi negli ultimi anni si è un po’ allontanato dai riflettori. Abbiamo avuto modo di vederlo ancora una volta all’opera in occasione della Notte Bianca del Parco da Vinci che lo vedeva insieme a Ron e a Michele Zarrillo, in una serata introdotta da Red Ronnie

Un tris d’eccezione è stato protagonista della Notte Bianca 2016 al Parco da Vinci, uno degli shopping center più importanti di Roma. Come per Porta di Roma, anche qui l’idea è quella di unire lo spettacolo con lo shopping, regalando ai numerosi clienti un motivo in più per visitare il centro e…spendere!

Del resto le regole sono queste nel mondo del consumismo sfrenato di oggi, e va da se che anche la musica si adatta ai tempi che cambiano.

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La Notte Bianca del Parco da Vinci fino ad ora si è dimostrata idea vincente. Anche lo scorso 28 luglio, migliaia di persone si sono date appuntamento per vedere tre beniamini della musica italiana: Ron, Michele Zarrillo e Umberto Tozzi.

Tre rappresentanti diversi di una certa storia musicale italiana. Abbiamo avuto modo di vedere Umberto Tozzi, quello che per molti versi era un po’ il più atteso.

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Con 80 milioni di copie vendute, Tozzi è tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi, il suo singolo più famoso “Gloria“, lo ha proiettato, nel 1982, ai vertici delle classifiche di tutto il Mondo, anche grazie alla versione inglese cantata da Laura Branigan che la fece spopolare in tutto il mercato anglo-sassone. Il singolo fu tradotto anche in francese, spagnolo e tedesco.

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Tozzi negli anni, come ha fieramente raccontato anche lui durante il concerto ha “calcato i più importanti palcoscenici del mondo.
Ora dopo i trionfi del passato, ha deciso di puntare su nuovi generi come l’ambient o il chill-out, trasformazione iniziata già dal 2006 con l’album “Heterogene“, disco molto discusso del cantante, che gran parte dei fans non gradirono molto, ma che senza dubbio rappresenta uno dei suoi progetti più interessanti.

Ovviamente, il pubblico al Parco da Vinci era tutto per i suoi successi più grandi come “Ti amo”,”Notte Rosa” , “Gloria” e “Gli altri siamo noi“.

L’interpretazione dal vivo non è stata delle sue migliori, ma il pubblico lo ha gradito lo stesso. Tante le persone entusiaste di questa sua performance.

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Quest’anno Tozzi, festeggia i quarant’anni di carriera e questa è un’estate densa di appuntamenti per lui, con moltissimi concerti, ma anche con lavoro di studio. Tozzi sta infatti ultimando il suo nuovo album “Ma che spettacolo“. che uscirà il prossimo 30 ottobre in tutti i negozi di dischi e gli store digitali. Tredici nuovi brani inediti più un DVD live allegato. Un bel regalo per questi quarant’anni di carriera che Tozzi farà ai suoi fan.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI DARIO PIETROPAOLI

 

 

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Luca Carboni a Villa Ada, tra pop e ricordi

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Grande ritorno a Roma di Luca Carboni. Il cantautore bolognese ancora una volta non ha deluso le aspettative e ha dato vita ad un grande spettacolo, in perfetto equilibrio tra presente e passato,  reinventandosi  completamente, anche grazie al suo ultimo lavoro “Pop-Up”, rimanendo comunque  fedele ad una certa tradizione cantautorale.

In questi ultimi anni, abbiamo visto come molti artisti italiani stiano vivendo una sorta di seconda vita. Luca Carboni, grande ed inossidabile nome, marchio e garanzia della musica italiana d’autore, fa parte di questi. “Pop-Up” è il suo diciottesimo album ed è forse il suo più innovativo. Luca ha girato la boa dei primi trent’anni di carriera ed ha deciso di reinventarsi in modo da potersi proporre ad un pubblico più giovane, quello dei figli di chi si è innamorato e ha dato il primo bacio sulle note di “Silvia Lo Sai” o di “Farfallina“.

In questo modo si è dimostrato artista trasversale ed intergenerazionale. Cosa che si è potuta notare anche dal variegato pubblico dei suoi ultimi concerti, incluso questo di Villa Ada: c’erano quelli che lo seguono dagli esordi  e non lo hanno abbandonato mai, nemmeno nei momenti più critici della sua carriera; quelli che lo hanno scoperto solo ora e quelli che lo hanno riscoperto ancora una volta.

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 Carboni, ha voluto accontentare tutti questi, proponendo una scaletta che ha racchiuso in maniera equa i recenti successi perfettamente amalgamati con i suoi brani storici: Happy, I ragazzi che si amano, Virtuale, Le storie d’amore, Dio in cosa crede, Sarà un uomo, Invincibili, Chiedo Scusa, Solarium, Milano, Il mio cuore fa ciok, Silvia lo sai, Farfallina, Inno Nazionale, Non è, Mare Mare, Luca lo stesso, Dieci minuti, Ci vuole un fisico bestiale, Bologna è una regola, Fragole buone buone, Vieni a vivere con me.

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 Un viaggio nel tempo, fatto di note e ricordi, ripercorrendo le tappe di questi trent’anni di musica.

Sono trent’anni infatti, che Luca Carboni racconta i sentimenti contrastanti della vita nelle sue canzoni ma anche durante i suoi intermezzi parlati con il pubblico ad ogni concerto. Racconta “I ragazzi che si amano“, racconta il dramma della droga e dalla solitudine in “Silvia lo sai“, il razzismo, la violenza ed il pregiudizio in “ Inno Nazionale“, le contraddizioni della nostra società moderna in “Luca lo stesso“, il rapporto con la fede e la ricerca di un Dio che sembra non essere mai esistito o forse è solo troppo distante da noi in “Dio in Cosa Crede?

Racconta l’amore, la famiglia, l’amicizia e l’odio. Su quest’ultimo, sentimento, che in questi tempi pare diffondersi a macchia d’olio, ci si sofferma un po’ di più, per cercare anche di capirlo meglio, di conoscerlo, in modo da poterlo così combattere, anche attraverso la musica.

  E’ il concetto stesso dell’ arte secondo Luca Carboni: amore contro odio, musica contro l’orrore della guerra, del terrorismo e delle divisioni. La musica ha sempre tentato di far cambiare le menti e i cuori della gente…spesso anzi, quasi sempre ha fallito quest’obiettivo, ma almeno ci ha provato e gente come Luca Carboni ci crede ancora. Un sogno, anzi un bisogno necessario di continuare a sperare, senza mai arrivare peraltro, all’estremo di “chi ama la sua terra e i suoi confini ed è così patriottico che sogna una patria senza vicini” oppure “ama gli animali e la natura ed è tanto sensibile che sogna un mondo senza gli umani

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Con “Happy” ha fatto già impazzire Piazza del Popolo al Coca Cola Summer Festival, e ci è riuscito anche l’altra sera a Villa Ada, quando proprio con questa ha iniziato la sua performance iniziata intorno alle ore 22.00 sul palco di Roma Incontra il Mondo, al Laghetto di Villa Ada.  Poi, come abbiamo detto, tanta grande musica e tanti grandi successi, vecchi e nuovi, utili momenti per riflettere, tanti per sognare ancora una volta insieme.

Come sempre ad accompagnarlo sul palco, la sua band più o meno fissa da molti anni, composta da Fulvio Ferrari al pianoforte e tastiere, Ignazio Orlando al basso, Antonello Giorgia alla batteria, Mauro Patelli e Vincenzo Pastano alle chitarre.

 GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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La “Notte Magica” di Gianna Nannini alla Cavea di Roma

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La serata sembra partire in sordina, con un sestetto di archi di rosso vestiti. Poi escono le chitarre elettriche e le note della “signora del Rock” infiammano la platea.

Report e foto di Giampaolo Vasselli

Il pubblico sembra non aver sentito l’invito classico a “ ..spegnere i cellulari e rimanere seduti per permettere di vedere a tutti…” e dopo neanche due note è tutto in piedi sotto il palco a fotografare, filmare e probabilmente condividere sui social la serata.

La cantautrice senese abbandona il solito giacchetto in pelle e si presenta con una giacca rossa con t-shirt sotto e, con un fisico che ancora glielo permette, un paio di mini-short di jeans.

Il tour è “HitStory” ed infatti la scaletta vede tutti i grandi successi della Gianna nazionale, ma anche qualche nuova produzione come “Mama”, ”Amica Mia” e “Tears” .

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La Cavea è piena con il pubblico che intona le canzoni della loro beniamina, Fotoromanza, I Maschi, Ogni Tabti , Bello e Impossibile ma anche le canzoni di alcuni colleghi come Sergio Endrigo (Lontano dagli Occhi), Don Backy (L’Immensità ) Luigi Tenco (Ciao Amore Ciao) e Francesco Guccini (Dio è Morto).

Un omaggio anche ad Andrea Parodi (ex Tazenda) quando la Nannini intona a cappella (e definendola una delle piu belle canzoni) No Potho Reposare.

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Poi chiede aiuto al pubblico per intonare una canzone romana facendo  la diretta richiesta di aiutarla ad eseguire Roma Capoccia.

Il pubblico chiama a gran voce Gianna Nannini intonandogli “meravigliosa creatura” e lei risponde con Sei nell’Anima

Il gruppo che l’accompagna lo presenta nel momento dei bis ( Moritz Muller alla batteria, Daniel Weber al basso e Davide Tagliapietra alla chitarra ed il Sestetto d’archi Red Rock ) .

Saluta Roma con “ Un’estate italiana” per chiudere questa “notte magica”.

GIANNA NANNINI (19) GIANNA NANNINI (22)

Dopo Max Pezzali, Santana ed in trepidante attesa di Sting, anche quest’anno luglio “suona” veramente bene.

Speriamo che le amministrazioni ed il governo nazionale capiscano che la musica e la cultura hanno bisogno sempre di spazi nuovi e nuove regolamentazioni per permettere queste aggregazioni.

 Scaletta:  

America/Avventuriera/Possiamo sempre/Vita nuova/Profumo/Pazienza/Ragazzo dell’Europa/Ciao amore ciao/Hey bionda/Ogni tanto/Fotoromanza/I maschi/Amica mia/Tears/Ti voglio tanto bene/Lontano dagli occhi/Dio è morto/Dea/Notti senza cuore/Oh marinaio/Io/Amandoti/Bello e impossibile/Latin lover/Mama/Sei nell’anima/Meravigliosa creatura/L’immensità/Un’estate italiana/Aria

GALLERY FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

ALTRE DATE DEL TOUR DI GIANNA NANNINI (che dopo Roma è stata domenica 24 luglio a Cattolica, Arena della Regina) saranno:

Tarvisio, Piazza Unità, venerdì 29 luglio

Molfetta, Banchina San Domenico, venerdì 12 agosto

Paestum, Teatro dei Templi, sabato 13 agosto

Martina di Castagneto, Arena Bolgheri, martedì 16 agosto

Forte dei Marmi, Villa Bertelli, mercoledì 17 agosto

Soverato, Summer Arena, domenica 21 agosto

Agrigento, Teatro Valle dei Templi, martedì 23 agosto

Palermo, Teatro di Verdura, mercoledì 24 agosto

Taormina, Teatro Antico, venerdì 26 agosto

Prato, Piazza Duomo, giovedì 1 settembre

Spello, Villa Fidelia, sabato 3 settembre

GALLERY FOTOGRAFICA 2 A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Antonello Venditti, a Roma non è mai un concerto come gli altri

VENDITTI ALLA CAVEA (1)

Ancora una volta il cantautore romano è riuscito ad entusiasmare i tanti affezionatissimi fan venuti a un suo concerto, regalando loro uno spettacolo magnifico. Quando Antonello Venditti suona nella sua città riesce sempre a dare il meglio di se. Lo ha fatto all’Olimpico in quell’indimenticabile live sotto la “Sud”, dove davvero per una sera si è toccato il Paradiso. Lo ha fatto anche l’altra sera all’Auditorium

Sarà per i ricordi, sarà per le emozioni, sarà perché un Venditti in così splendida forma non lo si vedeva da tempo, o per la scelta del tipo di concerti che sta portando in giro per l’Italia, vero è che Tortuga Tour  di Antonello Venditti è una delle tournée più belle di sempre nella lunga carriera del cantautore romano.

Il concerto del 15 luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica ha rappresentato un’altra occasione ghiotta per ripercorrere la sua straordinaria carriera artistica, dalle canzoni dell’ultimo album Tortuga ai grandi successi del Folkstudio.

VENDITTI ALLA CAVEA (2)

Un Antonello Venditti rinvigorito, elevato all’ennesima potenza, in una forma smagliante da far invidia ai più giovani e capace di portare i suoi sessantasette anni con  incredibile disinvoltura.

Ha trascinato il pubblico attraverso una scaletta di canzoni poste una dietro l’altra come fotografie in un album dei ricordi di una grande famiglia, coinvolegendolo in una vera e propria festa. Così come avvenne già all’Olimpico quel sabato 5 settembre 2015, consegnato ormai alla storia della musica italiana, grazie anche al doppio album live che ne venne fuori “Tortuga Un giorno in paradiso Stadio Olimpico” uscito il 4 dicembre 2015, con relativo film del concerto in DVD.

Chi è stato presente a quell’evento, difficilmente potrà dimenticarlo, sono cose che rimangono dentro: emozioni che si sommano ad emozioni, una grane festa tra amici, la celebrazione della carriera musicale straordinaria di uno degli ultimi grandi cantautori italiani contemporanei.

VENDITTI ALLA CAVEA (9)

Ma il concerto alla Cavea non è stato da meno, certamente ambiente più piccolo, ma comunque grande, grandissimo spettacolo,  per uno degli appuntamenti più belli ed intensi del cartellone 2016 di “Luglio Suona Bene

Una scaletta, quella proposta alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, che ripercorreva più o meno fedelmente quella del megaconcerto-evento all’Olimpico, composta da ventitré canzoni, tra le sue più belle di sempre: “Piero e Cinzia”, “Lilly”, “Sotto il segno dei pesci”, “Ci vorrebbe un amico”, “Notte prima degli esami”, “Bomba o non bomba”, “Sara”, “Cosa avevi in mente?”, “Unica”, “Amici mai”

Tutti tasselli di un grande carriera, ma anche della vita di tutti noi. Chi non si è mai innamorato o ha ascoltato in auto in piacevole compagnia almeno due o tre di questi brani?

Chi, non ha mai ascoltato in sottofondo prima della maturità “Notte prima degli esami” nelle afose sere di studio ripassando l’ultima lezione sul libro al lume di una lampada al neon, vicino a una finestra aperta per far passare l’aria?

O chi non ha mai cantato sulla spiaggia con gli amici e soprattutto con quell’amico che sapeva suonare la chitarra (assolutamente necessario in ogni comitiva) almeno una volta “Sara”?

VENDITTI ALLA CAVEA (11)

Chi ha vissuto la propria adolescenza negli anni Ottanta, in questi concerti lascia sempre un pezzo di cuore, e bene ha fatto Venditti alla fine a chiamare tutti sotto il palco. La festa non sarebbe stata completa senza un finale dove si rompevano indugi e cordoni di sicurezza, solamente per divertirsi tutti insieme tra musica e parole, tra emozioni e sogni…una vita, un’adolescenza, anni spensierati raccontati e saputi raccontare da un grandissimo artista dei nostri giorni, orgogliosamente romano e in quanto romano capace di dare un senso maggiore ai suoi concerti nella sua città, affinché non siano mai  eventi come gli altri, ma siano in grado di lasciare quel qualcosa in più.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO