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Eravamo quattro amici al bar…

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Testo e foto di GIAMPAOLO VASSELLI

No non siamo stati ad un concerto di Gino Paoli, ma proprio al concerto di quattro amici che si sono conosciuti al bar.

Dopo la musica d’autore con “A” maiuscola di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese, il progetto “Sopra C’é Gente” ospitato dalle mura della Antica Stamperia Rubattino ci ha permesso di incontrare “STELLE DEL BAR” un gruppo di musicisti, arrangiatori, autori, che forse non hanno avuto la fama ma che salgono ancora sul palco con il sorriso e la voglia di divertirsi e divertire.

Il gruppo si racconta così:

“La band nasce nel 1982 con un repertorio completamente originale di musica folk e country, con testi scritti da Alessandro De Gregori. Nel corso degli anni 80, si esibisce in diversi concerti (tra cui alcuni effettuati anche al Folkstudio di Roma) nella formazione che vede Stefano Carlucci ed Arturo Danesi come autori ed esecutori su chitarra acustica, basso e mandolino, e Orsola Fortunati vocalist. Sempre in quegli anni il Gruppo raccoglie eco e riscontri anche a livello internazionale, con incoraggianti riconoscimenti anche durante alcuni tour effettuati in giro per l’Italia.
Dopo una lunga pausa artistica, la band vince nel 2011 il primo premio del 14^ Concorso Marystar Voci d’oro sezione Cantautori. L’inserimento di Donatella Nicolosi, vocalist e co-autrice di alcuni brani di successo rende possibile il rilancio del gruppo in chiave Jazz-Blues e Fusion. Le stelle del Bar con una formazione più ampia e rinnovata partecipano successivamente a no.2 edizioni del concorso internazionale Emergenza Rock (2011 e 2014) arrivando fino alle semifinali regionali del Lazio.
La band, ora in formazione completa, annovera professionisti molto conosciuti sulla scena romana Marco Maturi (Basso), Ettore D’Andrea (Percussioni), Stefano Spatuzzi (Voce)) in grado di spaziare dal Rock al Blues, fino ad arrivare al Rythm&Blues. Le performance della band, oltre a includere un ampio repertorio di cover personalizzate di brani celeberrimi tratti dal repertorio dei Beatles, Rolling Stones, America, Clearence Clearwater Revival, Prince, Pino Daniele, Battisti, Crosby-Stills-Nash & Young, etc.., gode di un proprio repertorio di una trentina di brani originali scritti ed arrangiati da Stefano Carlucci, Arturo Danesi, Donatella Nicolosi, oltre che dagli altri componenti del Gruppo.”
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Donatella Nicolosi voce femminile del gruppo

La serata parte come uno spettacolo teatrale.

I due fondatori Carlucci e Danesi sembrano immersi nelle prove di quello che l’indomani sarà il concerto a cui invece stiamo assistendo, e che parte definitivamente quando il resto della band sale sul palco.

 

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme a Danesi (foto sotto)

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme ad Arturo Danesi (foto sotto)

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Raccontano di essersi conosciuti sui banchi di scuola, di aver continuato l’amicizia sui tavolini di un bar, le cui belle cameriere hanno ispirato il nome del gruppo, ricordano il loro amico scomparso Alessandro De Gregori (cugino del più noto Francesco) dai cui testi è partita tutta questa avventura.

Si dichiarano “beatlesiani” nell’epoca i cui “amavi i Beatles o i Rolling Stones” ma già dalle prime cover che aprono il concerto si capisce che il soul ed il blues scorre nelle loro note.

Alternando cover a pezzi originali e propri accompagnano il pubblico in quella che è stata la loro storia musicale, nel quale è difficile non immedesimarsi, tra risate e malinconie.

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

“..In fondo…”  ci aveva confessato Stefano Carlucci prima di salire sul palco, “… fare musica per noi che poi facciamo un altro mestiere non è altro che l’alternativa agli anti depressivi e giocare con le nostre passioni..”.

Ma l’anima anglosassone tra il rock ed il blues americano è anche arricchita dalle incursioni cantautorali di Donatella Nicolosi che dona al gruppo oltre la sua voce alcuni testi che nella loro storia li ha portati anche a vincere dei premi in prestigiosi festival.

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Ettore D’Andrea(batteria) e Marco Maturi (basso, nella foto sotto)

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La serata si chiude con un omaggio al neo premio Nobel BOB DYLAN, sia con una cover (Knock Knocking Heaven’s  Door), che con un loro pezzo originale arrangiato nello stile delle ballate country che hanno permesso al menestrello americano di arrivare a questo premio.

Il bis è un saluto struggente ancora all’amico De Gregori, che mette il groppo alla gola sia al pubblico che agli artisti stessi.

Spero di aver riportato al meglio la bellissima aria che si respirava l’altra sera perché più di una volta mi sono commosso ed ho ripensato alle parole di Michele Ascolese “ ..le canzoni sono belle quando sono scritte con il cuore…”  e di cuore ce ne era tanto.

LOCALE (2)

SCALETTA:

Sitting on a dock

Molly

Help

I Herad To Gravepine

Io non esisto più

Irish Coffe

Man’s World

Tutte le Donne

Stasera Canto Per Te

Canzone D’amore

Mat’s Dream

Catene D’amore

Unchain My Heart

Europa

Halleluja

Ultima Canzone

Ribelle

Stelle Del Bar

Knock Knocking Heaven’s Door

Bar del Temporale

PALCO E STRUMENTI_DSC7463

MUSICISTI:

Stefano Carlucci     – Chitarre

Arturo Danesi         – Tastiere

Marco Maturi         – Basso

Ettore D’andrea      – Batteria

Stefano Spatuzzi     – Voce

Donatella Nicolosi   – Voce

https://www.facebook.com/stelledelbar/?fref=ts

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Inverso, ritorno in grande stile

INVERSO AL CONTESTACCIO (7)

Sabato 8 ottobre la fok band romana ha presentato ufficialmente il video di “Fiori di Bach” tratto dall’ultimo album “Una vita a metà”, al Contestaccio. E’ stata l’occasione anche per presentare al pubblico il nuovo batterista Enrico Caruso.

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto modo di vedere dal vivo gli Inverso. Tempo che è passato via veloce attraverso sguardi, pensieri, parole, sogni, rumori, esperienze e canzoni. Ma poi, quando alla fine ti vedi davanti ancora una volta questa band, è come se tutto questo tempo e tutto ciò che esso ha contenuto dentro non fosse mai passato.

Ogni volta è sempre un’esperienza di grande impatto emotivo. Sarà che ogni loro canzone ha il fascino del racconto in prima persona della vita, ha dentro un po’ di tutto, tutto quello che veniva contenuto nel tempo trascorso, citato qualche riga sopra.

Carlo Picone

Carlo Picone

Nelle loro canzoni si evince il metodo indagativo della realtà con il quale scrutano il presente, cercano risposte sul futuro e richiamano il passato. Testi sempre poetici, onirici, in perenne equilibrio tra reale e surreale, tra sogno e finzione scenica: ogni canzone è una maschera che viene giù e dietro si scopre il volto reale delle cose.

Conosciamo gli Inverso così bene e da così tanto tempo che potremmo oramai non stupirci più di nulla che li riguardi, ma non è così.

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

INVERSO AL CONTESTACCIO (8)

L’anteprima del film che si è tenuta il 16 Giugno 2014 nella storica, e per l’occasione piena, Sala 4 del cinema Adriano di Roma. La band infatti ha anticipato la proiezione del film suonando live sullo stesso palco dove nel 1965 si esibirono i Beatles nella loro unica performance romana era per esempio qualcosa che non ci saremmo aspettati nemmeno noi.

Gli Inverso sono una band con mille idee, dove l’unione delle diverse arti è alla base del loro progetto e che guarda alla vita e alla musica da una prospettiva diversa, una proposta nuova ed intrigante e un doveroso proseguimento della migliore tradizione cantautorale italiana. Per questo ogni loro performance dal vivo è come un pacco regalo nel quale non sai cosa c’è dentro. Basta scartare per capire cosa ci si trova. Vale la stessa cosa anche per il nuovo disco “Una vita a metà” del quale ne è uscita notizia anche sull’ANSA. Si tratta del  secondo album ufficiale dopo il successo del disco d’esordio ‘La pioggia che non cade’

Anna Russo al violoncello

Anna Russo al violoncello

Al Contestaccio è stato presentato lo scorso sabato 8 ottobre, il video ufficiale di “Fiori di Bach” tratto da questo loro secondo importante lavoro. E’ stato il primo live con la formazione nuova, anche se poi alla fine è cambiato solo il batterista e allo storico drummer del gruppo Mauro Fiore è subentrato  Enrico Caruso alla batteria, gli altri elementi sono sempre Vincenzo Picone al basso, Carlo Picone chitarra, piano e voce, Anna Russo al violoncello e Vincenzo Citriniti al sax.

Il live al Contestaccio è stato improntato per la maggior parte su brani del nuovo album come appunto “Fiori di Bach”, “Una vita a metà”, “Bella de Papà”, “Dorian Gray” e “Tu Ridevi Spesso“, ma che non ha lesinato la riproposizione di alcuni brani più vecchi e molto amati dal pubblico che li segue come “Adesso ad Est“.

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Tra swing, canzone d’autore e folk popolare il nuovo album degli Inverso, appare come un lavoro molto complesso sia nella struttura musicale che nelle tematiche, malinconico per certi versi, al punto da diventare quasi un disco d’atmosfera, che sicuramente segna un passo in più verso la completa maturazione artistica di questo gruppo. Qualcosa di veramente originale, anche se marcatamente richiamante ad un sound ammiccante agli anni ’30 e ’40 in un’epoca in cui sembra scontato e nella quale pare non si riesca più a fare della buona musica. Gli Inverso in questo appaiono come l’isola felice nel mare in tempesta.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Riano aspetta i Flamenco Tango Neapolis

Viento da Napoli a Buenos Aires

Questa sera imperdibile appuntamento con lo lo spettacolo “Viento da Napoli, a Siviglia… a Buenos Aires”, spettacolo già applaudito all’Auditorium della Conciliazione di Roma e al Maschio Angioino di Napoli.

Una serata dedicata a Fernanda Adami, importante esponente della cultura nel comune di Riano, che è stata tra gli ideatori del progetto “Teatro nelle Cave”, ed è purtroppo recentemente scomparsa.

Sarà il collettivo artistico “Flamenco Tango Neapolis”, progettato ed ideato da Salvo Russo, a renderle il giusto omaggio con questo spettacolo Viento da Napoli, a Siviglia… a Buenos Aires” che il gruppo sta portando con successo in giro per l’Italia. Tra le cornici più suggestive nelle quali si è svolto questo spettacolo vanno citati l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Maschio Angioino di Napoli.

Questa sera la cornice ideale saranno le Cave di Riano, in Via Rianese Km 4.350, Riano (RM)

Appuntamento alle 21:15.

” Flamenco Tango Neapolis” è un entusiasmante progetto artistico, nato nel 2009 e diretto da Salvo Russo (musicista e compositore napoletano), che unisce il flamenco, il tango argentino e la tradizione musicale napoletana in un’originale contaminazione di stili.
“VIENTO” è il titolo del nuovo spettacolo di Flamenco Tango Neapolis, un viaggio in musica che parte da Napoli alla scoperta di un “altro” Sud, delle sue tradizioni, della sua energia e delle sue emozioni.
Le musiche (composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo) rappresentano l’essenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione.
E’ così che “Scalinatella” diventa la musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “’O Guarracino” irrompe con tutta l’energia di una “Buleria napulitana” in una vera e propria “juerga flamenca”.
Viento” è un quadro dai colori vivaci, romantici e suggestivi che si rivela allo spettatore attraverso l’arte della musica e della danza, catturandone la mente ed il cuore in uno spettacolo tutto da vivere.”

Per maggiori info:
tel. 329 062 6254
http://www.comune.riano.rm.it

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Lucinda Williams per la prima volta a Roma in tour

Lucinda Williams_live a Roma

La cantautrice americana Lucinda Williams sarà in concerto il 18 luglio a Villa Ada, nell’ambito della rassegna “Roma Incontra il Mondo”, dove presenterà il suo nuovo lavoro, “The Ghosts of Highway 20”.

Senza dubbio, Lucinda Williams è una delle più apprezzate e carismatiche cantautrici americane in attività con il suo stile personale in cui convergono influenze blues folk, country e southern rock, ed una voce inconfondibile, roca ed espressiva, che si adatta perfettamente sia al rock che al cantautorato.

Abbiamo tutti sentito parlare dell’iconica Route 66, delle luci di Broadway e della Pacific Coast Highway, con la sua vista mozzafiato sull’oceano, ma ci sono storie e strade ancora sconosciute che si snodano attraverso gli Stati Uniti.

Lucinda Williams con il suo ampio e avvolgente “The Ghosts of Highway 20” ha deciso di portare alla luce queste storie, regalando agli ascoltatori un quadro vivido, lucido e incredibilmente realistico su come l’Highway 20 sia stata la strada della sua vita, in senso sia letterale che figurato.

Le 14 canzoni che compongono il disco, intense e coinvolgenti, sono probabilmente il più sentito, profondo e personale lavoro della cantante, in più di 35 anni di carriera.

È letteralmente una mappa della mia vita in molti sensi” racconta. “Ci spostavamo in autobus tra uno show e l’altro e tra una città e l’altra, e continuavo a vedere cose che mi riportavano indietro nel tempo, in luoghi e momenti del mio passato […] le canzoni sono praticamente nate da sole”.

Nello stile narrativo di Lucinda Williams c’è un forte senso della memoria, ma sono le interazioni tra i musicisti ad aggiungere luci e ombre, chiari e scuri, spesso anche all’interno dello stesso passaggio.

Lucinda Williams ha seguito il suo percorso personale per più di tre decenni, facendosi strada a partire da Lake Charles, Louisiana, dove la sua educazione iconoclasta l’ha aiutata  a creare lo stupendo “Lucinda Williams (aka The Rough Trade album)”, il suo album di debutto pubblicato nel 1988 e definito dalla critica “Un lavoro perfetto”.

Per tutti questi anni la cantautrice ha attraversato il paese, suonando e registrando pezzi che hanno ottenuto una fama immensa e un grande rispetto all’interno dell’industria musicale, come per esempio quella Passionate Kisses che le regala il suo primo Grammy Award, o  Car Wheels on a Gravel Road, con cui si aggiudica un secondo Grammy.

Lucinda attribuisce l’iniezione di vitalità e passione che emerge sempre più chiaramente nei suoi lavori alla presenza di Tom Overby, suo partner nella vita e nella musica, che l’ha sempre incoraggiata a proseguire in direzioni che altrimenti non avrebbe osato esplorare: questo processo ha raggiunto il suo apice in “The Ghosts of Highway 20”, album nel quale Lucinda sperimenta fraseggi e persino una vocalità jazz, alla Van Morrison, e lascia libero di esprimersi anche il suo lato più letterario.

Non perdete l’occasione di ascoltare dal vivo un’artista con un carisma e una sensibilità fuori dal comune, per due grandi appuntamenti (il secondo live sarà il giorno dopo, 19 luglio, al “Buscadero Day” di Pusiano) che non deluderanno neppure i palati più fini.

18 LUGLIO 2016 | ROMA, VILLA ADA “ROMA INCONTRA IL MONDO”

Live realizzato da Hub Music Factory – in collaborazione con BPM concerti

 Biglietti:  25 euro + ddp (alla cassa 30 euro)

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Enrico Zanisi Piano Tales all’Accademia Filarmonica Romana

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Terzo e ultimo appuntamento della rassegna Jazz alla Filarmonica Romana venerdì 10 giugno in Sala Casella (via Flaminia 118, ore 21.30) con Enrico Zanisi, nuovo talento del jazz italiano, pianista romano, classe 1990, già Premio Top Jazz 2012 e Premio Siae 2014.

Zanisi presenta per l’occasione il suo nuovo album Piano Tales, primo album in piano solo (registrato per la Cam Jazz) che segue tre album in trio e diversi progetti collaterali che hanno attirato l’attenzione di pubblico e critica sul giovane artista.

 Fin dal suo esordio, Zanisi ha mostrato la stoffa del musicista in grado di bruciare le tappe, quello cui l’etichetta di enfant prodige del jazz italiano era destinata ben presto a stare stretta. Piano Tales giunge a suggello di un percorso in cui il pianista ha esplorato i confini della propria musica mantenendo intatta quella grazia priva di artifici che la contraddistingue. Il disco disvela un Zanisi più maturo ma soprattutto più consapevole delle proprie potenzialità d’autore e di interprete.

L’album è composto da undici tracce, la maggior parte delle quali al di sotto dei quattro minuti di durata, a testimonianza di un lavoro che vuole proporsi come una raccolta di impressioni musicali, più che un concept vero e proprio. Non mancano episodi più articolati e dall’approccio improvvisativo più strutturato ma a dominare, in un’atmosfera in cui trovano spazio pieni e vuoti, musica e silenzi, è l’ariosità del pianismo di Zanisi, capace di essere ineffabile e incisivo allo stesso tempo.

Difficile riscontrare in un musicista tanto giovane una tale consapevolezza dei propri mezzi e una personalità musicale già così definita, eppure Zanisi possiede senza ombra di dubbio entrambe le cose.

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 Classe 1990, Enrico Zanisi è cresciuto in una famiglia di musicisti, ascoltando anche gruppi come gli Emerson Lake Palmer, i Genesis e i Led Zeppelin, e intraprendendo un iter di studi completo, diplomandosi con lode in pianoforte al Conservatorio de L’Aquila e laureandosi, sempre con lode, in jazz.

 Nel 2012 ha vinto il premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento, indetto dalla rivista Musica Jazz. Il 9 giugno 2014 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione del Festival “Una Striscia di Terra Feconda” Enrico Zanisi vince il Premio Siae per la Creatività. La giuria composta da Danilo Rea, Rita Marcotulli e Rosario Giuliani ha attribuito questo premio con la seguente motivazione:

“Per la straordinaria personalità evidenziata sia come leader del suo avvincente trio che come partner di alcuni dei più prestigiosi solisti italiani”.

 A maggio 2015 ha concluso un tour internazionale che lo ha visto esibirsi in India, Sud America, Norvegia, Messico e Brasile. All’estero, tra le altre cose, ha suonato anche al 12 Points Festival di Dublino, al Tabarka Jazz Festival in Tunisia, al Tanjazz di Tangeri e presso gli Istituti Italiani di Cultura di Strasburgo e di Londra e in piano solo al Festival di Edimburgo. Il 19 febbraio 2016 pubblica per la Cam Jazz l’album in piano solo Piano Tales.

 Biglietti: 10 euro posto unico (più diritto di prevendita).

Info: tel. 06-3201752, email promozione@filarmonicaromana.org

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La voce british di Cleveland Watkiss dal vivo all’Elegance Cafè in trio

Cleveland Watkiss

Nato nell’East End di Londra, virtuoso cantante, attore e compositore Cleveland Watkiss ha studiato canto presso la London School of Singing con l’opera coach Arnold Rose e alla Guildhall School of Music and Drama.

Fondatore dei mitici Jazz Warriors, che hanno rivoluzionato letteralmente in UK il concetto di jazz, Cleveland è stato protagonista indiscusso delle serate Metalheadz di Londra con Goldie, Talvin Singh, Fabio & Grooverider. Ha inciso con il tablista indiano l’album che ha vinto il Mercury Prize “OK” nel 2000.

La risposta inglese a Bobby Mc Ferrin e Al Jarreau, Watkiss è richiestissimo da artisti pop, jazz, rock e altro, dalla The Royal Philharmonic Orchestra, passando per Bjork, Robbie Williams, Bob Dylan, Brandford Marsalis, e tanti altri.

È stato in tour negli USA con gli Who e ha terminato una serie di concerti in duo con la pianista coreana Nikki Yeoh. Con il compositore Julian Joseph ha riscosso un successo enorme con l’opera “The Bridgewater”. Cleveland è entrato poi nei Wire/Guardian Jazz Awards ed è stato votato miglior cantante per tre anni consecutivi, aprendo poi i concerti di due delle jazz vocalists più grandi del mondo, Cassandra Wilson e Abbey Lincoln.

Sul palco Cleveland Watkiss (voce), Antonio Figura (piano) e Paolo Recchia (sax).

Giovedì 9 e venerdì 10 giugno ore 23.00

Elegance Café

Via Vittorio Veneto 83 / 87 – Roma

Ingresso libero consumazione obbligatoria euro 15

Infoline 0642016745

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Pietro Dall’Oglio, musica per ricordare il fratello Paolo

Pietro Dall'Oglio

Pietro Dall’Oglio sarà in concerto domani, sabato 14 maggio al Teatro Lo Spazio. Il cantautore fratello del missionario rapito in Siria e del quale non si sa più nulla dal lontano luglio 2013. A lui ha dedicano una canzone “Abuna Paolo”

Sabato 14 maggio alle ore 21.00 al Teatro Lo Spazio il cantautore Pietro Dall’Oglio, presenterà il suo ultimo lavoro discografico “L’anima che parla”, accompagnato sul palco da Piera Pizzi (voce), Alfredo Bochicchio (chitarre) Peter De Girolamo (tastiere) e Francesco Luzzio (basso).

Per lui un gradito ritorno nello spazio romano nel quale si è esibito già lo scorso 19 marzo. La carriera artistica di Dall’Oglio comincia quarant’anni fa: nel 1975 inizia a studiare le percussioni, in Italia prima, a New York e a Porto Rico. Si interessa sin da subito di sonorità esotiche, principalmente afro-cubane, latin, world beat diventando membro più o meno stabile in molte formazioni di genere come Serpiente Latina, Takoma e Angostura.

Dopo anni dedicati alla World Music e alla Salsa cantata in italiano, collaborando con i migliori Salseros cubani, si è avvicinato al rap, ritenendo di poter in tale stile musicale esprimere più liberamente i propri testi, accostando la musica a concetti e argomenti che parlano d’amore, dell’anima e di introspezione psicologica.

E’ sicuramente uno dei cantautori più sperimentali che abbiamo attualmente in Italia, davvero la sua arte è un continuo sperimentare, traendo spunto ed ispirazione continue per ogni sua opera, da visioni, sensazioni, stati d’animo.

La vicenda di suo fratello Paolo, non poteva non coinvolgere la sua composizione musicale. Il gesuita italiano che in Siria ha rifondato la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa (Monastero di san Mosè l’Abissino), erede di una tradizione cenobitica ed eremitica risalente al VI secolo, è scomparso da tre anni. Rapito il 29 luglio 2013 forse da elementi vicino al gruppo estremistico di Jabhat al-Nuṣra (gruppo di ribelli che si ritiene vicino ad Al Qaida), non si hanno più notizie di lui da quel giorno. Per Paolo, Pietro Dall’Oglio ha scritto la bellissima “Abuna Paolo”,  delicato brano rap che ovviamente presenterà anche nel concerto di domani sera al teatro Lo Spazio.

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Milagro Acustico, vent’anni d’attività in un concerto all’Auditorium Parco della Musica

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Milagro Acustico celebra i suoi venti anni di attivita’ con un nuovo progetto dedicato alla grande cantante siciliana Rosa Balistreri a venticinque anni dalla sua scomparsa.

Lo fa reinterpretando e arrangiando alla propria maniera i brani che la cantante ha reso popolari, canzoni che assumono cosi’ un sapore piu’ attuale e inedito, dalle forti tinte che vanno dal Funk al Jazz al Reggae e che mettono ancora di piu’ in risalto la grande modernita’ del messaggio di Rosa. Prosegue così l’opera di Rosa Balistreri, come richiesto nel suo testamento artistico:

“…Quando moriro’ cantate i miei canti non li scordate, cantateli per gli altri. Quando moriro’ pensatemi ogni tanto perche’ per questa terra in croce, saro’ morta senza voce.”

Canzoni indimenticabili dedicate ai carcerati, ai disperati, agli ultimi della Terra, seguendo quel cammino gia’ segnato dal poeta Ignazio Buttitta al quale Milagro Acustico ha dedicato il cd “Sangu ru Poeta” nel 2011. Interprete d’eccezione per il live e’ la cantante Debora Longini, che ha saputo confrontarsi con il canto unico e sofferto di Rosa Balistreri, trovando una via personale per avvicinarsi alle sue canzoni.

 Rosa del Sud e’ anche il titolo del CD uscito nel 2015, il decimo della loro produzione artistica. In questa occasione, Milagro Acustico proporra’ alcuni brani del proprio repertorio recente, grazie alla presenza del cantante tunisino Marwan Samer.

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Milagro Acustico nasce nel 1995. Obiettivo principale: riportare alla luce le pagine meno note o dimenticate della nostra cultura, collaborare con organizzazioni, istituzioni e artisti di tutto il mondo alla creazione di un ponte culturale per mettere in comunicazione i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, promuovere e diffondere la cultura mediterranea.

Da questo punto di vista, Alcuni degli obiettiti più importanti raggiunti fin’ora, sono stati quelli di far parte delle associazioni internazionali che hanno collaborato con gli Istituti Italiani di Cultura di Ankara e Istanbul alla progettazione e realizzazione del “KaleidoskopEurope project” nell’ambito del programma UE-Turchia – Civil Society Dialogue – Cultural Bridges, finanziato dalla Unione Europea, nel 2009.

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Sotto la direzione artistica di Bob Salmieri, 35 musicisti, italiani e turchi, hanno effettuato un tour nelle principali Università turche, realizzando 24 concerti e numerosi workshop. Il tour ha visto le sue date conclusive nell’aprile del 2010 al Teatro Palladium-Terza Università di Roma, nell’ambito del prestigioso Roma Europa Festival con tre giorni di concerti e workshop e la organizzazione del Cultural Brige Festival, svolto presso il Centro di accoglienza Baobab di Roma nel 2014.

Milagro Acustico ha dedicato quasi tutta la sua produzione discografica alla poesia di poeti come: Omar Khayyam, Ignazio Buttitta, Nazim Hikmet e una trilogia sui Poeti Arabi di Sicilia.

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Agnese Valle, nuovo album in anteprima all’Asino che Vola

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La cantautrice e clarinettista romana Agnese Valle presenta in anteprima il suo secondo album “Allenamento al buonumore” la cui uscita nei digital store è prevista per il 4 maggio.

Allenamento al buonumore” è un disco schietto, fresco, asciutto. Senza orpelli. Un album corale, costruito in sala prove, in cui la band è al centro di tutto e lavora insieme alle varie fasi di produzione: dall’arrangiamento all’esecuzione.

E’ anche “un attestato di ottimismo, un inno al sorriso, una danza ad un giorno di sole”.

A rendere ancora più particolare questa presentazione sarà la mostra degli artisti Chiara Baglioni, Giulia Cavallini, Armando Dozza, Claudia Evangelisti, Giulia Hrvatin e Claudia Intino che, attraverso le loro opere hanno voluto “raccontare” alcuni dei brani dell’album.

Si tratta del secondo album dell’artista, dopo “Anche oggi piove forte” in uscita nei digital store il 4 maggio. Verrà presentato in anteprima esclusiva a L’Asino che Vola celebre locale romano di musica live con un concerto ed una mostra di opere ispirate alle nuove canzoni

AGNESE VALLE PRESENTA IN ANTEPRIMA ALLENAMENTO AL BUONUMORE
VENERDì 15 APRILE ORE 22.00
L’ASINO CHE VOLA
Via Antonio Coppi 12d
Roma

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Agnese Valle, classe 1986, inizia la sua formazione musicale alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio e prosegue il suo percorso presso il Conservatorio di Musica di Santa Cecilia in Roma presso il quale si diploma in clarinetto nel 2009. Parallelamente si dedica allo studio del canto sotto la guida di Raffaella Misiti (Acustimantico ) e consegue numerosi masterclass e stage di perfezionamento musicali, canori ( Andrea Rodini, Claudio Fabro, Mary Satrakian, Susanna Stivali ) e teatrali in Italia e all’estero.

Diverse le collaborazioni in studio di registrazione e sul palco, come solista e orchestrale fra musica, teatro e musical. Dal 2009 è voce solista e 1°clarinetto nell’Orchestra del 41°Parallelo. Nel 2014 realizza il suo primo album “ Anche oggi piove forte…” inserito tra i 30 dischi candidati alla Targa Tenco “Opera prima” 2014; nel  2015 è selezionata per le audizioni live di Musicultura ed è semifinalista al Premio Fabrizio De Andrè.

Dal 2014 è docente presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia per CO2, per un progetto di educazione all’ascolto nelle carceri ideato da Franco Mussida, presso la quale nel luglio 2015 organizza un concerto per le detenute. Dal 2016 è cantante e clarinettista della Med Free Orkestra. Il suo clarinetto lo troviamo anche nella colonna sonora del film di Edoardo LeoBuongiorno Papà”; nel video “Se non ora quando” a cura di L.Savino e Cristina Comencini;  in “Cancao do mar” con Francesco Di Giacomo e nell’album “ Il fischio del vapore “ di Francesco De Gregori e Giovanna Marini.

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In viaggio con Luigi Perazzelli

Come d’abitudine per noi di RomaSuonaBene, da sempre vicini alla musica emergente (quella buona, ovviamente!), continuiamo a proporvi video di artisti giovani artisti emergenti: questa volta vi parliamo di Luigi Perazzelli

Dopo Mardi Gras ed  Hera, passiamo a proporvi il brano di Luigi Perazzelli, giovane cantautore romano dall’anima rock e ribelle, con questo bel brano “I Nostri Viaggi“un viaggio metaforico nelle capitali d’Europa e una storia d’amore un po’ tormentata. Tratto dall’album “Tempi Supplementari” di Luigi Perazzelli, il video vede la regia di Francesco Manfredi e il brano, scritto da Luigi è arrangiato da Diego Calcagno con il mixaggio a cura di Marcello Daga.