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Release Party DGM il 22 ottobre 2016 al Jailbreak Live Club

release party jailbreak

Il 22 ottobre 2016 il Jailbreak Live Club ha in serbo una grande sorpresa per il mondo metal.

Il noto gruppo prog power metal DGM ha scelto come cornice il Jailbreak Live Club per il release party del loro nuovissimo lavoro in studio, The Passage, pubblicato dalla Frontiers Records. Daranno così il via al loro tour nuovo e ad un’avventura con la Frontiers Records. Questo nono full lenght è il culmine di più d 20 anni di duro lavoro, studio e tantissima gavetta nell’ambito musicale, in un percorso iniziato nel 1997, con l’uscita di un mini album autoprodotto Random-Access Zone.

Formazione DGM: Mark Basile (vocals), Simone Mularoni (guitars), Andrea Arcangeli (bass), Fabio Costantino (drums), Emanuele Casali (keyboards).

Ad aprire ci saranno gli Influence X e i Mindcrime.

Gli Influence X sono una band di Siebnen, Svizzera, che ha iniziato il suo percorso nel 2006. Il loro nome deriva dal fatto che nel loro sound d’insieme si avvalgono di molteplici influenze musicali, anche se il loro principale canale di ispirazione proviene dal progressive rock e dal progressive metal.

Formazione: Ramin Daenzer (vocals),Rodger Iqbal (guitar), Vito Staedler (keyboards), Roger Heim (drums), Ralph Zollinger (bass).

I Mindcrime sono una band romana che in origine è nata come cover nel 2009, ma poi si è cimentata nel pubblicare un album inedito di debutto, dal titolo Checkmate the King (2014), ottenendo molte recensioni positive.

Formazione: Bruno Baudo (voice), Maurizio Taccioli (giutar), Michele Serra (giutar), Adriano “Renegadrian” Cilenti (bass), Dario Calì (drums).

Apertura ore 20,00
Inizio concerti ore 21,30

Ingresso 8 euro

Jailbreak Live Club
Via Tiburtina 870
00155 Roma (RM)

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Eravamo quattro amici al bar…

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Testo e foto di GIAMPAOLO VASSELLI

No non siamo stati ad un concerto di Gino Paoli, ma proprio al concerto di quattro amici che si sono conosciuti al bar.

Dopo la musica d’autore con “A” maiuscola di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese, il progetto “Sopra C’é Gente” ospitato dalle mura della Antica Stamperia Rubattino ci ha permesso di incontrare “STELLE DEL BAR” un gruppo di musicisti, arrangiatori, autori, che forse non hanno avuto la fama ma che salgono ancora sul palco con il sorriso e la voglia di divertirsi e divertire.

Il gruppo si racconta così:

“La band nasce nel 1982 con un repertorio completamente originale di musica folk e country, con testi scritti da Alessandro De Gregori. Nel corso degli anni 80, si esibisce in diversi concerti (tra cui alcuni effettuati anche al Folkstudio di Roma) nella formazione che vede Stefano Carlucci ed Arturo Danesi come autori ed esecutori su chitarra acustica, basso e mandolino, e Orsola Fortunati vocalist. Sempre in quegli anni il Gruppo raccoglie eco e riscontri anche a livello internazionale, con incoraggianti riconoscimenti anche durante alcuni tour effettuati in giro per l’Italia.
Dopo una lunga pausa artistica, la band vince nel 2011 il primo premio del 14^ Concorso Marystar Voci d’oro sezione Cantautori. L’inserimento di Donatella Nicolosi, vocalist e co-autrice di alcuni brani di successo rende possibile il rilancio del gruppo in chiave Jazz-Blues e Fusion. Le stelle del Bar con una formazione più ampia e rinnovata partecipano successivamente a no.2 edizioni del concorso internazionale Emergenza Rock (2011 e 2014) arrivando fino alle semifinali regionali del Lazio.
La band, ora in formazione completa, annovera professionisti molto conosciuti sulla scena romana Marco Maturi (Basso), Ettore D’Andrea (Percussioni), Stefano Spatuzzi (Voce)) in grado di spaziare dal Rock al Blues, fino ad arrivare al Rythm&Blues. Le performance della band, oltre a includere un ampio repertorio di cover personalizzate di brani celeberrimi tratti dal repertorio dei Beatles, Rolling Stones, America, Clearence Clearwater Revival, Prince, Pino Daniele, Battisti, Crosby-Stills-Nash & Young, etc.., gode di un proprio repertorio di una trentina di brani originali scritti ed arrangiati da Stefano Carlucci, Arturo Danesi, Donatella Nicolosi, oltre che dagli altri componenti del Gruppo.”
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Donatella Nicolosi voce femminile del gruppo

La serata parte come uno spettacolo teatrale.

I due fondatori Carlucci e Danesi sembrano immersi nelle prove di quello che l’indomani sarà il concerto a cui invece stiamo assistendo, e che parte definitivamente quando il resto della band sale sul palco.

 

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme a Danesi (foto sotto)

Stefano Carlucci, chitarrista e co-fondatore del gruppo in insieme ad Arturo Danesi (foto sotto)

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Raccontano di essersi conosciuti sui banchi di scuola, di aver continuato l’amicizia sui tavolini di un bar, le cui belle cameriere hanno ispirato il nome del gruppo, ricordano il loro amico scomparso Alessandro De Gregori (cugino del più noto Francesco) dai cui testi è partita tutta questa avventura.

Si dichiarano “beatlesiani” nell’epoca i cui “amavi i Beatles o i Rolling Stones” ma già dalle prime cover che aprono il concerto si capisce che il soul ed il blues scorre nelle loro note.

Alternando cover a pezzi originali e propri accompagnano il pubblico in quella che è stata la loro storia musicale, nel quale è difficile non immedesimarsi, tra risate e malinconie.

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

Stefano Spatuzzi, voce maschile del gruppo

“..In fondo…”  ci aveva confessato Stefano Carlucci prima di salire sul palco, “… fare musica per noi che poi facciamo un altro mestiere non è altro che l’alternativa agli anti depressivi e giocare con le nostre passioni..”.

Ma l’anima anglosassone tra il rock ed il blues americano è anche arricchita dalle incursioni cantautorali di Donatella Nicolosi che dona al gruppo oltre la sua voce alcuni testi che nella loro storia li ha portati anche a vincere dei premi in prestigiosi festival.

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Ettore D’Andrea(batteria) e Marco Maturi (basso, nella foto sotto)

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La serata si chiude con un omaggio al neo premio Nobel BOB DYLAN, sia con una cover (Knock Knocking Heaven’s  Door), che con un loro pezzo originale arrangiato nello stile delle ballate country che hanno permesso al menestrello americano di arrivare a questo premio.

Il bis è un saluto struggente ancora all’amico De Gregori, che mette il groppo alla gola sia al pubblico che agli artisti stessi.

Spero di aver riportato al meglio la bellissima aria che si respirava l’altra sera perché più di una volta mi sono commosso ed ho ripensato alle parole di Michele Ascolese “ ..le canzoni sono belle quando sono scritte con il cuore…”  e di cuore ce ne era tanto.

LOCALE (2)

SCALETTA:

Sitting on a dock

Molly

Help

I Herad To Gravepine

Io non esisto più

Irish Coffe

Man’s World

Tutte le Donne

Stasera Canto Per Te

Canzone D’amore

Mat’s Dream

Catene D’amore

Unchain My Heart

Europa

Halleluja

Ultima Canzone

Ribelle

Stelle Del Bar

Knock Knocking Heaven’s Door

Bar del Temporale

PALCO E STRUMENTI_DSC7463

MUSICISTI:

Stefano Carlucci     – Chitarre

Arturo Danesi         – Tastiere

Marco Maturi         – Basso

Ettore D’andrea      – Batteria

Stefano Spatuzzi     – Voce

Donatella Nicolosi   – Voce

https://www.facebook.com/stelledelbar/?fref=ts

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Inverso, ritorno in grande stile

INVERSO AL CONTESTACCIO (7)

Sabato 8 ottobre la fok band romana ha presentato ufficialmente il video di “Fiori di Bach” tratto dall’ultimo album “Una vita a metà”, al Contestaccio. E’ stata l’occasione anche per presentare al pubblico il nuovo batterista Enrico Caruso.

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto modo di vedere dal vivo gli Inverso. Tempo che è passato via veloce attraverso sguardi, pensieri, parole, sogni, rumori, esperienze e canzoni. Ma poi, quando alla fine ti vedi davanti ancora una volta questa band, è come se tutto questo tempo e tutto ciò che esso ha contenuto dentro non fosse mai passato.

Ogni volta è sempre un’esperienza di grande impatto emotivo. Sarà che ogni loro canzone ha il fascino del racconto in prima persona della vita, ha dentro un po’ di tutto, tutto quello che veniva contenuto nel tempo trascorso, citato qualche riga sopra.

Carlo Picone

Carlo Picone

Nelle loro canzoni si evince il metodo indagativo della realtà con il quale scrutano il presente, cercano risposte sul futuro e richiamano il passato. Testi sempre poetici, onirici, in perenne equilibrio tra reale e surreale, tra sogno e finzione scenica: ogni canzone è una maschera che viene giù e dietro si scopre il volto reale delle cose.

Conosciamo gli Inverso così bene e da così tanto tempo che potremmo oramai non stupirci più di nulla che li riguardi, ma non è così.

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

Vincenzo Picone al basso e Vincenzo Citriniti al sax, sotto il nuovo batterista e percussionista Enrico Caruso

INVERSO AL CONTESTACCIO (8)

L’anteprima del film che si è tenuta il 16 Giugno 2014 nella storica, e per l’occasione piena, Sala 4 del cinema Adriano di Roma. La band infatti ha anticipato la proiezione del film suonando live sullo stesso palco dove nel 1965 si esibirono i Beatles nella loro unica performance romana era per esempio qualcosa che non ci saremmo aspettati nemmeno noi.

Gli Inverso sono una band con mille idee, dove l’unione delle diverse arti è alla base del loro progetto e che guarda alla vita e alla musica da una prospettiva diversa, una proposta nuova ed intrigante e un doveroso proseguimento della migliore tradizione cantautorale italiana. Per questo ogni loro performance dal vivo è come un pacco regalo nel quale non sai cosa c’è dentro. Basta scartare per capire cosa ci si trova. Vale la stessa cosa anche per il nuovo disco “Una vita a metà” del quale ne è uscita notizia anche sull’ANSA. Si tratta del  secondo album ufficiale dopo il successo del disco d’esordio ‘La pioggia che non cade’

Anna Russo al violoncello

Anna Russo al violoncello

Al Contestaccio è stato presentato lo scorso sabato 8 ottobre, il video ufficiale di “Fiori di Bach” tratto da questo loro secondo importante lavoro. E’ stato il primo live con la formazione nuova, anche se poi alla fine è cambiato solo il batterista e allo storico drummer del gruppo Mauro Fiore è subentrato  Enrico Caruso alla batteria, gli altri elementi sono sempre Vincenzo Picone al basso, Carlo Picone chitarra, piano e voce, Anna Russo al violoncello e Vincenzo Citriniti al sax.

Il live al Contestaccio è stato improntato per la maggior parte su brani del nuovo album come appunto “Fiori di Bach”, “Una vita a metà”, “Bella de Papà”, “Dorian Gray” e “Tu Ridevi Spesso“, ma che non ha lesinato la riproposizione di alcuni brani più vecchi e molto amati dal pubblico che li segue come “Adesso ad Est“.

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Un momento dello show al Contestaccio che ha visto anche la partecipazione della danzatrice Sabrina

Tra swing, canzone d’autore e folk popolare il nuovo album degli Inverso, appare come un lavoro molto complesso sia nella struttura musicale che nelle tematiche, malinconico per certi versi, al punto da diventare quasi un disco d’atmosfera, che sicuramente segna un passo in più verso la completa maturazione artistica di questo gruppo. Qualcosa di veramente originale, anche se marcatamente richiamante ad un sound ammiccante agli anni ’30 e ’40 in un’epoca in cui sembra scontato e nella quale pare non si riesca più a fare della buona musica. Gli Inverso in questo appaiono come l’isola felice nel mare in tempesta.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Edoardo De Angelis e Michele Ascolese raccontano la canzone d’autore

De Angelis ed Ascoles (5)

In occasione della nuova stagione di “SOPRA C’È GENTE” progetto dell’Antica Stamperia Rubattino, abbiamo incontrato due grandi artisti , Edoardo De Angelis e Michele Ascolese.

Il primo cantautore ed autore (Lella  per se stesso e La Casa di Hilde per Francesco De Gregori sono solo due esempi, N.d.R. ) il secondo grande musicista e chitarrista che ha accompagnato i più grandi artisti italiani specialmente gran parte dela produzione di Fabrizio De Andrè.

De Angelis ed Ascoles (3)

Michele Ascolese, sotto il grande Edoardo De Angelis

DE ANGELIS (1)

Proprio ai grandi cantautori italiani è dedicato il loro ultimo progetto discografico “IL CANTAUTORE NECESSARIO” che vede Edoardo De Angelis alla voce e Michele Ascolese all’arrangiamento di alcune delle canzoni d’autore che hanno segnato il panorama musicale italiano.

Nel video allegato una breve intervista espone la nascita e l’evoluzione del progetto.

Come una piccola antologia live la serata è trascorsa tra splendide canzoni ed aneddoti, sulla nascita dei pezzi e sugli stessi autori, dalle barzellette del “triste”  Endrigo, alle stravaganze di Ciampi, gli incontri con Tenco o Paoli, l’omaggio a Francesco De Gregori produttore artistico del disco.

De Angelis ed Ascoles (1)

Una serata da vivere, per chi conosceva quelle canzoni e per chi le scopriva l’altra sera stessa.

Come hanno detto gli stessi autori, per ora solo dodici artisti per circa una ventina di canzoni, ma molti ne mancano all’appello e se il pubblico apprezza nuovi “tomi” di questa antologia potranno essere prodotti.

Si è respirato di nuovo quel sapore di “cantautorato” che regalava il Folk Studio negli anni sessanta e che ha dato i natali musicali allo stesso De Angelis, a cominciare dai rintocchi della campanella originale che ha accolto nel ’62 Bob Dylan.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI GIAMPAOLO VASSELLI

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Pink Floyd Legend, ad Ostia Antica rivive il mito del “Live at Pompeii”

Pink Floyd Legend

Dopo il Summer Tour 2016, che li ha visti suonare in diversi Festival d’Italia, il 17 settembre i Pink Floyd Legend proporranno in prima assoluta al Teatro Romano di Ostia Antica “Live at Pompeii”. Uno scenario unico e suggestivo, che sarà reso ancora più incantevole dalla magica musica dei Pink Floyd Legend.

Lo spettacolo dei PFL si sviluppa attraverso l’esecuzione dell’intero repertorio di brani del Live At Pompeii, calato in una cornice scenografica che riproduce la suggestione delle atmosfere, dei suoni e delle luci dell’originale. Per questo i Pink Floyd Legend scelgono di suonare questo live tutto d’un fiato concentrandolo in un’unica metà del loro spettacolo, nella originaria formazione a quattro, e dando spazio all’improvvisazione per ricreare il sound psichedelico e inconfondibile dei Pink Floyd del primo periodo. Prima di essere suonato, il Live At Pompeii va infatti “sentito e vissuto” tanto è particolare nella scelta dei brani, nella modalità di esecuzione e nell’arrangiamento. Qui si vedono i veri Pink Floyd, grandi improvvisatori e creatori di incredibili atmosfere e sonorità senza l’utilizzo di effetti speciali ma con il solo ausilio della strumentazione di base. Non a caso la cornice essenziale per la realizzazione dello show è l’utilizzo della stessa strumentazione dell’originale: il grande gong al centro della scena è quello utilizzato da Waters con tanto di fiamme; la batteria ha le stesse decorazioni sulla doppia cassa come quella di Mason; la chitarra è la Black Strat di Gilmour dal primo aspetto con il palettone anni 70′ e il battipenna bianco; il basso è il Sunburst con il battipenna tartarugato; infine l’organo è il Farfisa Compat Duo con il quale Wright riusciva a creare le sue indimenticabili melodie e le celestial voices di A Saucerful of Secrets.

PFL 2

L’intero spettacolo è accompagnato da stralci di immagini tratte dal film, proiettate sul megaschermo circolare. situato, nel rispetto della migliore tradizione floydiana, sullo sfondo del palco. I PFL, oltre ad aver riproposto questo show nei principali palchi romani, nell’estate del 2012 hanno dato vita ad un memorabile Live At Pompeii nella suggestiva cornice dell’anfiteatro romano di Bleso a Tivoli .

LA STORIA

All’apice della notorietà, mentre a Parigi si abbozzava Dark Side of the Moon, i Pink Floyd ricevettero l’offerta di girare un film-concerto.  Il regista Adrian Maben ebbe l’idea di ambientarlo in uno scenario assolutamente anticonvenzionale e scelse l’anfiteatro di Pompei. Il film, Pink Floyd – Live At Pompeii, apparve nel 1971 e resta tuttora un passaggio memorabile della storia del rock: memorabile sia per l’esecuzione in uno spazio vuoto (non più ripetuta da altri, se non come citazione di questa), sia per gli effetti audio-visivi utilizzati. Il live, infatti, è stato girato nell’era dei concerti megalitici con migliaia e migliaia di spettatori ma, al contrario di questi, nel Live At Pompeii il pubblico viene lasciato fuori dell’arena per avere la massima purezza di suono ed elevare la musica al livello di massima protagonista.

Pink Floyd Legend – Live At Pompeii

Riproposizione integrale del leggendario concerto-evento del 1971Live at Pompei  e dei grandi classici del repertorio “Floydiano”

TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA

Sabato 17 settembre 2016 ore 21.00

FABIO CASTALDI – Bass, Vocals, Gong
ANDREA FILLO – Guitar, Vocals
EMANUELE ESPOSITO  – Drums
SIMONE TEMPORALI – Hammond, Farfisa Compact Duo, Piano, Vocals

PAOLO ANGIOI – Acoustic, Electric and 12 string Guitar, Bass, Backing vocals
MICHELE LEISS – Sax MARTINA PELOSI – Backing vocals
SONIA RUSSINO – Backing vocals
GIORGIA ZACCAGNI – Backing vocals
ANDREA ARNESE – Video/Audio Effects, Keytar, Acoustic Guitar

Biglietti: I SETTORE €. 34,50
II SETTORE €. 28,00
www.pinkfloydlegend.it

Biglietti in vendita su www.ticketone.it e www.bookingevents.it

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Fabrizio Bosso in tour in Colombia a settembre con lo Spiritual Trio e poi in Giappone a ottobre con il quartetto.

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Parte il 10 settembre dal Teatro Municipal di Cali, il tour Colombiano di Fabrizio Bosso con lo Spiritual trio, composto da Alberto Marsico (hammond) e Alessandro Minetto (batteria).

Dopo questa prima data, in cui è previsto anche un incontro con la stampa e gli studenti del conservatorio, il tour prosegue l’11 al festival Jazz al Parque di Bogotà, il 14 al teatro Javeriano di Pasto, il 15 al Plazoleta Gardel di Medellin, per terminare 16 al Salon Jumbo di Barranquilla.

 Sarà invece il quartetto composto da Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Nicola Angelucci alla batteria e Jacopo Ferrazza al contrabbasso (quest’ultimo subentrato a Luca Alemanno, in partenza ormai per due anni, per Los Angeles dopo aver ottenuto l’ammissione al Thelonius Monk Institute) ad accompagnare Fabrizio Bosso in due date consecutive, il 18 e 19 ottobre, al Blue Note di Tokio in Giappone, considerato quasi una seconda patria per il trombettista di origini piemontesi.

 In mezzo, tra questi due tour, c’è sempre l’Italia con numerosi altri impegni live. Primo fra tutti, il doppio appuntamento del 30 settembre e primo ottobre al Teatro Lyrick di Assisi, promosso da Umbria Jazz, Regione Umbria e Comune di Assisi, in favore delle popolazioni colpite dal sisma, che vedrà protagonisti oltre a Bosso il 1 ottobre, anche Renzo Arbore, Gino Paoli, Stefano Bollani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Di Battista, i Funk Off, Fabrizio Bosso e Rita Marcotulli, ma il programma definitivo è ancora da completare perché continua ad arrivare la disponibilità di altri artisti a partecipare.

 Prima di partire per il Giappone, oltre all’impegno di beneficenza di Assisi, Bosso sarà in concerto a settembre il 23 a Castelfidardo in duo con Luciano Biondini, il 24 a Salerno con Fabio Concato e Julian Oliver Mazzariello, il 30 a Lecco per un altro evento di beneficenza in duo sempre con Mazzariello.

www.facebook.com/fabriziobossomusic

www.fabriziobosso.eu

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L’estate in jazz di Roma, che non ci siamo dimenticati

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TESTI E FOTO DI FABIO SPAGNOLETTO

Il jazz è stato protagonista del ferragosto romano con una bellissima serata alla Casa del Jazz che ha visto protagonista un grandissimo Giorgio Cùscito e molti amici, tra i quali Piji Siciliani e la Swing Circus Crew

Un Giorgio Cùscito in forma smagliante ha entusiasmato il pubblico romano che lo scorso Ferragosto non ha voluto lasciare la Capitale. Anche se ne parliamo solo ora, il jazz è stato grande protagonista con moltissimi eventi di questa estate romana, che per certi versi è stata un po’ sottotono rispetto ad anni passati (colpa forse della crisi), ma ha comunque saputo dare molta qualità.

Giorgio Cùscito

Giorgio Cùscito

Nel giorno più bello dell’anno per vivere e visitare Roma, cioé il 15 agosto, con la città vuota, il traffico pressoché assente ed una calma impensabile in altri giorni dell’anno, dove la Capitale riesce mostrare  le sue bellezze, i suoi silenzi e le sue pigrizie che si tramandano da secoli, nel migliore dei modi, la Casa del Jazz ha dato vita ad una grande festa con la partecipazione anche di PIJI Siciliani che ha eseguito la versione Swing di un brano dei Righeira del 1985, “ L’estate sta finendo” e degli scatenatissimi ballerini della “Swing Circus Crew”

MARIO CAPORILLI

Mario Caporilli alla tromba, sotto Monica Gilardi

MONICA GILARDI

La band al seguito di Cùscito ha eseguito una serie di brani dei più famosi autori jazz e swing: Flyin’ Home di Lionel Hampton, Tuxedo Junction di Erskine Hawkins, Dickie’s Dream di Lester Young, Jumpin’ At The Woodside di Count Basie, Drop Me Off In Harlem di Duke Ellington, T’ain’t What You Do di Sy Oliver, The Flat Foot Floogie di Slim Gaillard e tanti altri ancora per due ore di musica.

La band si componeva di:

Giorgio Cùscito, tenor sax, dir. & arr.
Mario “Rollo” Caporilli, trumpet
Ferdinando ” Ferdy” Coppola, tenor sax & vocals
Gino Cardamone, guitar
Alberto Antonucci, double bass
Fabiano Giovannelli, drums
Monica Gilardi, vocals

Piji Siciliani, ospite della serata

Piji Siciliani, ospite della serata

Lo spettacolo è stato inserito all’interno del programma “Summertime” un’estate di concerti all’aperto alla Casa del Jazz.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI FABIO SPAGNOLETTO

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Il saluto all’estate 2016 a Villa Ada con un “Concerto senza impegno”

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Un finale degno di una grande stagione com’è stata quella appena trascorsa a Villa Ada: domenica 11 settembre in un megaconcerto a partire dalle 19.30, alcuni dei più grandi artisti italiani saliranno sul palco per salutare a modo loro l’estate appena trascorsa. Tra gli ospiti più attesi Marina Rei, Carmen Consoli, Max Gazzè, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi

Domenica 11 settembre sul palco di Villa Ada Roma Incontra in Mondo (manifestazione organizzata da Arci Roma e Viteculture), come ultimo appuntamento della stagione 2016, a partire dalle 19.30, saliranno tutti insieme sul palco del laghetto più amato della capitale  Bandabardò, Carmen Consoli, Diodato, Niccolò Fabi, Max Gazzè, L’Orage, Fabrizio Moro, Fabrizio Pocci, Marina Rei, Daniele Silvestri, The Bastard Sons of Dioniso, The Niro  per Concerto Senza Impegno: un concerto e una festa per aiutare un amico e prezioso collaboratore di cui verra rispettata la privacy, che rappresenta un fil rouge per tutti gli artisti presenti.

 Il ricavato del concerto sarà devoluto interamente a sostegno delle sue cure mediche.
Una serata unica che vedrà alternarsi e incontrarsi sul palco alcuni dei protagonisti indiscussi della musica d’autore degli ultimi anni, accompagnati da Bandabardò, band resident d’eccellenza.

Tutto, per una no stop di 4 ore, presentata dal regista e attore Massimiliano Bruno.

Concerto Senza Impegno nasce da un’idea del compositore e produttore artistico Roberto “Lobbe” Procaccini, Enrico “Erriquez” Greppi, leader di Bandabardò, e il fonico Matteo Spinazzè in collaborazione con Viteculture.

In occasione del concerto, l’organizzazione di Villa Ada Roma Incontra il Mondo ha deciso di proporre un presidio informativo relativo alla recente tragedia del terremoto coordinato dalla Brigata Volontaria S.V.S Roma . Sul posto saranno presenti le associazioni volte a informare il pubblico sulle reali necessità di assistenza.

Per questa data non è previsto un biglietto ridotto.
Gratuito : Disabili (accompagnatore a pagamento) e bambini Under 13

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Daughter, quando la musica è poesia!

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Elena Tonra dei Daughter

A tre anni di distanza dall’uscita del loro album di debutto, i Daughter – trio londinese, ma dalle origini più svariate ha fatto ritorno ritorno in Italia . A Villa Ada ha presentato i brani tratti dal secondo lavoro “Not To Disappear”.  Ad aprire il concerto WrongOnYou.

Foto di STEFANO PANARO

Elena Tonra, Igor Haefeli e Remi Aguilella, ovvero i Daughter sono riusciti a migliorarsi ancor di più. “If You Leave”, il loro primo lavoro è stato ampliamente premiato dalla critica ed accolto molto bene anche dal pubblico, ma questo secondo album si è dimostrato ancora migliore. Tra i gruppi più interessanti del panorama alternative e della musica d’ambiente, i Daughter occupano un posto privilegiato. Nati artisticamente a Londra circa sei anni fa, per volontà di Elena, voce e chitarrista del gruppo, di orgini svizzere, italiane ed irlandesi, i Daughter si caratterizzano per la loro capacità di commistionare atmosfere suggestive nei loro brani, esplorando continuamente nuovi orizzonti musicali e sperimentando sempre nuove idee.

Marco Zitelli, protagonista della serata con il suo progetto WrongOnYou

Marco Zitelli, protagonista della serata con il suo progetto WrongOnYou

Not To Disappear” è il risultato di questa ricerca della perfezione: un caleidoscopio di emozioni, epico e molto più ambizioso del primo lavoro della band, caratterizzato da una perfetta fusione tra il suono e la magica voce di Elena Tonra.

Un album poetico che riesce a scavare nel profondo e arrivare davvero al cuore, a tratti drammatico, a tratti magico, è difficile definire la serie di emozioni  che rilascia l’ascolto dei brani di questo album, come del resto era difficile anche farlo per il precedente “If You Leave

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Igor Haefeli, sotto Remi Aguilella, rispettivamente chitarra e batteria dei Daughter

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Il gran numero di persone presenti a Villa Ada ha dimostrato come  il fascino di questa giovane band abbia già colpito molti e la curiosità attorno a loro e alla loro musica si stia diffondendo a macchia d’olio un po’ ovunque. Evidentemente, la buona musica, quella di qualità, non quella ridotta a puro mercimonio, sta trovando nuovamente il suo spazio, tornando finalmente ad essere apprezzata come merita.

Di questi tempi si sente il bisogno di un po’ di magia, e dal canto loro i Daughter se ne portano un po’ dietro per poi, in occasioni come questa, distribuirla sottoforma di musica. Il concerto che hanno tenuto a Villa Ada è stata poesia allo stato puro, un momento di quelli che, chi ama la buona musica non può farseli sfuggire. C’è musica e musica, c’è ascoltare ed ascoltare, poi ci sono gruppi come i Daughter, ed è tutta un’altra cosa.

Ad aprire la serata a Villa Ada, un giovane ed interessante cantautore romano, Marco Zitelli con il suo progetto elettro-acustico sperimentale WrongOnYou, protagonista di un breve, ma intenso, live set che ha fatto da spalla al trio londinese.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI STEFANO PANARO

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Grande festa a Villa Ada con le Radici nel Cemento e i Train to Roots

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La storica band reggae romana sale sul palco di Villa Ada Roma Incontra Il Mondo dopo il ritorno sulla scena con il singolo “Movimento Lento” e l’ album “7”.  Ad aprire il concerto i Train to Roots, band sarda che presenta il suo quinto album “Home” al pubblico di Villa Ada.

Foto di VALENTINA VENDITTI

L’ atmosfera che si respira è quella della classica estate romana, rilassata e divertita. Gente ai tavolini del bar si gode la tregua della canicola estiva che ci ha messo a dura prova nei giorni scorsi e si prepara al concerto dei più famosi esponenti del reggae italiano.

Ad aprire il concerto arrivano sul palco i Train to Roots, band attiva dal 2004 e ad oggi considerati tra i migliori gruppi reggae in Italia. Il pubblico sembra apprezzare molto il loro mix di rock e roots reggae, è ben riconoscibile nelle sonorità il mood jamaicano con incursioni di beat dell’underground elettronico moderno. Si vede e si sente l’esperienza decennale del gruppo con un live potente ed esplosivo. Si balla, ci si scatena ma ci sono anche momenti per riflettere, come nella migliore tradizione reggae; i testi impegnati spaziano dalla critica ai politici e alle leggi restrittive, al bisogno di tolleranza e di rispetto reciproco delle differenze in un mix che ci fa pensare ma divertire allo stesso tempo. Inoltre il loro aspetto è uno spettacolo per gli occhi: lunghi rasta, vestiti larghi e colorati, cappellone a scacchi, un telo jamaicano appoggiato alla tastiera ci fanno sentire quasi più a Kingston che non a Villa Ada.

Il gruppo dei Train To Roots che ha aperto la serata

Il gruppo dei Train To Roots che ha aperto la serata

A riportarci a Roma ci pensano le Radici nel Cemento con “SoRugantino” e “Cucina Casereccia”.  La gente adora il suono del reggae più autentico e scanzonato, che con il dialetto romano fa arrivare chiaro e diretto il messaggio, una critica alla società dei magnaccioni, su chi lucra e sfrutta la nostra bella città alle spalle della gente che combatte con il precariato. Si continua con “Bella Ciccia” un omaggio alle donne e alla loro naturale morbidezza che spesso viene combattuta strenuamente a colpi di diete, rincorrendo un modello sbagliato e distorto di bellezza. E qui il pubblico femminile ha apprezzato molto e si è scatenato al ritmo incalzante della musica; a volte bastano poche parole ma buone e si è in grado di infondere una tale predisposizione d’ animo positiva che è bellissimo vedere come le persone riescano ad abbattere i propri complessi e a lasciarsi andare. Si continua con una delle canzoni più famose delle Radici nel Cemento, “Alla rovescia”.

Giorgio Spriano delle Radici nel Cemento

Giorgio Spriano delle Radici nel Cemento

Il pubblico canta in coro con loro e i ricordi si fanno strada nei pensieri. Momenti esilaranti si alternano a messaggi dal significato più profondo ed emozionante, critiche e riflessioni su un sistema corrotto e distorto a cui le Radici nel Cemento contrappongono la loro filosofia di amore verso il prossimo, richiamando ad uno stile di vita più lento e naturale che ci liberi dalle catene e dalle prigioni che a volte sono anche mentali.

Giulio Ferrante(Radici nel Cemento)

Giulio Ferrante(Radici nel Cemento)

Con “La vita è ‘na guera”, uno dei momenti più intensi del concerto, cantata con la voce tremante e accorata e il ritmo scandito, c’invitano a non lasciarsi mai andare nonostante le difficoltà che si incontrano, perché la vita vale sempre la pena di essere vissuta appieno. Tra la gente tanti sguardi intensi ed emozionati. Ma la tristezza è bandita ad un concerto delle Radici nel Cemento e con “Sognando Jamaica” la gente canta in coro con il gruppo e si lascia cullare dalle dolci note mentre con “La Skampagnata” ormai non ci sono più freni inibitori e si vedono coppie e gruppi di persone che ballano e si dimenano in maniera forsennata. Divertimento puro.

Ottimi musicisti, carisma e musica allegra sul palco di Villa Ada, ecco gli ingredienti di un grande spettacolo.

GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI VALENTINA VENDITTI

TRAIN TO ROOTS

RADICI NEL CEMENTO